lucia borgonzoni

“LUCIA, PARLACI DEL LINK O DEL KINKI” – QUANDO LA BORGONZONI ERA UN’ARTISTA ANTICLERICALE CHE FACEVA SERATE LGBTI IN EMILIA ROMAGNA - IL RICORDO DI DUE SUOI AMICI DELL’EPOCA (CON VOLANTINI)  - "NON ERA DELLA LEGA, ERA DI SINISTRA E, DA BUONA BOLOGNESE. FREQUENTAVAMO POSTI CHE NON ERANO DI PERSONE DI DESTRA: CENTRI SOCIALI, DISCOTECHE E SERATE DICHIARATAMENTE GAY FRIENDLY"

Da linkiesta.it

 

lucia borgonzoni

Dopo mesi di silenzio sulle tematiche Lgbti, Lucia Borgonzoni, candidata presidente dell’Emilia Romagna per il centrodestra, è stata pubblicamente sollecitata di un parere a pochi giorni dalle elezioni del 26 gennaio. A incalzarla nella trasmissione Dritto e rovescio di Paolo Del Debbio, c’era Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, il quale ha parlato di omofobia di Salvini e della Lega, facendo esplicito riferimento alle dichiarazioni del consigliere regionale uscente e ricandidato dal Carroccio, Massimiliano Pompignoli, sull’abrogazione, in caso di vittoria di Borgonzoni, della recente legge emiliano-romagnola contro l’omotransfobia.

 

Bagarre in studio, dove Tonti è stato sopraffatto dalle reazioni del pubblico e degli ospiti della trasmissione come anche di Lucia Borgonzoni che, in collegamento, non ha in realtà replicato nulla, se non dicendo ripetutamente: «No, vabbè. Ma ci vuole un limite». Una non risposta l’ha data poco dopo su Facebook, pubblicando una foto di Tonti, che è stato così travolto dalla gogna social.

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni 3

 

Borgonzoni si è così defilata, ancora una volta, su questioni che forse potrebbero essere scivolose per lei come quella, appunto, relativa alle persone Lgbti. Questioni che rimandano al suo passato, quello in cui frequentava i centri sociali e lavorava come barista al Link di Bologna. La senatrice non ne ha mai fatto mistero, aggiungendo: «Lo sapevano tutti che ero leghista».

lucia borgonzoni kinki

 

Ma uno degli storici fondatori del Link Project, Mauro Borella detto “Boris”, ritratto in una foto in un casolare occupato insieme a Borgonzoni che aveva già fatto il giro del web, commenta a Linkiesta: «Se ci avesse detto che era leghista l’avremmo cacciata». Anche il dj Max, il quale ha frequentato dalla metà degli anni 90 al 2005 l’attuale senatrice, è dello stesso avviso: «Non era della Lega, era di sinistra e, da buona bolognese, anche anticlericale - dice a Linkiesta - Frequentavamo posti che non erano di persone di destra: centri sociali, discoteche e serate dichiaratamente gay friendly all’Adrenaline a Reggio Emilia o al Ciak e a Livello 57 di Bologna».

 

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni 2

Come testimoniano i flyer promozionali delle serate gay Make Up al Link Project con tanto di un “programma stragay” e Smalto al Kinki, la candidata della Lega compare nel cast dell’organizzazione insieme con il Mit – Movimento Identità Trans (all’epoca Movimento Italiano Transessuale), Antagonismo Gay e Arcigay Cassero. In queste serate l’artista alternativa Lucia Borgonzoni, nipote del celebre pittore Aldo Borgonzoni, esponeva le sue opere a promozione della causa Lgbti.

 

«Era una grande sostenitrice della causa Lgbti - dice dj Max - Ricordo che se qualcuno parlava male dei gay, lei reagiva molto male, prendendone subito le difese. E poi le piaceva sostenere le loro serate esponendo i suoi quadri».

 

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni

Eppure almeno dal 2013, due anni dopo la sua prima elezione a consigliera comunale a Bologna, Borgonzoni ha intensificato le dichiarazioni contro la collettività Lgbti sia da politica locale sia da membro del governo Conte uno. Tra dichiarazioni contro le unioni civili e post contro la lobby Lgbti, negli anni Borgonzoni ha chiesto anche di togliere «immediatamente il Cassero all’Arcigay», lei che aveva sostenuto e partecipato a serate organizzate da queste due realtà.

 

Certo, cambiare idea è lecito. Ma sarebbe interessante capire come sia avvenuta una conversione così radicale da artista anticlericale, amica dei gay e dei centri sociali a pasionaria leghista, ossequiosa verso una Chiesa non progressista e critica verso il bergogliano cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna.

 

lucia borgonzoni cast

Dj Max non se lo sa spiegare: «Certo che fa strano vederla in tv parlare di certe questioni e indossare in Parlamento la t-shirt con la scritta Parlateci di Bibbiano. Mi verrebbe da dirle: Lucia, parlaci del Link o del Kinki».

lucia borgonzoni giovane

 

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...