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“COMPLOTTI CONTRO IL PAPA? NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE” - L’EX DIRETTORE DELL’“OSSERVATORE ROMANO”, GIOVANNI MARIA VIAN: “I CONCLAVI SONO SEMPRE STATI OGGETTO DI INTERESSE. SOLO CHE UN TEMPO LE INTERFERENZE ARRIVAVANO DALLE POTENZE CATTOLICHE. OGGI CI SONO I GRUPPI DI PRESSIONE - LA NOVITA’ E’ CHE PAPA FRANCESCO L’ABBIA DETTO APERTAMENTE MA È IL SUO STILE. OPPURE SI PUÒ DIRE CHE È UN RITORNO ALL'ANTICO, QUANDO I PAPI INTERVENIVANO CONTRO I LORO OPPOSITORI, NON PIÙ TARDI DEL CINQUECENTO”

Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

GIOVANNI MARIA VIAN

Complotti? Riunioni preconclave anzitempo? Tentativi di influenzare l'elezione del Papa? «Nulla di nuovo sotto il sole. Come spesso accade c'è poca memoria. Il genere letterario è piuttosto antico...». Ci sono poche persone che conoscano la Chiesa come Giovanni Maria Vian, 69 anni, storico e docente di Filologia patristica alla Sapienza, per undici anni direttore dell'Osservatore Romano . «Anche se, certo, oggi le cose sono cambiate».

papa francesco 4

 

Come, professore?

«I Conclavi sono sempre stati oggetto di attesa e interesse enorme, mondiale. Solo che un tempo le interferenze arrivavano dalle potenze cosiddette cattoliche. Non dimentichiamo che l'ultimo intervento palese è stato nel 1903, quando il cardinale Jan Puzyna di Cracovia, allora sotto il dominio austriaco, pronunciò l'esclusiva, ovvero il veto dell'imperatore Francesco Giuseppe contro il cardinale Mariano Rampolla, che era filofrancese. La cosa sollevò proteste vibranti nel conclave ma poi venne eletto Giuseppe Sarto, Pio X».

 

papa francesco 1

E ora?

«Ora le informazioni sono simultanee e le potenze che cercano di condizionare l'elezione nella Cappella Sistina non sono più cattoliche ma mediatiche, gestite da gruppi di pressione».

 

Più esterni che interni?

«Le forze sono sempre interne ed esterne. Il collegio degli elettori di norma è diviso, e anche prima che fosse regolata dal Conclave l'elezione è sempre stata oggetto di contrasti. Già in età tardoantica ci sono misure che intendono impedire una successione di tipo dinastico».

papa francesco gioca a biliardino

 

Dinastico?

«Eh sì. C'era stato perfino un Papa che, seppure con cinque pontefici in mezzo, era succeduto a suo padre: Silverio, vescovo di Roma dal 536 al 537, era figlio di Ormisda, Pontefice dal 514 al 523. Ma una delle forze della Chiesa di Roma è che in genere si è mantenuta fuori da una successione dinastica. I casi sono rari, come Giulio II che era nipote di Sisto IV, due della Rovere».

 

Nell'età di Internet i problemi sono altri...

papa wojtyla 66

«Bisogna tenere conto della pressione mediatica, non è un caso che gli ultimi siano stati conclavi-lampo. Che cosa si sarebbe detto se avessero tardato? Ma già negli ultimi anni del Pontificato di Paolo VI si pubblicavano libri che si interrogavano sul successore. Nel caso di Giovanni Paolo II cominciò all'inizio degli anni Novanta. Libri analoghi sono usciti con Francesco».

 

Di fatto l'idea di un «complotto» in Vaticano non stupisce, perché?

«Perché la storia del Papato è così. Lo storico irlandese Eamon Duffy ha intitolato una bellissima storia dei Papi "santi e peccatori". Si potrebbe aggiungere che i peccatori sono stati molti. Del resto quello del Papa di Roma è un potere importante. Spirituale, ma anche reale. Basti pensare al fascino che suscitano nella letteratura "pop" o nel cinema, dal Dan Brown di "Angeli e demoni" alle serie papali di Sorrentino».

i nuovi cardinali incontrano ratzinger

 

È diventato quasi un tópos letterario...

«Quando muore papa Luciani, dopo poco più di un mese, tutti pensano sia stato avvelenato. Certo, allora le varie versioni sul ritrovamento del corpo non aiutarono, la risposta alle domande arrivò solo molto più tardi».

 

Ma le pressioni mediatiche, alla fine, hanno qualche effetto?

«Mah, nel caso di Giovanni Paolo II sono state una gran perdita di tempo. Nel frattempo alcuni candidati alla successione, veri o presunti, morirono prima di Wojtyla». Forse la novità è nel fatto che Francesco lo abbia detto così, pubblicamente. «In effetti questo è nuovo. È il suo stile. Oppure si può dire che è un ritorno all'antico, quando i Papi intervenivano contro i loro oppositori, non più tardi del Cinquecento».

benedetto xvi riceve francesco

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