putin e la minaccia nucleare 7

“DOPO I REFERENDUM, IL RISCHIO DI UNA TERZA GUERRA MONDIALE AUMENTERÀ IN MODO ESPONENZIALE” - IL POLITOLOGO VICINO AL CREMLINO, DMITRIJ SUSLOV: “UNA VOLTA ANNESSI I QUATTRO TERRITORI, OGNI MISSILE OCCIDENTALE CHE LI COLPISCE VERRÀ CONSIDERATO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA. E MI CHIEDO SE L'OCCIDENTE ACCETTERÀ IL RISCHIO DI UN CONFLITTO MONDIALE, CONTINUANDO L'ATTUALE MASSICCIA FORNITURA DI ARMI A KIEV, OPPURE SE ACCETTERÀ DI RIDIMENSIONARLA - PUTIN È PRONTO AD ACCETTARE NEGOZIATI ANCHE DOMANI, ALLE CONDIZIONI DELLA RUSSIA. MA IO CREDO CHE GLI SCENARI POSSIBILI SIANO DUE…”

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

Dmitrij Suslov

Quando Putin dichiara di essere pronto a «usare tutti i mezzi militari a disposizione», allude anche all'impiego di armi nucleari tattiche?

«Non come arma di prima istanza, né nel breve periodo. Da parte russa l'impiego delle bombe atomiche tattiche rimane un'arma di deterrenza. Il riferimento di Putin è uno strumento retorico per forzare l'Occidente a non aumentare, anzi a ridurre l'aiuto militare a Kiev e per dissuaderlo dall'entrare direttamente in guerra, per esempio spiegando truppe nelle regioni occidentali dell'Ucraina o altrove, specialmente quando l'aumento delle forze russe costringerà le forze ucraine a ritirarsi».

 

Dmitrij Suslov dirige il Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia, uno dei più importanti istituti russi dove viene pensata la politica estera del Cremlino.

PUTIN RISCHIO BOMBA ATOMICA

 

Perché Putin ha ordinato ora la mobilitazione parziale?

«I tempi sono dettati dal successo dell'offensiva delle forze ucraine soprattutto nella regione di Kharkiv e a Donetsk, dove ha complicato i piani militari russi. La conclusione è che la Russia non può vincere questa guerra solo con un corpo di spedizione numericamente inferiore all'avversario: a Kharkiv parliamo di un rapporto di 1 a 8 a favore degli ucraini e questo ne spiega il successo.

 

La scarsezza di personale è stata la principale debolezza russa in questa campagna e ora è chiaro che rischiamo di non poter più tenere neppure i territori rimanenti, a meno di una escalation della presenza militare. La mobilitazione, sia pur parziale, è un atto obbligato».

putin e la minaccia nucleare 9

 

Ma perché accompagnarla con i referendum per l'annessione dei territori di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson?

«Per due ragioni. Primo, per giustificare la mobilitazione: le persone saranno molto più motivate se sanno di combattere una guerra difensiva invece che aggressiva. Non è più un'operazione militare speciale in territorio straniero, ma una guerra patriottica per difendere e proteggere la madrepatria, la sua indipendenza e integrità territoriale. La seconda ragione è il tentativo di forzare l'Occidente collettivo al tavolo negoziale.

 

putin e la minaccia nucleare 8

Putin e il gruppo dirigente hanno adottato una persistente retorica che indica gli Usa e la Nato parte in causa. La Russia considera Stati Uniti e Alleanza Atlantica avversari in questa guerra. Dopo i referendum, il rischio di una Terza guerra mondiale aumenterà in modo esponenziale. Una volta annessi i quattro territori, ogni missile occidentale che li colpisce verrà considerato una dichiarazione di guerra. E mi chiedo se l'Occidente accetterà il rischio di un conflitto mondiale, continuando l'attuale massiccia fornitura di armi a Kiev, oppure se accetterà di ridimensionarla».

 

JOE BIDEN VLADIMIR PUTIN

Ma la mobilitazione non è apprezzata dall'opinione pubblica russa. In questi giorni assistiamo a proteste a Mosca e altrove.

«Non c'è protesta diffusa, nulla che sia neppure lontanamente paragonabile a quelle del 2012 su Piazza Balotnaya. I numeri sono bassissimi, massimo a doppia cifra. La vera protesta è quella di chi se ne va, perché non vuole andare sotto le armi. E qui parliamo di diverse migliaia di persone. Ma questa non è una minaccia per il sistema. Certo, non c'è dubbio che il popolo vorrebbe continuare una vita normale».

 

putin e la minaccia nucleare 7

Ci sono ancora spazi di negoziato? Cosa vuole Putin?

«Putin è pronto ad accettare negoziati anche domani, alle condizioni della Russia. Ma io credo che gli scenari possibili siano due. Il primo è una trattativa con Stati Uniti e Nato, senza l'Ucraina, subito dopo l'annuncio di Mosca che i quattro territori sono russi. Il secondo è molto peggiore. La Russia continua la mobilitazione, che non cambierà la situazione sul terreno in una notte.

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

Ci vorranno tre o quattro mesi perché le nuove truppe siano pienamente operative al fronte. Alla fine di quest' anno o all'inizio del prossimo l'esercito russo lancerà la sua controffensiva. A quel punto tutto dipenderà dalla disponibilità dell'Occidente a negoziare, dallo stato di esaustione delle parti, da come l'Ucraina sopravviverà nei prossimi mesi con un'infrastruttura economica e civile distrutta, da come l'Europa supera l'inverno, dall'effetto cumulativo delle sanzioni sulla Russia».

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI

Cosa si aspetta il Cremlino dalle elezioni italiane di domenica?

«È abbastanza chiaro che la coalizione di centro-destra vincerà. Ma non ci aspettiamo che Roma cambi immediatamente la sua posizione attuale su Ucraina, armi e sanzioni.

C'è un «deep State» anche in Italia, una burocrazia della politica estera che lo impedirà.

Neppure Trump riuscì a cambiare quella americana. Vedremo l'accordo di governo. Meloni sembra più falco verso Mosca, Salvini e Berlusconi più colombe. Penso che i cambi eventuali saranno nei dettagli, non nei fondamentali».

putin e la minaccia nucleare 6

 

Nelle ultime settimane, anche alleati tradizionali come Cina e India hanno apertamente criticato la guerra e Putin appare isolato.

«Non è isolamento. C'è una pressione politica di Cina e India affinché la Russia metta fine alla guerra, ma non al prezzo della sua sconfitta. Xi Jinping lo vuole perché più a lungo la guerra continua, più grande sarà la pressione americana sulla Cina.

 

Biden Putin

Allo stesso tempo né Cina né India hanno alcun interesse in una sconfitta russa, che per loro sarebbe un disastro politico. Credo invece che lo stato attuale dei rapporti sino-russi sia una prova di sostenibilità e stabilità: a dispetto del fatto che la Cina non voleva questa guerra e la vorrebbe chiusa presto, le relazioni crescono e sono intense sul piano economico, politico e strategico».

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...