sergei shoigu lloyd austin

“FINALMENTE SI INTRODUCE UN EMBRIONE DI DIPLOMAZIA” – QUIRICO E LA TELEFONATA TRA AUSTIN E SHOIGU: “PARLARE CON MOSCA COGLIE QUELLO CHE FIN DALL'INIZIO È STATO IL NUCLEO CENTRALE DI QUESTA GUERRA, OVVERO LA RICHIESTA DI RIDISCUTERE GLI EQUILIBRI DI FORZA TRA LE POTENZE CHE PUTIN RITIENE CAMBIATI: INSOMMA UNA YALTA DEL TERZO MILLENNIO. UN NEGOZIATO CON GLI STATI UNITI OFFRE LA VIA DI USCITA PER PUTIN, CHE RENDEREBBE MENO IMPORTANTI I PROBLEMI SUI TERRITORI OCCUPATI IN UCRAINA. MA BISOGNA CONVINCERE ANCHE ZELENSKY…”

Domenico Quirico per “La Stampa”

 

IL CAPO DEL PENTAGONO LLOYD AUSTIN

Manovre o segnali? Forse manovre e segnali. La telefonata di Austin, capo del Pentagono, al ministro della difesa russo Shoigu, primo contatto diretto tra stati Uniti e Russia dall'inizio della guerra, innanzitutto. Pur lontani da facili e verbose fiducie verrebbe voglia di incorniciarla, la telefonata, dandole il significato non di una ennesima rimasticatura di propaganda ma di propositi di una fase nuova.

Finalmente. Si introduce un embrione di diplomazia. Lo scopo dichiarato è quello di proporre il cessate il fuoco immediato e ristabilire linee di comunicazione per impedire che il focolaio si allarghi diventando incontrollabile e pericoloso.

sergei shoigu vladimir putin

 

Sarebbe un ritorno a quella abitudine ai prudenti contatti che hanno retto in questi anni, anche durante il conflitto siriano, i rapporti esili tra Mosca e Washington, per evitare sul terreno scontri e frizioni. Riaffiora la consapevolezza che il rischio di perdere il controllo e innescare l'Apocalisse non è stato cancellato queste settimane scervellate e zeppe di escandescenze.

Siinizia a lavorare a testa fredda senza megalomanie? E' il primo passo, per questo il più difficile, che gli europei per bocca di Draghi hanno chiesto agli americani come indispensabile avvio di un negoziato? O una formalità per smascherare la cattiva volontà di chi dal Cremlino non vuole certo rinunciare ai suoi sfacciati soprusi in Europa?

LLOYD AUSTIN JOE BIDEN

 

Forse entrambe le cose. Si apre però una scucitura vistosa, e si spera, provvidenziale, nella dichiarata volontà americana di trasformate la guerra sul suolo ucraino, parole proprio di Austin, in un tritacarne in cui macinare addirittura in modo definitivo le velleità di potenza di Putin. con un simile avversario non era possibile accordo. Che sia stato affidato il messaggio non alla diplomazia ma ai militari è altrettanto importante: sono i tecnici della possibile guerra totale che sembrava fino a ieri inevitabile, ma anche i tecnici del raffreddamento dello scontro militare e della sua complicata e ingegnosa casistica: tregua, arresto delle forze contrapposte sul terreno, verifica del rispetto del cessate il fuoco, scambio di prigionieri.

 

sergei shoigu vladimir putin.

Parlare con Shoigu equivale nella tetra geografia del potere russo a parlare con il Capo, con Putin. Dopo 70 giorni di guerra, le sanzioni, l'isolamento, la Russia è purtroppo sempre quella torva ed egocratica di febbraio. Ci si rassegna dunque a quella negazione assoluta di Putin come interlocutore che finora è stata l'alfa e l'omega della risoluta posizione americana: costruita attraverso la lunga serie di definizioni «genocida», «criminale di guerra», «pericolo per il mondo», un figuro losco che solo per la geografia apparteneva ancora all'Europa. Automaticamente si rendeva il negoziato inimmaginabile e immorale fino a quando fosse al potere. Insomma si fissava come condizione per la vittoria dell'occidente la resa incondizionata.

lloyd austin antony blinken

 

Parlare con Mosca coglie quello che fin dall'inizio è stato il nucleo centrale di questa guerra, ovvero la richiesta di ridiscutere gli equilibri di forza tra le potenze che putin ritiene cambiati: insomma una Yalta del terzo millennio. Un negoziato con gli Stati uniti offre la via di uscita per Putin, che renderebbe meno importanti i problemi sui territori occupati in Ucraina. Ma bisogna convincere anche Zelensky ad accettare una trattativa in cui rinunci a quella ipotesi di vittoria che ormai la propaganda ucraina annuncia come prossima.

 

sergei shoigu vladimir putin

E forse non è il problema minore se il negoziato ci sarà. Mentre si aprono timidi spiragli altri attori, invece, approfittano largamente degli spazi di manovra e di ricatto che questa guerra offre loro. Uno di questi, forse il più abile e spregiudicato, è il turco Erdogan che ieri si è opposto all'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. Citando come ragione il primo comandamento eterno della politica turca, il bigottismo anti curdo: questi due paesi, ha detto, danno rifugio ai terroristi del Pkk, nella Nato non li voglio. Il pacificatore tra Russia e Ucraina cambia maschera, indossa altri panni: e fa anche un favore al suo amico Putin. Come sempre il veto alla fine non lo metterà. Ma ci invierà un conto salato da pagare.

vladimir putin e sergey shoigu 2Sergei Shoigu e Vladimir Putinsergei shoigu vladimir putin lloyd austin,

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…