“DOV'È ANDATO A FINIRE IL DRAGHI DECISIONISTA DI QUESTI ULTIMI MESI?” - SORGI: “PUÒ AVER GIOCATO, E QUANTO, LA SUA DISPONIBILITÀ A PARTECIPARE ALLA CORSA PER IL QUIRINALE, NEL COSTRINGERLO A UNA MEDIAZIONE ECCESSIVA? IL GOVERNO TRABALLA, È ARRIVATO AL CAPOLINEA O È PRONTO A RIMETTERSI IN MARCIA? E GUIDATO DA DRAGHI, CHE RINUNCEREBBE AL COLLE? SONO QUESTE LE DOMANDE CHE IL PREMIER SI SENTIRÀ RIVOLGERE DOMANI. E SE HA DECISO DI PRESENTARSI DI NUOVO DAVANTI A GIORNALI E TV, SI VEDE CHE HA GIÀ IN MENTE LE RISPOSTE…”

Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

MARIO DRAGHI

Silenzio, parla Draghi. Il premier ha deciso di riprendersi la parola. L'annuncio di una nuova conferenza stampa per domani, a cinque giorni dalla controversa introduzione dell'obbligo di vaccino per gli ultra cinquantenni, e nel bel mezzo dello scontro sulla riapertura delle scuole con i governatori delle regioni (ieri a Zaia, De Luca e Emiliano s' è aggiunto Musumeci), l'iniziativa ha il segno della riscossa.

 

O del rimedio al disastroso mutismo di Palazzo Chigi mercoledì sera, un vuoto che sarebbe toccato ai ministri riempire, ma che per una serie di ragioni di comunicazione (la stanchezza dopo due giorni di trattative, il mancato coordinamento, le "voci di dentro" della lunga e più volte interrotta seduta del consiglio) avevano sortito l'effetto opposto. Trasformandosi, invece che in un'occasione di chiarimento di una misura così pesante e destinata a cambiare la vita dei cittadini come l'obbligo, nell'innesco delle forti polemiche che l'hanno seguita.

 

MARIO DRAGHI

Critiche alle limitazioni di età (se obbligo doveva essere, meglio per tutti, obiettavano i sindacati). Alle sanzioni simboliche per i trasgressori (i famosi 100 euro di multa), alla farraginosità dei controlli (il meccanismo per cui fino a due contagi per classe, vanno a casa e in Dad i soli non vaccinati, e da tre in su tutti gli studenti della classe).

 

E più in generale alla mediocrità di un compromesso raggiunto dopo lunghe e infinite ore di tira e molla, che nell'intento di ritrovare il consenso di tutte le componenti della maggioranza di unità nazionale aveva dovuto rinunciare a parte dell'efficacia delle misure. Con la conseguenza, tra le prime, della rivolta della scuola e dei governatori delle regioni che temono di trasformare le classi in focolai di infezioni.

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 2

Dov' è andato a finire il Draghi decisionista di questi ultimi mesi? Può aver giocato, e quanto, la sua disponibilità a partecipare alla corsa per il Quirinale, nel costringerlo a una mediazione eccessiva? Il governo traballa, è arrivato al capolinea o è pronto a rimettersi in marcia? E guidato da Draghi, che in questo caso rinuncerebbe al Colle? Sono queste le domande che il premier si sentirà rivolgere domani. E se ha deciso di presentarsi di nuovo davanti a giornali e tv, si vede che ha già in mente le risposte.

mario draghi all'evento lavoro ed energia per una transizione sostenibile 5

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…