lorenzo guerini mario draghi america usa armi giuseppe conte

“GIUSEPPI”, STACCE! - GLI “AMERIKANI” DRAGHI E GUERINI SE NE FREGANO DEI DISTINGUO DI CONTE E SI APPRESTANO A INVIARE NUOVE FORNITURE DI ARMI ALL’UCRAINA: IL NOSTRO PAESE MANDERÀ ANCHE ARMI PESANTI, PROBABILMENTE MISSILI ANTI-NAVI E CARRI ANTIAEREI – “SE SI ANDASSE IN AULA E VOTASSERO CONTRO, CADREBBE IL GOVERNO”, DICE CHI HA PARLATO CON “MARIOPIO” IN QUESTE ORE- IL MINISTRO DELLA DIFESA HA PARTECIPATO AL VERTICE DI RAMSTEIN E HA GARANTITO CHE “L’ITALIA CONTINUERÀ A FARE LA PROPRIA PARTE SOSTENENDO L’UCRAINA PER TUTTO IL TEMPO NECESSARIO”

guerini draghi

Alberto Gentili e Nicola Pinna per “il Messaggero”

 

Anche l'Italia invierà armi pesanti all'Ucraina, probabilmente missili anti-navi e carri antiaerei. Mario Draghi e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini risponderanno insomma presenti all'appello lanciato ieri dalla base americana di Ramstein in Germania dal capo del Pentagono Lloyd Austin.

 

MARK MILLEY, LLOYD AUSTIN E OLEKSIY REZNIKOV A RAMSTEIN

Del resto, come dimostra la resa del cancelliere tedesco Olaf Scholz costretto a inviare 50 tank Gepard dopo un'iniziale riluttanza, questo non è il tempo per i distinguo. Tanto meno a pochi giorni dalla missione a Washington di Draghi che sarà ricevuto alla Casa Bianca da Joe Biden tra il 10 e il 12 maggio.

 

joe biden mario draghi

In queste ore, sotto la regia di Guerini che ha partecipato al vertice di Ramstein dove ha garantito che «l'Italia continuerà a fare la propria parte sostenendo l'Ucraina per tutto il tempo necessario», è in via di ultimazione un nuovo decreto interministeriale (su cui il ministro della Difesa riferirà domani al Copasir, il comitato sui Servizi segreti).

 

LORENZO GUERINI AL VERTICE DI RAMSTEIN

Un provvedimento redatto «sulla falsariga del precedente decreto», spiegano fonti di governo, per l'invio in Ucraina «di sistemi di difesa contraerea e controcarro, mortai e munizionamento vario di calibri diversi». Poi, sulla base delle richieste avanzate da Austin, che in un colpo solo ha bypassato e allargato la Nato, «nelle prossime ore» il governo deciderà «ulteriori invii» di armamenti.

 

giuseppe conte a otto e mezzo 2

Per i quali, «dopo la presa d'atto delle esigenze ucraine», si stanno già facendo «tutti gli approfondimenti tecnici». E questo in vista del varo, che verrà deciso da Draghi assieme a Guerini e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di un terzo decreto interministeriale (non sarà necessario passare per un voto del Consiglio dei ministri) per la spedizione in Ucraina degli «armamenti pesanti», il cui elenco verrà secretato.

 

lorenzo guerini in visita a riga in lettonia

Con due problemi. Il primo è tecnico: l'esercito italiano ha solo 200 blindati Ariete e un centinaio di carri armati Pzh2000, perciò il governo non potrà mostrarsi troppo generoso con Kiev. Per il resto, le autoblindo Centauro non vanno bene perché senza cingoli. E altri armamenti, come il sistema di artiglieria Fh70, i tank M109L, i cannoni Sedam, sono stati dismessi e andrebbero rimessi a lucido prima di essere spediti in Ucraina. Il secondo problema è politico: Giuseppe Conte già annuncia battaglia a nome dei 5Stelle e chiede al premier e a Guerini di riferire in Parlamento.

LORENZO GUERINI - LUIGI DI MAIO

 

Ma Draghi non sembra disposto a farsi frenare: «Se si andasse in Aula e votassero contro, cadrebbe il governo. Non siamo disponibili a sfilarci dal fronte occidentale», dice chi ha parlato con il premier in queste ore. E Guerini, in un comunicato, ha tenuto a sottolineare che ogni mossa è decisa «sulla base delle indicazioni decise dal Parlamento».

 

LA SPINTA DIPLOMATICA

Eppure, a differenza di Stati Uniti e Gran Bretagna, l'Italia con il ministro Di Maio - che lavora «su indicazioni dirette di Draghi» - non si arrende all'ineluttabilità di un conflitto che potrebbe essere lungo e oltrepassare i confini ucraini, come è tornata a minacciare Mosca parlando «di Terza Guerra mondiale».

luigi di maio lorenzo guerini

 

E tantomeno Roma pensa, come hanno invece fatto capire gli americani, di poter puntare sulla sconfitta di Putin. L'imperativo di Draghi, oltre a rafforzare la resistenza ucraina, resta la «ripresa della strada diplomatica per raggiungere la pace».

 

Ragioni per le quali gli italiani hanno spinto per la visita di ieri a Mosca del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che però si è rivelata un flop.

 

lorenzo guerini in visita al congresso usa

E tifano per l'azione di mediazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, nelle stesse ore, ha telefonato a Vladimir Putin per invitarlo a celebrare un vertice con il presidente ucraino Zelensky. Il tutto, però, senza in alcun modo voler incrinare «la compattezza del fronte occidentale», come garantiscono alte fonti di governo. Ciò detto, Draghi sta lavorando a un viaggio a Kiev nei prossimi giorni. E Di Maio è impegnato a tessere i contatti con Ankara: a giorni dovrebbe essere celebrato un incontro con l'omologo turco Mevlut Cavusoglu.

 

ZELENSKY ERDOGAN PUTIN

«L'Italia», dicono altre fonti qualificate di governo, «sta lavorando alla pace. E se non si può dire di no all'invio di armi pesanti perché non abbiamo intenzione di rompere la compattezza del fronte occidentale, il processo negoziale deve assolutamente ripartire: non ci si può arrendere alla guerra».

 

Da qui la speranza di Draghi che con il ritorno sulla scena internazionale del francese Emmanuel Macron (appena riconfermato presidente) e con il sostegno di Scholz, si possa quanto prima superare «l'immobilismo» a livello di negoziati. Imbandendo quelli che alla Farnesina chiamano «tavoli paralleli».

lloyd austin antony blinken

 

Uno tra Russia, Ucraina e Onu, proposto ieri da Guterres a Putin per il cessate il fuoco e i corridoi umanitari. Un altro tavolo tra Mosca, Kiev e i Paesi garanti. Vale a dire: Turchia, Italia, Germania, Francia, Canada. In questa sede, secondo lo schema caro a Roma, dovrebbe essere definito l'equilibrio e le garanzie per la pace. Ma per ora a parlare sono le armi.

 

 

 

 

 

Articoli correlati

DAGOREPORT! - A QUESTO PUNTO, SOLO LA CINA PUO SALVARE LA FACCIA A PUTIN E AL DUO ZELENSKY-BIDEN

FLASH - MARIO DRAGHI SI E NEGATIVIZZATO DAL COVID ED E ATTESO A PALAZZO CHIGI IN MATTINATA...

 

 

 

IL CAPO DEL PENTAGONO LLOYD AUSTINantony blinken e lloyd austin incontrano zelensky a kievlloyd austin volodymyr zelensky antony blinken

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...