“CHIARA APPENDINO HA OMESSO DI PRENDERE PROVVEDIMENTI AFFINCHÉ LO SPETTACOLO NON SI TENESSE O FOSSE INTERROTTO” – PER I TRAGICI FATTI DI PIAZZA SAN CARLO, CHIESTA LA CONDANNA DI UN ANNO E 8 MESI PER LA SINDACA DI TORINO (CHE HA SCELTO DI ESSERE GIUDICATA CON RITO ABBREVIATO) - LA SERA DELLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE JUVENTUS-REAL, UNA GANG SPRUZZÒ NELL’ARIA LO SPRAY AL PEPERONCINO. L’ONDATA DI PANICO PROVOCO’ LA MORTE DI 2 PERSONE

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Simona Lorenzetti per corriere.it

 

CHIARA APPENDINO CHIARA APPENDINO

Un anno e 8 mesi di reclusione per Chiara Appendino. È la condanna che il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha chiesto per la sindaca Chiara Appendino, presente in aula, a processo per i tragici fatti di piazza San Carlo avvenuti il 3 giugno del 2017. La prima cittadina, difesa dall’avvocato Luigi Chiappero ha scelto di essere giudicata con rito abbreviato: è accusata di omicidio, lesioni e disastro colposi.

 

La sera della finale di Champions League Juventus-Real Madrid, una gang di giovani rapinatori spruzzò nell’aria lo spray al peperoncino per creare il caos e derubare i tifosi. L’ondata di panico generata da quel gesto provocò la morte di due donne, Erika Pioletti e Marisa Amato, e il ferimento di oltre mille e seicento persone.

giuseppe conte chiara appendino giuseppe conte chiara appendino

 

Una tragedia che ebbe, secondo quanto ricostruito dall’accusa, diverse concause: le scarse misure di sicurezza e l’allestimento della piazza realizzato con numerose transenne che blindarono l’area del maxischermo, diventando poi un ostacolo per i tifosi in cerca di una via di fuga.

 

Per la Procura, la proiezione era viziata da un errore tecnico amministrativo che avrebbe dovuto spingere Appendino ad annullare la manifestazione perché non era possibile garantire la sicurezza e l’incolumità degli spettatori. L’errore sarebbe stato l’aver concesso l’autorizzazione senza «che fosse stato preventivamente acquisito il parere obbligatorio e vincolante della Commissione provinciale di vigilanza - si legge nel capo d’imputazione - come previsto dal Tulps e necessario a verificare le condizioni di sicurezza per l’incolumità pubblica».

MARCO TRAVAGLIO E CHIARA APPENDINO MARCO TRAVAGLIO E CHIARA APPENDINO

 

 

L’atto d’accusa recita anche: «L’autorizzazione - che deve recepire le condizioni di sicurezza - non avrebbe potuto essere rilasciata». In definitiva, Appendino «ometteva di prendere provvedimenti e dare disposizioni affinché lo spettacolo non si tenesse o fosse interrotto». Affrontano il processo in abbreviato anche altri quattro imputati: l’ex questore di Torino Angelo Sanna (difeso dagli avvocati Roberto Macchia e Simona Grabbi), il presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese (difeso da Fulvio Gianaria e Alberto Mittone), l’ex capo di gabinetto di Palazzo Civico Paolo Giordana (avvocato Maria Turco) e l’architetto che progettò l’allestimento della piazza Enrico Bertoletti (avvocato Paolo Pacciani). Le richieste sono di un anno e 8 mesi per l'ex questore Sanna. La pena più alta, 3 anni e sei mesi, invece chiesta, per l'architetto Bertoletti. Per l'ex capo di Gabinetto Giordana, la procura ha chiesto 2 anni. Infine, un anno e 7 mesi per Montagnese.

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