virginia raggi 31 giorni con virginia andrea severini

“DOVETE SAPERE CHE PUFFO DIFFICILMENTE SI FA METTERE IL GUINZAGLIO DA ME, ASPETTA SEMPRE CHE SI ALZI VIRGINIA…” – PER AFFOSSARE DEFINITIVAMENTE LA RAGGI SCENDE IN CAMPO IL MARITO, ANDREA SEVERINI, CHE SU FACEBOOK HA TRASFORMATO LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA SINDACA IN UN REALITY-SOAP: “VIRGINIA SUI PANINI È IMBATTIBILE…” – LA RAGGI E IL NO ALLE OLIMPIADI: "NON MI PENTO DI NULLA. ALLORA NON C’ERANO LE CONDIZIONI, TROPPI DEBITI. MA ORA PUNTO A PORTARE IN CITTÀ L’EXPO 2030…”

Tommaso Labate per corriere.it

 

andrea severini e virginia raggi

Il messaggio rivolto ai cittadini di Roma non è di quelli che si definirebbero «subliminali», al contrario. Ed è questo: «Dovete sapere che Puffo difficilmente si fa mettere il guinzaglio da me, aspetta sempre che si alzi Virginia per concedermi questo privilegio. Quindi, dopo averlo chiamato una decina di volte, si alza Virginia e lui da sotto il letto sbuca e si fa mettere il guinzaglio».

 

L’io narrante di questa storia — in realtà poche righe non fotografano a dovere l’erculea fatica di tenere a bada il cane di famiglia «quando non c’è Virginia» («Ho provato di tutto: premi, premietti, carezze, educatori, nulla, non funziona nulla») — è Andrea Severini, marito di Virginia Raggi. Puffo è il quattrozampe che vive dentro casa e «Virginia», per l’appunto, è la sindaca di Roma in corsa per la rielezione. Il racconto è tratto da un diario che il first gentleman della Capitale sta tenendo su Facebook per raccontare in presa diretta, e dal suo punto di vista, l’ultimo miglio della campagna elettorale della moglie («31 giorni con Virginia»).

 

andrea severini e virginia raggi 1

Memori della vecchia lezione del celebre telequiz secondo cui «l’aiuto da casa» è più funzionale di quello del pubblico, ma al contempo dimentichi dell’antica regola per la quale l’oste non è il miglior giudice del proprio vino (vale anche per il parere di un familiare su un congiunto), mogli e mariti piombano a piedi uniti nella campagna elettorale per le Amministrative. In soccorso, si fa per dire, di candidati che sembrano — sondaggi alla mano — indietro nei pronostici. Lo fa Severini con la Raggi, segnalando le virtù familiari della moglie, indifferentemente una fuoriclasse tanto nel farsi obbedire dal cane Puffo quanto nella preparazione di un sandwich («Sveglia alle 8 per preparare i panini per il pic-nic. La “paninara” del gruppo è Virginia (…), sui panini è imbattibile, altro che Philadelphia e zucca»). E lo fa anche la moglie di Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione Calabria.

 

virginia raggi andrea severini foto di bacco (4)

Nascosta dietro lo pseudonimo «Greta Fiore», Mariateresa Dolce, consorte del sindaco uscente di Napoli, sfida su Facebook gli odiatori, gli avversari e in qualche caso, come l’altro giorno, anche la sfidante del marito, la candidata del centrosinistra Amalia Bruni. «Luigi de Magistris non ha mai fatto calcoli di convenienza in vita sua», ha scritto rivolgendosi all’esponente della società civile messa in campo in Calabria da Pd e M5S. «Quando si attaccano i propri avversari», ha aggiunto, «bisognerebbe informarsi sulla loro storia. Altrimenti si sputa veleno e basta».

 

Aveva iniziato già da cittadina di Napoli, a difendere il marito. «Raramente pubblico foto con mio marito, difficilmente parlo di noi», aveva scritto qualche tempo fa. Ancora prima, prendendosela con alcuni «intellettuali o presunti tali» che ce l’avevano con la giunta partenopea, aveva precisato: «Di capacità (del sindaco, ndr) non parlo. Sarei troppo di parte». Poi avrà cambiato idea.

 

virginia raggi andrea severini foto di bacco (3)

E così, nelle pieghe di una campagna elettorale attesa agli ultimi guizzi, spunta il partito dei consorti. Invisibile all’epoca della Prima Repubblica (la moglie di Bettino Craxi si muoveva coi mezzi pubblici, non la riconosceva nessuno), silenzioso all’inizio della Seconda (Veronica Lario e Flavia Prodi erano votate al massimo dell’understatement quando i loro mariti erano a Palazzo Chigi) e visibile a tratti solo cromaticamente (il viola sgargiante della signora Donatella Dini scombinò l’equilibrio dei colori nelle foto del battesimo di Rinnovamento Italiano, il movimento del marito Lamberto), oggi il partito dei consorti si affaccia sulla scena. E, come il Puffo di casa Raggi, non sta fermo un secondo.

 

 

RAGGI

 Tommaso Labate per https://www.corriere.it/sette/

 

virginia raggi andrea severini foto di bacco (1)

«Pentimenti no, non sono pentita di nulla. Certo, se mi guardo indietro, ci sono delle persone a cui non darei la fiducia che ho dato e anche cose che non rifarei nello stesso modo in cui le ho fatte», dice a un certo punto della chiacchierata Virginia Raggi. È quasi un lampo nel perimetro cronologico di un’intervista in cui la sindaca uscente di Roma, in corsa per il secondo mandato alle elezioni amministrative che si terranno il 3 e 4 ottobre prossimi (col ballottaggio fissato dopo due settimane), sembra muoversi più con la freddezza della partecipante a un concorso o a un quiz a premi che come una personalità politica ormai di lungo corso, magari di quelle che allargano spesso a dismisura i confini del loro ragionamento invece che costringerlo a risposte decisamente striminzite, o quantomeno più striminzite della media, come invece fa lei.

 

Come se l’accesissima campagna elettorale che la sta vedendo dividere il proscenio con altri tre prim’attori (i candidati a sindaco della Capitale sono in realtà ventidue, ma i sondaggi vedono decisamente staccati Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Enrico Michetti e lei, in rigoroso ordine alfabetico), più che stancarla, l’avesse al contrario portata ad allenare la mente sulla miglior risposta da dare, su quella meno rischiosa, scivolosa.

IL MARITO DELLA RAGGI ANDREA SEVERINI PRENDE PER IL CULO BRIATORE

 

Le Olimpiadi (mancate) e Expo 2030

Di fronte alla domanda sui possibili pentimenti, invece, è come se la Raggi, per un momento, si liberasse da un fardello.

Potesse tornare indietro?

«Ripeto, ci sono state delle persone a cui ho dato una fiducia che non meritavano e cose che non rifarei allo stesso modo».

Errori, insomma.

«Sugli errori faccio mia la vecchia massima secondo cui soltanto chi non fa non sbaglia. E posso dirle che, quando ho sbagliato, l’ho fatto sempre in buona fede e all’interno di un percorso di scelte compiuto sempre all’insegna della più totale trasparenza».

Prendiamo la scelta di rinunciare alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. La rifarebbe anche oggi?

virginia raggi col marito andrea severini foto di bacco

«Oggi uno dei principali punti della mia campagna elettorale è portare a Roma l’Expo del 2030. Mancano meno di dieci anni, è un sogno realizzabile».

La domanda era sulle Olimpiadi. E comunque, puntare all’Expo del 2030 dopo aver rinunciato alle Olimpiadi del 2024 non le sembra un controsenso?

«Assolutamente no. Quando sono diventata sindaca di Roma e si è posta la questione della candidatura alle Olimpiadi, non c’erano le condizioni perché la Capitale organizzasse un evento del genere. La città aveva un debito incredibile, la situazione finanziaria che ci avevano lasciato non consentiva questo rischio. Adesso le condizioni ci sono, eccome. Per questo punto sulla corsa a Expo 2030, un’opportunità che può contribuire al rilancio della città».

 

Quanto l’hanno cambiata cinque anni in Campidoglio?

«Sono rimasta me stessa».

Identica?

«Semplicemente me stessa. Quella che ero, sono. Mi comporto come mi comportavo cinque anni fa, sono la donna che ero cinque anni fa, vivo in periferia come vivevo in periferia cinque anni fa».

virginia raggi con il marito andrea severini

Rispetto alla donna di cinque anni fa, la donna di adesso ha tolto qualcosa agli affetti?

«Se ho tolto qualcosa a qualcuno, è stato alla mia famiglia. È ovvio che se prima c’era più tempo da trascorrere assieme, dopo l’elezione a sindaca ce n’è stato parecchio di meno. Il lavoro di sindaca è totalizzante: hai la responsabilità di una città e dei suoi cittadini, l’obbligo di impegnarti al massimo per non lasciare indietro nessuno».

Suo figlio?

«Come tutte le mamme che lavorano tanto, nei confronti dei figli c’è sempre un po’ di senso di colpa, certo. Ma faccia pure questa domanda ad altre mamme lavoratrici e vedrà che le daranno tutte la stessa risposta».

 

Dove si vede tra dieci anni?

«Non so dove sarò tra dieci anni ma so per certo che, potendomi guardare indietro, mi sentirò orgogliosa del lavoro fatto per Roma».

virginia raggi con il marito andrea severini 1

Tornerà mai a fare l’avvocata, la sua professione di prima di diventare sindaca?

«Adesso sono concentrata nel portare avanti il mio progetto per Roma e i romani».

Tra dieci anni la sindaca non la potrà più fare.

«Mettiamola così: se mai decidessi di tornare a fare l’avvocato non ci sarebbe nulla di male».

 

Dovesse perdere le elezioni, rimarrebbe comunque in consiglio comunale per tutta la durata della consiliatura?

«Guardi che io non perdo. Io vinco».

Lo dicono tutti i candidati a tutte le competizioni, da sempre.

«Solo che io vinco davvero».

 

 

Mettiamola così: il suo impegno per Roma continuerà a prescindere dall’eventuale vittoria alle elezioni?

«Scusi ma non ho già risposto?».

I POST MALINCONICI DI ANDREA SEVERINI MARITO DI VIRGINIA RAGGI

Ha risposto alle domande precedenti. Questa è un’altra domanda.

«La risposta è sì. Il mio impegno per Roma non finirà mai, durerà per sempre, per tutta la vita».

Com’era Virginia Raggi bambina?

«Una bella tipina, caparbia, curiosa».

Quanto caparbia e quanto curiosa?

«Tanto da dare parecchio filo da torcere ai miei genitori. Quando mi mettevo in testa di fare una cosa, diciamo che era difficile che desistessi».

 

 

Un esempio?

«Mi viene in mente il volo in parapendio».

Provato?

«Alla fine sì, una volta, anche se i miei non erano per nulla d’accordo, come può immaginare».

Altro?

I POST MALINCONICI DI ANDREA SEVERINI MARITO DI VIRGINIA RAGGI

«La moto, una passione inizialmente coltivata di nascosto. Amo la moto, anche se per ovvi motivi non la uso da un pezzo».

 

Cilindrata bassa o...

«La moto è la moto. Perché ogni volta che una donna dice di usare la moto di fronte ha qualcuno che pensa a una cilindrata bassa?»

Cilindrata alta, quindi.

«In tasca ho la patente A3 meccanica».

 

 

Può guidare qualsiasi moto.

«E comunque non ero soltanto una ragazzina spericolata. Ma sensibile, attenta agli altri, che cercava di cambiare le cose che non andavano, con quella stessa consapevolezza che mi ha portato fino a qui».

 

 

Il film della sua vita?

daniele frongia virginia raggi andrea severini

« Le grand bleu di Luc Besson. Mi commuovo tutte le volte che lo rivedo».

Il film ispirato al dualismo tra l’apneista francese Jacques Mayol e l’italiano Enzo Maiorca. «Aggiungo anche Febbre da cavallo, che ho riguardato tantissime volte con mio figlio».

La sua musica?

«L’ascolto tutta ma le mie preferenze, soprattutto da ragazza, erano per il rock. Guns ‘N Roses, Dire Straits, Patti Smith...».

 

Chissà quanti concerti.

«Nessuno di loro visto in concerto. Era presto per andarci da sola e i miei non mi hanno mai accompagnato».

Un avversario di cui ha stima?

«Guardi, di quelli che corrono alle elezioni di Roma, nessuno. Rispetto per tutti ma la stima è un’altra cosa. E di stima non ne ho».

VIRGINIA RAGGI E IL MARITO ANDREA SEVERINIandrea severini virginia raggi

 

VIRGINIA RAGGI E IL MARITO ANDREA SEVERINIandrea severini

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