tabacci draghi

“ALLE ELEZIONI IL CENTROSINISTRA DOVREBBE DICHIARARE DA SUBITO CHE, SE VINCESSE, L'UNICO PREMIER POSSIBILE SAREBBE DRAGHI” - BRUNO TABACCI: “CI VORREBBE UNO SCHIERAMENTO AMPIO, SENZA IL PARTITO DI CONTE MA CON LA FORZA DI DI MAIO; CON I PARTITI DI AREA PROGRESSISTA E QUELLI CHE AMBISCONO A SUPERARE LO SBARRAMENTO AL 3% E PERCHÉ NO, ANCHE ALCUNI MINISTRI DEL CENTRODESTRA NON ATTRATTI DAL RAPPORTO CON SALVINI. UNA COALIZIONE CHE GUARDI ALL'ASSE ATLANTICO. CON IN CIMA AL PROGRAMMA L'ATTUAZIONE DEL PNRR, UNA GRANDE SFIDA CHE CI TIENE IMPEGNATI PER QUATTRO DEI CINQUE ANNI DELLA PROSSIMA LEGISLATURA”  

massimo tabacci foto di bacco

C.Ber. per “la Stampa”

 

«Se si andasse a votare, il centrosinistra dovrebbe presentarsi con una larga coalizione dichiarando fin da subito che, se vincesse, l'unico premier possibile sarebbe Mario Draghi»: Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Economia, da quarant'anni amico del premier, guarda avanti e già questo di per sé conferma la gravità della situazione. «Ogni italiano, avendo di fronte una sfida per la premiership tra una figura del suo calibro e la Meloni, capirebbe quale sia la posta in palio».

LETTA DRAGHI

 

Ma cosa può succedere da qui a mercoledì per convincere Draghi a restare?

«Hanno avuto un peso notevole i segnali di questi giorni di sindaci e categorie economiche e i tantissimi apprezzamenti in sede europea e internazionale. C'è un'evidente esigenza di continuità del ruolo di Draghi. E se la crisi domani fosse confermata, ci saranno tensioni sul piano di finanza pubblica e per la risalita dello spread. E rischiamo di perdere 21,8 miliardi di fondi del Pnrr, perché le 55 condizioni per ottenere le risorse Ue non potranno essere rispettate».

 

draghi letta

Come scongiurare questo quadro a tinte fosche?

«Vedo che pure Berlusconi e Salvini pongono un veto ai 5 stelle, anche se il Movimento come tale non c'è più e la sua rappresentanza è disarticolata tra chi è contro e chi a favore del governo. In tal senso anche loro non sono meglio di Conte, usano un alibi in maniera furbesca. Quindi, per diradare le nubi non ho dubbi che Draghi farà un discorso di verità mettendo avanti gli interessi del Paese. Ma se le risposte delle forze politiche fossero cariche di ambiguità, a differenza della partecipazione preoccupata che hanno mostrato le categorie produttive e le rappresentanze sociali, non resterà che prenderne atto».

tabacci

 

E il fronte progressista, privato dei 5 stelle di Conte, come dovrebbe prepararsi alla campagna elettorale?

«Sarà un confronto decisivo per il futuro dell'Italia, nessuno può pensare di fare l'osservatore. E se vi fosse un'impostazione seria dell'offerta politica, l'esito delle elezioni non sarebbe scontato. Ci vorrebbe uno schieramento ampio di centrosinistra, che si ispiri ai progressisti, agli ambientalisti, alle forze più responsabili del Paese - ben rappresentate dall'appello dei sindaci - e che guardi all'asse atlantico come punto di equilibrio dell'assetto mondiale. Con in cima al programma l'attuazione del Pnrr, una grande sfida che ci tiene impegnati per quattro dei cinque anni della prossima legislatura. E questo schieramento dovrebbe sottoporre agli elettori l'impegno che se vincerà proporrà a Mattarella come premier Mario Draghi».

draghi letta

 

E secondo lei Draghi accetterebbe questa investitura?

«Ma perché? Forse c'è bisogno dell'accettazione preventiva? Un anno e mezzo fa di fronte alla chiamata del capo dello Stato un uomo delle istituzioni come Draghi poté dire di no? Noi riteniamo che il programma di questa coalizione possa essere l'azione di governo e che la figura giusta per rappresentarla a Palazzo Chigi sia la sua».

bruno tabacci

 

Sarebbe possibile coinvolgerlo senza gettarlo nella mischia della campagna elettorale?

«Certo che sarebbe possibile, se il centrosinistra indicasse questa intenzione e si muovesse coerentemente. E del resto, il Pd e la sinistra sono state le forze più funzionali al suo governo. Non si può negare che Letta si sia comportato in modo coerente».

 

Che ostacoli possono frapporsi a un simile disegno?

«Si tratta di organizzare una coalizione ampia, senza il partito di Conte, con la forza di Di Maio e una parte rilevante di quella storia del Movimento; con i partiti di area progressista e con le forze che ambiscono a superare lo sbarramento al 3% di questa legge elettorale. E perché no, se convinti, anche alcuni ministri del centrodestra - o chi ne sia già uscito come Toti - non attratti dal rapporto con Salvini, che si considerano draghiani a pieni carati».

sergio mattarella mario draghi

 

Ma il Pd come potrebbe accettare una simile prospettiva abdicando alla premiership in caso di vittoria?

«Ma perché non dovrebbe, se Letta è stato il più puntuale sostenitore di Draghi? Qualcuno davvero pensa che Draghi non sia un politico? Lo è da tempo ed ha anche un taglio sociale di grande evidenza».

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?