giorgia meloni complotto

“PER GIORGIA MELONI, ANCHE NEL CASO DEL FUNZIONARIO DI BANCA SPIONE, C'È LA MANINA DEI SOLITI POTERI ALL'OPERA PER DISARCIONARLA” - DE ANGELIS: “NON C'È GIORNO SENZA CHE SI EVOCHI UN COMPLOTTO, ATTRAVERSO GLI SPIFFERATORI DI PALAZZO CHIGI, CHE LO AVEVANO PAVENTATO ANCHE NEL CASO BOCCIA-SANGIULIANO. SIAMO AL PAROSSISMO. SE CI FOSSE UN'UNICA TRAMA COSPIRATIVA DAVVERO NON BASTEREBBE LA SPECTRE A TENERE ASSIEME TUTTI FILI, TRA PRESUNTI DOSSIERAGGI, PETTEGOLEZZI, "FUORIONDA" E "IN ONDA", CHE VANNO DA POMPEI A BISCEGLIE, PASSANDO PER COLOGNO MONZESE E BRUXELLES”

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per “la Stampa”

 

alessandro de angelis foto di bacco

E a questo punto si rischia di perdere il filo, se pure il funzionario spione di Bisceglie fa parte del "complotto". Ha bucato, ed è grave, i dati di seimila persone, tra cui Paolo Bonolis, Antonello Venditti, Al Bano, ma per Giorgia Meloni c'è la manina dei soliti poteri all'opera per disarcionarla. Non c'è giorno senza che si evochi un complotto, palesemente o attraverso i solerti spifferatori di palazzo Chigi, che lo avevano paventato anche nel caso della soap pompeiana: troppo lucida e luciferina la dama bionda per aver fatto tutto da sé.

 

GIORGIA MELONI

E poi quell'ospitata – poi saltata – a Mediaset, lo stesso gruppo del fatal fuorionda su Giambruno, proprio dopo l'estate delle tensioni con Forza Italia. Un tripudio per i cospirazionisti, altro che questioni di auditel.

 

Peccato che, nel frattempo, il ministro si è dimesso proprio su sollecitazione della premier: se ci fosse cospirazione, l'esito si configurerebbe come un cedimento ad essa. Un boomerang. Evidentemente c'è qualcosa che non funziona in questo trip psicopolitico. Per carità, è sempre stata una specialità della casa la denuncia di manine, manone, non ben precisati «soliti noti» impegnati a fermare la «rivoluzione».

 

Resta senza risposta l'amletico dubbio se si tratti di riflesso condizionato di una cultura politica da sempre nutrita di vittimismo […] Oppure se sia gioco consapevole e distrazione mediatica rispetto alla quotidianità di un governo che non brilla.

GIORGIA MELONI

 

Magari entrambi, in un paese che ha una certa familiarità con la narrazione di trame vere o presunte riproposta, nella seconda variante, in tante versioni, tra toghe rosse, papielli di trattativa, golpi tecnocratici, scie chimiche, teorie strampalate su vaccini e sostituzioni etniche. In fondo, quel genio di Aldo Biscardi questa attitudine l'aveva resa parodia al Processo del lunedì: «Gomblotto».

 

Però diciamo che ormai siamo al parossismo. Mica male, a conferma di un clima drogato, anche l'inedito assoluto che riguarda la Polizia di Stato, rivelato da questo giornale: in piena paranoia da "spiffero" durante il caso Boccia la premier ha deciso di privarsi degli agenti che stazionano al piano per controllare chi entra e chi esce. E se ci fosse un'unica trama cospirativa davvero non basterebbe la Spectre a tenere assieme tutti fili, tra presunti dossieraggi, pettegolezzi, "fuorionda" e "in onda", che vanno da Pompei a Bisceglie, passando per Cologno Monzese con deviazione su Bruxelles.

 

GIORGIA MELONI

Lì qualcuno, sempre su mandato, avrebbe redatto un report poco indulgente sullo Stato di diritto in Italia. Diventò l'occasione per un'intemerata complottista da Pechino nel corso della pur rilevante visita in Cina a fine luglio. Poi, ad agosto, la clamorosa patacca del golpe giudiziario ai danni della sorella Arianna, annunciato a nove colonne dal Giornale. Sorella che di influenza politica ne ha parecchia, ma non è oggetto di nessuna inchiesta.

E infatti non c'è stata, a dispetto del racconto meloniano passive-aggressive. Il caso più clamoroso poi è stato quello dei diecimila file acquisiti dal finanziere Pasquale Striano dagli archivi informatici della Dia.

 

GIORGIA MELONI

In quei file, come nella vicenda barese, c'era di tutto, compresi parlamentari dell'opposizione Si parlò di colpo di Stato e di nuova P2, annunciando una commissione d'inchiesta. Ora il più «grave scandalo della Repubblica» è scomparso dal discorso pubblico perché non è funzionale allo spartito vittimistico. Succede sempre così: il merito conta pressoché nulla […] […] In genere la paranoia cospirativa deriva dalla paura e dalla percezione di una propria precarietà. […]

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…