lucio caracciolo

“IL DIALOGO SOTTERRANEO TRA MOSCA E WASHINGTON APRE LA PROSPETTIVA DI UN CESSATE-IL-FUOCO NEI PROSSIMI MESI” - LUCIO CARACCIOLO: “QUANTO ALLA POTENZA MILITARE ITALIANA, A DIFFERENZA DI QUASI TUTTI I PAESI DEL MONDO NON STIAMO RIARMANDO NÉ ATTREZZANDOCI CULTURALMENTE ALLA GUERRA. LA GERMANIA HA STABILITO CHE NEI PROSSIMI ANNI SARÀ LA PRIMA POTENZA MILITARE EUROPEA E LA POLONIA STA DOTANDOSI DI ARMAMENTI DI PUNTA GRAZIE ALLA DECISIONE AMERICANA DI FARNE LA LANCIA ATLANTICA NEL ROVESCIAMENTO DELL'IMPERO RUSSO. E L'UCRAINA È OGGI FORSE LA SECONDA POTENZA MILITARE CONVENZIONALE D'EUROPA”

Lucio Caracciolo per “la Stampa”

lucio caracciolo a otto e mezzo 4

 

L'Italia affronterà da sola l'inverno più duro della sua storia recente. Il contesto geopolitico in cui ci siamo finora accomodati è in via di accelerata implosione e riconfigurazione. Immaginare in questa fase, di cui non si vede la fine, grandiosi slanci di solidarietà o anche solo di progettazione europea e occidentale significa vivere fuori del tempo. Come se il biennio del virus e della guerra non fosse mai stato, come non fosse ancora in corso, con esiti imprevedibili su entrambi i fronti. Un biennio che sta cambiando il nostro modo di vivere e di pensare. All'insegna dell'incertezza.

PUTIN BIDEN

 

Consideriamo solo fra i principali mutamenti strategici in corso quelli che impattano specificamente sul nostro Paese. La guerra d'Ucraina ci ha sconnessi dal fornitore energetico principale, la Russia, in modalità forse definitiva. Stiamo cercando e in parte trovando alcune alternative immediate, tra cui spicca l'algerina, o prospettiche, come il ricorso al mercato del gas naturale liquido - utopie sul nucleare a parte.

 

putin zelensky biden

Scelta non solo energetica, ma geopolitica: si tratta di sostituire la Russia con il Mediterraneo e con l'America. Poiché il nostro principale partner economico e industriale, la Germania, soffre di una crisi strutturale financo superiore alla nostra ed è in modalità strettamente nazionalistica tanto da curarsi sempre meno di vestire di gialloblù le sue direttrici strategiche, ne consegue che parte delle sofferenze tedesche saranno rovesciate su di noi. Vale soprattutto per la nostra industria del Nord, che vive dell'interdipendenza con i produttori tedeschi.

 

emmanuel macron olaf scholz

Nel nuovo contesto la potenza dei singoli attori è nuda. Determinata anzitutto dai rapporti di forza in campo economico - a cominciare dalla disponibilità o meno di margini fiscali per politiche di sostegno - e militare. Il nostro debito colossale, che avevamo messo tra parentesi in regime di grandiosi aiuti europei ovvero tedeschi (Pnrr), pesa ormai come un macigno e limita i nostri margini di negoziazione nell'Eurozona.

 

Ulteriormente ridotti dall'avvento di un ministero guidato da una personalità che, a sentire alcuni «partner» europei, vorrebbe revocare i diritti civili e incrinare le basi della nostra democrazia. Tanto da dubitare che l'Italia disponga ancora dell'arma di ricatto che consiste(va?) nel suo rango sistemico in qualità di Paese «troppo grande per fallire». Siamo molto più esposti alle tendenze dei mercati e ai giudizi delle agenzie di rating.

 

olaf scholz

Quanto alla potenza militare, a differenza di quasi tutti i Paesi del mondo non stiamo riarmando né attrezzandoci culturalmente alla guerra cui partecipiamo non troppo indirettamente, svolgendo funzioni rilevanti in ambito Nato, specie sul fronte mediterraneo. Nel frattempo, la Germania ha stabilito che nei prossimi anni sarà la prima potenza militare europea - parola di Scholz. Basterebbe solo questo a rendere il cambio di stagione.

 

andrzej duda volodymyr zelensky 2

Non fosse sufficiente, ricordiamo che la Polonia sta dotandosi di armamenti di punta grazie alla decisione americana di farne la lancia atlantica nel rovesciamento dell'impero russo. E l'Ucraina è oggi forse la seconda potenza militare convenzionale d'Europa. Nulla lascia peraltro presagire che la Russia sia disposta alla resa, ovvero al suicidio, anche se il dialogo più o meno sotterraneo tra Mosca e Washington apre la prospettiva di un cessate-il-fuoco nei prossimi mesi.

 

lorenzo guerini in visita a riga in lettonia

In queste condizioni, la nostra ecosfera politica, sempre meno influente e ogni giorno più delegittimata, non può permettersi di parlar d'altro né di incupirsi in teatrini polemici fra partiti o loro residui. Forse il governo in formazione avrà il coraggio di dire le cose come stanno e non come vorremmo fossero? Perché quando sarà costretto a chiedere agli italiani sacrifici senza precedenti dovrà risultare credibile al Paese. Il salto dalla retorica del bel tempo a quella della dura realtà rischia di svelarsi troppo alto per preservare il bene più prezioso di ogni comunità: la pace sociale. Mai così in pericolo come oggi.

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)