valdis dombrovskis

“CI SONO TROPPE DIVISIONI FRA I GOVERNI, È DIFFICILE CAMBIARE IL PATTO DI STABILITÀ” - L’EUROFALCO DOMBROVSKIS, VICE-PRESIDENTE ESECUTIVO DELLA COMMISSIONE EUROPEA, SPEGNE I SOGNI DEL GOVERNO CONTE - IL LETTONE CHIEDE MAGGIORI POTERI ALLA COMMISSIONE PER SANZIONARE I PAESI CHE VIOLANO LE REGOLE: “IN PASSATO ABBIAMO PROPOSTO SANZIONI PER PAESI CON ALTO DEFICIT, MA POI PARLAMENTO E CONSIGLIO LE HANNO RESPINTE” - “IL RINVIO DEL MES? SONO EMERSE PREOCCUPAZIONI "LAST MINUTE" DELL'ITALIA MA NEL GIRO DI UN PAIO DI MESI SI TROVERÀ L'ACCORDO"

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

valdis dombrovskis paolo gentiloni

Chi si aspetta un ammorbidimento del Patto di Stabilità e Crescita Ue, magari con una regola ad hoc per escludere gli investimenti verdi dal deficit, rischia di rimanere seriamente deluso. Perché la strada è tutta in salita. Idem chi spera in un ulteriore rinvio della riforma del Fondo Salva-Stati (MES). Valdis Dombrovskis, vice-presidente esecutivo della Commissione europea con responsabilità su tutti i portafogli economici (compreso quello di Paolo Gentiloni), raffredda le speranze italiane e lancia un nuovo avvertimento sul debito.

 

Nonostante i richiami, il debito continua a salire: hanno ragione i governi che vi criticano per non aver messo l' Italia sotto procedura?

juncker dombrovskis

«Ci siamo andati molto vicino, due volte. Ma poi, grazie al dialogo, il precedente governo aveva adottato un significativo taglio del deficit. Già oggi, però, vediamo che l' Italia è a rischio di non conformità con le regole Ue. Sia per quest' anno che per il prossimo. Per questo chiediamo di riportare il deficit in linea con quanto previsto dal Patto di Stabilità e Crescita».

 

E se non succedesse? La Commissione non ha mai sanzionato i Paesi che violano le regole.

«In passato abbiamo proposto sanzioni per Paesi con alto deficit, ma poi Parlamento e Consiglio le hanno respinte».

 

Sta dicendo che la Commissione dovrebbe avere nuovi strumenti per intervenire con maggiore efficacia?

«Certamente sarà uno dei temi da discutere nel contesto della revisione del Two Pack e del Six Pack (i regolamenti introdotti nel Patto di Stabilità e Crescita, ndr). Al momento prevediamo una revisione non legislativa, ma lanceremo una discussione. Ci sono diverse questioni sul tavolo: gli aspetti legati al Green Deal, la semplificazione delle regole, ma anche un meccanismo rafforzato per la loro applicazione. Ci sono alcuni Stati che vogliono più flessibilità, altri che chiedono maggiore disciplina di bilancio».

DOMBROVSKIS

 

Come se ne esce?

«Se ne esce soltanto trovando un accordo. Per questo dico che non si può andare ad aprire il tema delle regole di bilancio se non c'è la ragionevole possibilità di concludere il lavoro con un risultato migliore rispetto al punto di partenza».

 

Sembra una «mission impossible».

«Le regole di bilancio sono state introdotte e poi aggiustate, quindi in teoria non è impossibile. Ci sono alcuni elementi su cui molti Stati sembrano essere d' accordo.

Per esempio sulla necessità di abbandonare alcuni indicatori come il deficit strutturale, che è basato sull' output gap, il quale non è direttamente osservabile e difficile da spiegare. L'European Fiscal Board ha suggerito di usare il parametro della spesa e dovremmo muoverci su questa linea».

Il primo ministro lettone Valdis Dombrovskis

 

Vi ha anche suggerito di introdurre una «golden rule» per scorporare gli investimenti green dal deficit. Lo consentirete?

«Il Patto si chiama di Stabilità e Crescita perché va trovato il giusto equilibrio tra sostenibilità dei conti e crescita economica. Nella revisione dovremo tenerne conto. Perché è importante che i Paesi ad alto debito ne assicurino la riduzione».

 

Quindi niente «sconto» per gli investimenti green?

«Ma già oggi abbiamo una clausola di flessibilità per gli investimenti cofinanziati dall' Ue, l'abbiamo introdotta nel 2015. Si può discutere se estenderla a quelli "green", ma in ogni caso bisogna essere molto cauti sui limiti da non superare: va garantita la sostenibilità di bilancio».

commissione europea 4

 

Il Consiglio Europeo ha invitato l'Eurogruppo a «continuare il lavoro» sulla riforma del Fondo Salva-Stati (Mes): è un rinvio a giugno come chiede il governo italiano?

«La revisione del Mes sarà la prima riforma tangibile del nostro più ampio lavoro di riforma dell' unione economico-monetaria. Sono cautamente ottimista che nel giro di un paio di mesi si potrà chiudere questo capitolo perché i negoziati sono già in una fase avanzata. Sono emerse alcune preoccupazioni "last minute" dall' Italia e bisogna vedere come affrontarle nel modo migliore. Ma in ogni caso credo che nel giro di un paio di mesi si troverà un accordo».

parlamento europeo 2

 

La Germania ha salvato con denaro pubblico la banca NordLB, l' Italia sta per fare lo stesso con Banca Popolare di Bari: è la morte del bail-in, che invece prevede un «prezzo» per gli investitori privati?

«Il principio del bail-in è parte dell' unione bancaria e stiamo lavorando per renderlo sempre più attuabile nella pratica. Su NordLB c' è stata una decisione della nostra Concorrenza che ha giudicato il finanziamento pubblico in linea con il mercato. Sulla Popolare di Bari stiamo valutando la situazione. Abbiamo preso nota del decreto e siamo in contatto con il governo, pronti a discutere le condizioni e gli strumenti possibili nel quadro della normativa Ue».

Ultimi Dagoreport

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM