sangiuliano vianello botteri

“INOPPORTUNO COMIZIO POLITICO” - BUFERA SUL DIRETTORE DEL TG2 GENNARO SANGIULIANO, OSPITE ALLA KERMESSE DI FRATELLI D’ITALIA – DEM E RENZIANI CHIEDONO L'INTERVENTO DEI VERTICI DELLA TV PUBBLICA.: "EPISODIO GRAVE" – CALENDA RICHIAMA IL PRECEDENTE CAMPO DALL'ORTO ALLA LEOPOLDA DI FIRENZE. “NON FACCIAMO UNA DOPPIA MORALE” – "LA VERITA’" RICORDA IL DIRETTORE DEL GIORNALE RADIO RAI ANDREA VIANELLO E GIOVANNA BOTTERI ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA PD. E DAMILANO… - VIDEO

Antonio Bravetti per “La Stampa”

 

gennaro sangiuliano

Libri, comizi e interrogazioni. Si arricchisce di particolari la polemica che da sinistra investe il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, accusato da Pd e Italia Viva di aver tenuto un «inopportuno comizio politico» lo scorso fine settimana alla conferenza programmatica di Fratelli d'Italia. Ospite della kermesse milanese di Giorgia Meloni, Sangiuliano ha tenuto un intervento di sei minuti dal titolo Il ruolo dei conservatori italiani.

 

Dopo aver citato Norberto Bobbio, Giuseppe Prezzolini, Thomas Mann, José Ortega y Gasset, Friedrich von Hayek, ebreo austriaco premio Nobel dell'economia, Sangiuliano ha concluso con una frecciata contro «la dittatura del politicamente corretto» che si combatte con il conservatorismo, «un inno alla libertà».

 

enrico letta in mezzora in piu 4

Valeria Fedeli (Pd) e Michele Anzaldi (Iv) insorgono. La prima parla di un «comizio politico grave, improprio e inedito»; il secondo ieri ha annunciato un'interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per sapere se i vertici di viale Mazzini hanno concesso una «specifica autorizzazione» al direttore del Tg2. Anzaldi critica «l'evidente inopportunità di esporre il direttore di un telegiornale del servizio pubblico in una manifestazione di partito dal chiaro carattere politico-elettorale».

 

A difendere Sangiuliano un po' tutto il centrodestra: oltre a FdI prendono le sue parti anche Udc e Noi con l'Italia. «Per lui non vale l'art. 21 della Costituzione?», domanda Maurizio Lupi (Nci). «I direttori vanno valutati per il loro lavoro e, dal punto di vista del pluralismo, il direttore del Tg2 è impeccabile», assicura. Di «polemiche strumentali» parla Antonio De Poli (Udc).

 

gennaro sangiuliano

Il direttore non fa una piega. Non accetta la definizione di «comizio», rivendica di aver offerto una lectio sul conservatorismo, argomento a cui ha dedicato tre libri, senza alcun riferimento all'attualità politica. Ricorda che in passato ha intervistato Maurizio Landini alla Festa dell'Unità e Matteo Renzi alla convention di Ferrara, e che altri colleghi della Rai sono stati ospiti della scuola politica del Pd. Poi prova a siglare la pace a suon di libri.

 

Ieri mattina Sangiuliano ha inviato alla senatrice Fedeli, ex ministra dell'Istruzione, tre libri: I quaderni dal carcere di Antonio Gramsci, Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzenicyn, Le origini del totalitarismo di Hannah Arendt.

 

Ospite di FdI e della kermesse "Italia, energia da liberare. Appunti per un programma conservatore", Sangiuliano aveva spiega appunto chi sono i conservatori. Lo ha fatto il pomeriggio dell'inaugurazione, pochi minuti prima dell'intervento di Meloni. Un po' come il gruppo spalla prima della rockstar. «Il conservatorismo- spiega il direttore del Tg2 dal palco montato in mezzo al MiCo- lo dice chiaramente Thomas Mann, è innanzitutto uno stato d'animo, una condizione quasi antropologica, un'adesione a un principio e a una visione morale».

michele anzaldi 2

 

Cita poi Prezzolini («Progressista è la persona di domani, il conservatore è la persona del dopodomani») e conclude facendo riferimento al suo ruolo di direttore di telegiornale. «Ogni giorno, quotidianamente, mi scontro con la cappa del politicamente corretto, con quella pressione spesso non esplicata appieno che significa costrizione, che significa gabbia mentale. Il partito più forte in Italia è il Partito unico del politicamente corretto. Essere conservatore è l'antitesi, significa essere un inno alla libertà» contro «la dittatura del politicamente corretto».

 

2 - I GIORNALISTI AGLI EVENTI DI PARTITO? AUTORIZZATI: MA SOLO SE DI SINISTRA

Giorgio Gandola per “La Verità”

 

gennaro sangiuliano

«La memoria selettiva è meravigliosa, non necessita di coerenza». Il vecchio dirigente Rai ne ha viste tante e non ha voglia di soffermarsi sull'ultima fibrillazione attorno al cavallo morente: il presunto scandalo per la partecipazione di Gennaro Sangiuliano alla convention milanese di Fratelli d'Italia per parlare del mondo conservatore.

 

Ora il direttore del Tg2, accusato dal segretario della Commissione di vigilanza Michele Anzaldi (Italia Viva) e dalla capogruppo Pd Valeria Fedeli di «essere salito sul palco per una conferenza di partito», è in silenzio e attende che passi la bufera. Ma il caso è finito sulla scrivania dell'amministratore delegato Carlo Fuortes che potrebbe chiedergli un passo indietro.

 

vianello botteri

«Mai un direttore di Tg era salito sul palco di una conferenza di partito per un intervento di carattere politico, quello chiamato a lanciare il discorso della leader Giorgia Meloni», si straccia le vesti la sinistra con le antenne, rivolgendosi direttamente a Fuortes ed esercitando una delle sue più preclare virtù: la doppia morale. Anzaldi prende per il bavero l'ad quando si domanda: «Come ha potuto autorizzare una tale umiliazione?».

 

Tutto ciò è molto curioso perché Sangiuliano aveva parlato anche alla Festa de L'Unità (sempre da direttore del Tg2) presentando il libro di Maurizio Landini e non suscitando alcuna reazione. Il vero problema sta nella porosità endemica fra Rai e politica, Rai e partiti, Rai e sottobosco di governo.

 

gennaro sangiuliano

Qualcosa che non ha eguali al mondo e che la sinistra italiana adotta come principio fondante del suo rapporto con le redazioni, salvo scandalizzarsi quando l'abitudine diventa bipartisan. Non più tardi di due mesi fa Gianni Cuperlo ha riaperto la Scuola di formazione politica del Pd con un solenne evento davanti a Enrico Letta, Paolo Gentiloni e Romano Prodi. Un migliaio di iscritti online, 200 partecipanti in presenza; una specie di Frattocchie 2.0 per formare le giovani leve del partito.

 

Fra gli ospiti anche il direttore del Giornale radio Rai Andrea Vianello e la storica corrispondente (oggi da Parigi) Giovanna Botteri. Nessuna umiliazione. Ma il vero serbatoio della comunicazione gauchiste è la Festa de L'Unità, che sopravvive a se stessa e ogni anno, tra fine agosto e metà settembre, propone dibattiti con una passerella di direttori, commentatori, volti Rai felici di salire sul palco. Evidentemente Anzaldi e la Fedeli in quel periodo sono in barca.

 

gennaro sangiuliano

Senza andare a scavare nella preistoria, nel 2018 a Ravenna - fra salamelle e memorabilia della nostalgia rossa - salì sul palco Luca Mazzà, allora direttore del Tg3, a intervistare il proconsole renziano Andrea Marcucci e sempre in quell'occasione Antonio Di Bella (era direttore di Rainews 24) calcò le assi della kermesse per affiancare l'ex ministro piddino Marco Minniti in un'intervista peraltro molto interessante.

 

In quei giorni non mancò di mostrare il suo volto già molto noto Serena Bortone (Agorà su Raitre), un'affezionata ospite dell'evento, accanto a Debora Serracchiani. L'anno successivo sempre Di Bella partecipò alla Festa de l'Unità con Piero Fassino e Lia Quartapelle, nella stessa edizione caratterizzata dal successo di Lucia Annunziata (Raitre, ex presidente dell'azienda) sul palco a confessare Prodi. Lady Annunziata ha l'abbonamento: nel 2021 ha coordinato la serata dal titolo «La sinistra dopo la pandemia» e in due giornate diverse si è esibita con lo sceriffo partenopeo Vincenzo De Luca e con il guru del progressismo all'abbacchio Goffredo Bettini.

 

marco damilano

Niente di umiliante. Concentrandoci sui direttori, vanno notate diverse apparizioni scomparenti, cominciando da Simona Sala (vice del Tg1, poi numero uno del Giornale radio Rai e ora del Tg3), prescelta dai big del Nazareno per fare bella figura. S' è infatti accompagnata sul palco a Letta e a Prodi. Più scapigliato Andrea Vianello; quando era direttore di Rainews 24, il nipote di Raimondo Vianello ha coordinato un dibattito dal titolo «Cervello Ribelle. Diario di una Sardina autistica» di Lorenzo Donnoli.

 

Agli inviti non sono rimasti estranei Duilio Giammaria, storico conduttore Rai e intervistatore prediletto di Dario Franceschini, e Maria Pia Ammirati, ex vice di Raiuno e poi direttrice di Rai Fiction. Poteva mancare Monica Maggioni? Proprio no. La presidente dell'era renziana (con Anzaldi in perenne adorazione), prima di diventare direttrice del Tg1 ha fatto passerella con Fassino e la Quartapelle. Anche Bianca Berlinguer ha avuto la sua standing ovation accompagnando sul palco Nicola Zingaretti.

antonio campo dall orto

 

Il più assiduo di tutti alla kermesse della sinistra è Marco Damilano, che prima di ottenere il suo posto al sole da 200.000 euro con la benedizione degli indignados, ha collezionato dibattiti con David Sassoli, Carlo Calenda, Roberto Fico, Graziano Delrio e l'ex ministro Paola De Micheli. Perfino un direttore generale Rai ha guadagnato i gradi facendo passerella a una fiera del progressismo: Antonio Campo dall'Orto partì per la rivoluzione renziana dell'azienda (miseramente fallita) con due partecipazioni alla Leopolda. Ma tutto questo non esiste, basta rimuoverlo.

gennaro sangiuliano foto di baccoANTONIO CAMPO DALL ORTOintervento di gennaro sangiuliano foto di bacco

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