salvini gregoretti

“FARANNO DI TUTTO PER AZZOPPARMI” - SALVINI SI PREPARA ALLA TEMPESTA: “IL TENTATIVO DI FAR PASSARE LA LEGA COME UNA BANDA DI FASCISTI O DI NAZISTI NON SI FERMERÀ” - L’ORIZZONTE GIUDIZIARIO È NUVOLOSO: PRESTO TOCCHERÀ AL CASO OPEN ARMS E A BREVE CI SARANNO NOTIZIE ANCHE SULLA QUERELA DI CAROLA RACKETE, LA COMANDANTE DELLA NAVE SEA WATCH 3, SU CUI LA PROCURA DI MILANO IERI HA CHIUSO L’INCHIESTA…

Marco Cremonesi per “il Corriere della Sera”

 

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 6

«Vogliono azzopparmi. E vedrete che l’accerchiamento peggiorerà. Ma se credono che io abbocchi, è proprio il contrario: io ho la calma del pescatore». Pochi minuti dopo il voto in Aula che lo manda a processo per il caso Gregoretti, Matteo Salvini è ancora scuro in volto. Ma riunisce i suoi senatori e in breve ritrova la serenità che aveva visibilmente perso una manciata di minuti prima.

 

Quando i banchi del Pd avevano cominciato a rumoreggiare sul suo frequente riferimento ai figli. Soprattutto quando Salvini menziona il messaggio di solidarietà ricevuto dal figlio Federico («Forza papà»), i dem si fanno sentire forte: «Altro che democratici — sbotta il segretario leghista — voi siete antidemocratici di natura. Portate rispetto ai miei figli».

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 7

 

È lì che decide la condotta d’Aula: gli basta un’occhiata al capogruppo Massimiliano Romeo che poco più tardi fa uscire i leghisti «per rispetto a Matteo Salvini». Fatto sta che Salvini sa che la strada sarà in salita. La sua decisione di chiedere di essere processato nella Lega non era stata condivisa da nessuno. Tutti i leghisti erano convintissimi della tesi di Giulia Bongiorno, espressa in Aula anche ieri: «Se da un lato c’è un ministro e dall’altro c’è il potere giudiziario che vuole processarlo, la legge dice che ci vuole un terzo giudice. E la legge sceglie noi senatori: o capiamo questo o non abbiamo capito nulla».

 

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 4

Anche se c’è chi fa notare che tra il «processate Salvini» dei leghisti in Giunta per le immunità e l’atteggiamento di ieri c’è una notevole differenza: «Giustissima la posizione di non partecipare al voto — dice Igor Iezzi, plenipotenziario di Salvini nella Lega Nord —. Abbiamo evitato di prestare il fianco a ulteriori polemiche e ribadito l’indipendenza politica dalla magistratura».

 

Ma, appunto, Salvini ora fa i conti con i giorni a venire: «Stabilito che la politica la fanno i giudici, avanti tutta...» avrebbe detto, raccomandando ai senatori di «tenere la barra dritta. Vedrete che dovremo ancora sentirne delle belle, e non parlo dei tribunali». Secondo il leader leghista «il tentativo di far passare il primo partito italiano come una banda di fascisti o di nazisti non si fermerà, faranno di tutto per azzopparmi ma non vi preoccupate».

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 1

 

Perché la Lega, ripete più volte Salvini, «è una forza responsabile e questa forza ce l’hanno data gli italiani». E così, oggi scatta l’operazione credibilità. Questa mattina Salvini ribadirà concetti simili ai giornalisti della stampa estera e al suo fianco ci sarà Giancarlo Giorgetti. Come responsabile esteri della Lega, ma anche a ribadire che tra i due massimi esponenti leghisti non c’è alcun contrasto. Ma la fase sarà complicata. Non c’è solo il processo che Matteo Salvini dovrà affrontare per il caso Gregoretti.

 

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 2

Il futuro giudiziario si prospetta nuvoloso. Presto toccherà al caso Open Arms e a breve ci saranno notizie anche sulla querela di Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3, su cui la Procura di Milano ieri ha chiuso l’inchiesta. Si chiede Salvini: «È un Paese normale quello in cui una signorina tedesca sperona una barca militare e invece di andare a processo lei, a processo ci va il ministro? È surreale».

 

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 10

Ma i leghisti non si nascondono le insidie di una raffica di processi, da cui Giulia Bongiorno aveva tentato di mettere in guardia Salvini. «Processi», infatti, non significa soltanto chiamare nelle aule giudiziarie il premier Conte e il ministro Di Maio, come il segretario leghista ha annunciato di voler fare. Processi significa che ciascun episodio sarà messo pubblicamente sotto la lente d’ingrandimento e la paternità di ciascun ordine risalirà l’intera catena di comando. Senza contare che con una condanna in primo grado che superi i 3 anni (per la Gregoretti Salvini sulla carta ne rischia 15) scatta l’incandidabilità per la legge Severino. Salvini comunque dice di «non essere preoccupato» e dunque di non avere un «piano B».

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 11

 

Poco prima del voto, il segretario leghista ha visto i responsabili regionali della Lega: per individuare i candidati alle Regionali, ha detto, «c’è ancora un bel po’ di tempo e io intendo utilizzarlo». Poco dopo, la dichiarazione del responsabile per la Campania Nicola Molteni: «Sarebbe bello che il centrodestra sapesse rinnovarsi scegliendo candidati nuovi, freschi, condivisi, vincenti». La discussione è soprattutto con Giorgia Meloni che pure ieri era, lei deputata, in tribuna al Senato «in solidarietà con il tentativo di processare Salvini per aver fatto il suo lavoro». L’interessato giura: «Ho apprezzato».

caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 3caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 8caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 5caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 9caso gregoretti voto su autorizzazione a procedere nei confronti di matteo salvini 12

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…