“IMANE FADIL AVEVA PAURA, UN TIMORE CHE IL GIRO CHE L’HA ACCOMPAGNATA FINO ALLA MORTE FOSSE DAVVERO PERICOLOSO E POTENTE” - CONTINUA LA DURISSIMA REQUISITORIA DEL PROCURATORE AGGIUNTO DI MILANO, TIZIANA SICILIANO, AL PROCESSO RUBY TER. PARLANDO DELLA MORTE DELLA MODELLA, MORTA NEL 2019, HA DETTO CHE HA “ALIMENTATO UN PROFONDO DESIDERIO DI GIUSTIZIA” - “ABBIAMO CERCATO E TROVATO PROVE EVIDENTI DELLA CORRUZIONE. FOTOGRAFIE, SCREENSHOT, MESSAGGI E MATERIALE…”

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imane fadil al processo ruby del tribunale di milano imane fadil al processo ruby del tribunale di milano

RUBY TER: PM,FADIL SPAVENTATA DA GIRO PERICOLOSO E POTENTE

(ANSA) - Imane Fadil, una delle testimoni chiave dell'accusa nei processi sul caso Ruby morta nel 2019 per una rara malattia, "aveva paura, una paura che l'ha accompagnata fino alla morte, un timore che il giro che l'ha accompagnata fino alla morte fosse davvero pericoloso e potente".

 

Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano Tiziano Siciliano nella requisitoria del processo Ruby ter. Sulla morte di Fadil all'inizio si indagò anche per omicidio. Fadil ha "alimentato in noi un profondo desiderio di giustizia", perché questi "reati di gravità straordinaria feriscono" non solo l'amministrazione della giustizia ma anche "le persone".

tiziana siciliano tiziana siciliano

 

RUBY TER: PM, TROVATO PROVE EVIDENTI CORRUZIONE CAV-RAGAZZE

(ANSA) - "Prove evidenti della corruzione sono state cercate e da noi trovate, evidenti, con grande soddisfazione". Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano nella requisitoria del processo milanese sul caso Ruby ter e nella parte in cui sta chiarendo che solo le indagini da lei effettuate, assieme al pm Luca Gaglio e alla polizia giudiziaria, hanno portato ad individuare elementi sulla presunta corruzione in atti giudiziari.

 

BERLUSCONI RUBY BUNGA BUNGA BERLUSCONI RUBY BUNGA BUNGA

E ciò per spiegare anche che, quando le ragazze venivano sentite nei processi sul caso Ruby, non si poteva già iscriverle per quel reato. Da qui la richiesta di revoca dell'ordinanza con cui i giudici hanno dichiarato inutilizzabili le deposizioni delle giovani, accusate nel processo di aver detto il falso in cambio di soldi e regalie dall'ex premier.

 

IMANE FADIL - LA CASCINA IN CUI VIVEVA A CHIARAVALLE IMANE FADIL - LA CASCINA IN CUI VIVEVA A CHIARAVALLE

"Abbiamo trovato dati, fotografie, screenshot, messaggi, materiale probatorio incontaminato che nessuno aveva analizzato prima, materiale a nostra disposizione per la prima volta - ha detto Siciliano - abbiamo fruito di documentazione bancaria, per costruire una solida base documentale che riempisse di significato ciò che prima erano solo sospetti".

 

imane fadil 4 imane fadil 4

Siciliano, parlando del fascicolo di cui era titolare ormai più di una decina di anni fa su due ragazze e nel quale non c'erano elementi per indagarle, ha fatto riferimento anche ad Ilda Boccassini, titolare all'epoca dell'inchiesta sul caso Ruby, da cui il leader di FI è stato assolto in via definitiva.

 

"Boccassini aveva un senso di riservatezza, con lei non solo non potevi parlare di un'indagine, ma nemmeno dell''esistenza di un'indagine, il suo fascicolo era blindato", ha detto. E quindi "istituzionalmente abbiamo fatto l'unica cosa possibile - ha aggiunto - abbiamo valutato se ci fossero elementi di coordinamento con la nostra indagine, non emergevano elementi per cui ci fosse questa osmosi tra i due uffici, questa è stata la valutazione del Procuratore (Bruti Liberati, ndr) a cui ci siamo rimessi e abbiamo archiviato il nostro fascicolo".

BERLUSCONI RUBY BERLUSCONI RUBY

 

E ora "nel 2021 mi si dice che queste ragazze non potevano essere testi - ha aggiunto -. Alla luce di ciò che sappiamo ora è evidente, ma all'epoca no, si parlava di cifre risibili rispetto al patrimonio di Berlusconi", ossia erano questi i versamenti emersi all'epoca. "Noi ora sappiamo tutto, anche di più di quello che serve, all'epoca la realtà presentata al Tribunale nei processi era incredibile, una teste disse 'un puttanaio'", ha detto ancora il pm sempre nei passaggi della requisitoria per chiedere ai giudici la revoca di quell'ordinanza che potrebbe far crollare le accuse cancellando le false testimonianze.

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