sergio mattarella giuseppe conte ernesto galli della loggia

“CONTE È IL VUOTO POLITICO COME ANTICAMERA DI QUALUNQUE POLITICA” - GALLI DELLA LOGGIA: “MATTARELLA NON AVREBBE DOVUTO ACCETTARE COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO UN ASSOLUTO SCONOSCIUTO” - “IL PD ACCETTA IL SÌ AL REFERENDUM PUR DI MANTENERE L’ALLEANZA, SI AGGRAPPANO AL POTERE PURCHESSIA. LA RAGGI? LA SCELSI PERCHÉ PENSAVO CHE UNA FIGURA GIOVANE POTESSE CAMBIARE LE COSE. NON È ANDATA COSÌ, NON LA VOTERÒ MAI PIÙ. TEMO PERÒ CHE LE ALTERNATIVE NON SIANO MIGLIORI…”

 

 

 

Federico Novella per “la Verità”

 

ernesto galli della loggia

Professor Ernesto Galli Della Loggia, storico e ascoltatissimo editorialista: non è preoccupato per la riapertura delle scuole?

«Ovviamente sì, come tutte le persone sensate. Certo, il governo ha proceduto a tentoni, ma bisogna tener conto del continuo mutare della situazione epidemiologica e delle opinioni del comitato tecnico-scientifico. E anche dall' opposizione ho visto solo un fiume di critiche, ma mai reali proposte concrete. È uno dei guai di questo Paese : oltre a un generico e vociante non essere d' accordo l' opposizione non riesce ad andare».

 

PROVE DI DISTANZIAMENTO A SCUOLA IN VISTA DELLA RIAPERTURA

I sindacati sabotano la riapertura?

«Se durante l' epidemia gli infermieri avessero minacciato di non lavorare perché timorosi del contagio, ci sarebbe stata una rivolta del Paese. Certo, gli insegnanti fanno un lavoro diverso, ma il sindacato scuola dovrebbe evitare di precipitarsi a raccogliere qualsiasi tipo di protesta.

 

Così capita che ogni volta si rasenta la paralisi, anche se poi la politica, per passi successivi, arriva sempre a un compromesso che ci consente in qualche modo di tirare avanti. Ma è un meccanismo rovinoso ed estenuante».

 

LUCIA AZZOLINA

Lei ha scritto anche che gli insegnanti sono in qualche modo prigionieri del sindacato. Quasi ostaggi.

«Non esageriamo: non è che gli insegnanti rischino la vita a parlare. Anzi, a parlare non rischia nessuno in questo Paese, e questa è una delle ragioni per cui tanti spesso straparlano...».

 

Dunque?

MAURIZIO LANDINI

«Diciamo che gli insegnanti non riescono a far valere il proprio punto di vista. Negli organi direttivi dei sindacati regna di fatto il personale amministrativo, ausiliario, di segreteria, non certo i docenti.

 

I professori sono prigionieri del sindacato della scuola anche perché la legislazione scolastica è una selva intricata di disposizioni e circolari: un insegnante, per capirci qualcosa, deve andare a cercare qualcuno che glielo spieghi».

CORONAVIRUS SCUOLA

 

Il virus poteva essere in qualche modo una buona occasione per rifondare la scuola e liberarsi di certe storture secolari.

 

Invece?

«È difficile fare riforme sotto la pressione così forte dell' emergenza. Senza contare che nessuna forza politica - ripeto, nessuna - ha la minima idea di che cosa possa essere oggi una riforma della scuola».

 

matteo salvini uova e spremuta

Quando riapriranno le classi, le scuole italiane diventeranno diplomifici? Tutti democraticamente promossi?

«Quando si tratta di promuovere, sono d' accordo tutti. Ministri di sinistra, di centro e di destra. E questo perché quando si governa scattano meccanismi implacabili di ricerca di consenso. Insomma, tutti fanno un po' la stessa cosa: prendere decisioni popolari, dimenticando che le scelte più significative sono quasi sempre impopolari».

 

La scuola sarà un banco di prova della maggioranza alle prossime elezioni regionali?

«Probabile. Se il virus rialzasse la testa e l' opposizione iniziasse ad attaccare il governo, il clima si surriscalderà. Diciamo che il centrodestra dovrebbe avere un po' di carità di patria, evitando certi toni».

ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

 

Chi governa ha anche l' onere della responsabilità.

«A patto però che non lo si consideri responsabile dell' epidemia, come a volte si direbbe da certe polemiche. Chiedo a Salvini: qual è la sua soluzione per le scuole italiane?

 

È ancora convinto che la politica italiana sia ridotta a una fiera del trasformismo? Dopotutto la parola risale ai governi Depretis, nell' Ottocento.

«A dir la verità, allora ci s' incontrava sui programmi. A un certo punto la sinistra storica dell' epoca accettò i principi della monarchia costituzionale, mentre la destra storica aprì, tra le altre cose, all' allargamento del suffragio e del corpo elettorale. Questo incontro sfociò nel trasformismo e nel rimaneggiamento delle maggioranze».

 

E oggi?

giuseppe conte meme 1

«Oggi invece tutti si "trasformano" a velocità vorticose. All' epoca di Giolitti non sarebbe mai esistito un presidente del Consiglio che nel giro di un anno governa due coalizioni opposte. Una cosa quantomeno discutibile. E questo avviene perché oggi si cambia schieramento esclusivamente in funzione del potere e del consenso».

 

Dunque il premier è la personificazione di quest' epoca trasformistica?

«Come ho avuto modo di dire, Conte è il vuoto politico come anticamera di qualunque politica. È più facile cambiare contenuti, quando non si hanno contenuti».

 

giuseppe conte meme

Quindi il presidente Mattarella non avrebbe dovuto accettare il suo nome per Palazzo Chigi, nei momenti drammatici in cui si cercava di imbrigliare una maggioranza di governo?

«A mio avviso la sua è stata una scelta incauta e sbagliata. Fin dalla nascita del governo gialloblù, il Quirinale non avrebbe dovuto accettare come presidente del Consiglio un assoluto sconosciuto al quale, lo ricordo, furono appiccicati subito due vicepresidenti del Consiglio per metterlo sotto tutela».

 

Il premier dev' essere necessariamente un politico?

sergio mattarella giuseppe conte 4

«La democrazia parlamentare funziona così. Il capo del governo non dev' essere necessariamente un uomo politico, ma una personalità pubblica sì, di cui siano note le idee, anche politiche. Non può essere un mandatario tirato fuori dal cilindro all' ultimo momento».

 

Giuseppe Conte è una figura destinata a tramontare?

«Questo non saprei dirlo. Il Covid lo ha senz' altro favorito e rafforzato. Ma vedremo, in Italia è sempre tutto così labile. Credo però che sia un' esagerazione parlare di rischio democratico».

conte meme

 

Nonostante la raffica di dpcm e il Parlamento depotenziato?

«Guardiamoci intorno. Sono anni che in Italia le leggi non le fa più il Parlamento, e si va avanti a colpi di decreti legge. Certo, è una tendenza a cui non bisogna arrendersi».

 

Come interpreta il patto Pd-5 stelle sul taglio dei parlamentari e legge elettorale?

«Il Partito democratico ha semplicemente paura che i 5 Stelle possano mettere in crisi la maggioranza. E quindi accettano il Sì al referendum pur di mantenere in piedi l' alleanza.

Si aggrappano al potere purchessia».

 

Per questo ha definito il Pd come il «partito delle élite, punto di raccolta dell' intero ceto burocratico dirigente»?

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

«Sì. Non a caso qualunque partito o personalità abbia provato a governare contro il Pd è stato messo sotto accusa, come potenzialmente "fuori" o addirittura contrario alla Costituzione: in un certo senso, eversivo».

 

Anche con l' intervento della magistratura?

«Talvolta, sì. Più spesso attraverso orchestrazioni mediatiche e campagne politico-giornalistiche mirate a delegittimare l' avversario».

 

Una bella rendita di posizione, col rischio però di dimenticarsi delle periferie e delle classi subalterne.

LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI BY EDOARDOBARALDI

«C' è sicuramente stata una chiusura del Pd a certe realtà. Non a caso ha perso molto della sua base popolare, e come indicano i sondaggi alle prossime regionali rischia di veder crollare le sue roccaforti».

 

Spera forse che una sconfitta alle regionali possa suscitare una scossa tra i Dem alla ricerca di identità?

«Io non spero niente. Anzi, in generale, sono disperato. Sicuramente è un voto importante.

Checché se ne dica, avrà certamente effetti politici sulla maggioranza di governo».

 

ernesto galli della loggia (2)

In tutto questo, il movimento rivoluzionario di Beppe Grillo si è normalizzato? Nota un' evoluzione?

«Più che un' evoluzione, direi una disintegrazione. D' altronde per fare politica, persino oggi, occorre possedere una visione della realtà con qualche fondamento, non delle idee a casaccio. E poi è necessaria una scolarizzazione e una preparazione che non sia presa in prestito dagli album di Topolino».

 

Insomma, il Movimento si è tramutato in casta?

«Ma figuriamoci. La casta è formata da persone che occupano posti chiave da anni e coltivano profonde relazioni. Loro sono perlopiù dei poveretti attaccati allo stipendio. Hanno vinto la lotteria del seggio in Parlamento e vogliono restare aggrappati alla poltrona. È davvero difficile che questo movimento entri nei libri di storia».

VIRGINIA RAGGI ANPI

 

Tuttavia, votò per Virginia Raggi al Campidoglio. Pentito?

«La scelsi perché pensavo che una figura giovane potesse cambiare le cose. Non è andata così, e non la voterò mai più. Temo però che le alternative non siano migliori. Del resto Virginia Raggi è stata una catastrofe: ma, sia pure per ragioni diverse, non è che Alemanno sia stato meglio. È terribile rendersi conto come in questo Paese si sia via via assottigliata qualsiasi possibilità di alternativa. Assistiamo a una spaventosa omogeneizzazione verso il basso della qualità politica. Questo è il vero dramma».

virginia raggi foto di baccoVirginia Raggivirginia raggi foto di bacco (2)VIRGINIA RAGGI CON LA MASCHERINA

Ultimi Dagoreport

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)