luigi di maio giuseppe conte

“DI MAIO, PENSACI TU, QUI SIAMO ALLA SBANDO” – CONTE NON CONTROLLA PIU’ I 5STELLE CHE INVITANO LUIGINO A GESTIRE IN PRIMA PERSONA IL DOSSIER QUIRINALE. ANCHE PER I VERTICI DEL PD L’INTERLOCUTORE STA DIVENTANDO DI MAIO (CHE HA RAPPORTI CONSOLIDATI CON GUERINI, FRANCESCHINI, ORLANDO, FASSINO) – TRA I DEM SI TEME CHE IN QUESTA MAIONESE IMPAZZITA SI POSSANO INFILARE LE SIRENE BERLUSCONIANE O POSSA FARE FACILE BRECCIA UN'ALTRA CANDIDATURA DI CENTRODESTRA…

MARIO AJELLO per il Messaggero

conte di maio

 

Al Nazareno cominciano ad avere dei forti dubbi sull'affidabilità di Conte, il quale non controlla M5S. E c'è chi dice ai vertici del Pd: «Non conviene interloquire con Di Maio, che almeno ha rapporti con tutti sia dentro sia soprattutto fuori dal movimento?». Anche dall'interno di M5S arrivano al ministro richieste del tipo: «Luigi, pensaci tu, qui siamo alla sbando». Cioè non c'è una linea o ce ne sono troppe, una più vaga dell'altra, sul dossier Quirinale.

 

Si litiga senza sapere su che cosa: «Ma che siamo in autogestione?», dice con la consueta verve la vicepresidente contiana Paola Taverna rivolta contro la capogruppo (non amica di Conte) Mariolina Castellone, dopo che i senatori hanno lanciato l'opzione Mattarella bis senza avvertire il leader e invitato i vertici parlamentari a commissariare l'ex avvocato del popolo nelle trattative per il Colle. Ci si affida a iniziative grottesche come quella dell'ex ministro Toninelli: «Cerchiamo candidati sui social».

conte di maio

 

E come se non bastasse, Toninelli decide come Mattarella deve comportarsi: «Faccia uno sforzo di responsabilità» (ossia il bis). Conte nella serata di ieri prova a mettere una pezza in tanto impazzimento, e quasi supplica i parlamentari riuniti in assemblea: «Siamo il partito di maggioranza relativa, non spacchiamoci».

 

E ancora: «Io parlo con i leader e non ho bisogno di emissari per farlo e non ho mai fatto nomi per il Quirinale, anche perché è troppo presto». Cerca di mostrare, il presidente stellato, una capacità di regia che quasi nessuno gli riconosce. Semmai, in maniera ingarbugliata, molti di loro in Senato fanno riferimento alle posizioni critiche sul personalismo del leader che gli muove Primo Di Nicola («Ma io ho sempre coinvolto i capigruppo», si difende con lui e con gli altri Conte) e alle posizioni, alla Camera, ugualmente severe dell'ex ministro Spadafora.

 

di maio conte

E allora? Ieri sera alla riunione s' è parlato soprattutto delle misure di lotta al Covid (sul Colle un'assemblea specifica la prossima settimana) ma lo psicodramma è generale: «Chi siamo? Che cosa vogliamo?». Il senatore Gabriele Lanzi propone: «Ma smettiamola di fare riunioni, non servono a niente e non sappiamo che cosa dirci!».

 

Tutti dicono però che Conte parla «a schiovere» (a pioggia), come sintetizza un parlamentare napoletano senza nulla stabilire e non portando frutti. Ed è quasi naturale che questo spettacolo di un leder no-leader metta in imbarazzo gli alleati dem che avrebbero bisogno, per il big match del Colle, di un pilastro in casa grillina e vedono invece giravolte continue attribuite a Conte e ai suoi: no a Draghi, forse nì, magari sì, ma serve una donna o Mattarella bis e via così. Con il ministro Patuanelli che è riuscito nel capolavoro: no a Draghi ma «nessuna preclusione su Draghi».

 

 

giuseppe conte e luigi di maio

 «C'è da farsi girare la testa», è l'umore in casa Pd, dove si teme che in questa maionese impazzita si possano infilare le sirene berlusconiane (il Cavaliere: «Anche molti grillini mi vogliono bene») o possa fare facile breccia un'altra candidatura di centrodestra. Da qui il bisogno di rivolgersi, più che a Conte, a Di Maio perché da una parte il ministro degli Esteri parla con tutti (nel Pd ha rapporti consolidati con Guerini, Franceschini, Orlando, Fassino, per non dire di quelli a destra con Giorgetti, Brunetta, Carfagna e anche con Casini, con Tabacci e con la galassia di centro) e dall'altra parte è silente. Ossia lascia fare a Conte perché sa che finché non arriva la data X non si muove nulla e quello che confusamente si muove nei 5 stelle non conta.

 

Oltretutto Di Maio, pur aperto a tante possibilità, è quello che ha sempre detto (ed è miele per orecchie lettiane) che «Draghi va preservato». Lasciando intendere con questa formula che la destinazione ideale del premier sarebbe il Colle. Convinzione condivisa da alcuni ministri stellati a lui vicini, da Dadone a D'Incà, e da buona parte dei parlamentari. Ma riportare una parvenza d'ordine nel caos può rivelarsi una mission impossible pure per l'ineffabile Luigi. 

giuseppe conte enrico letta

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)