giorgia meloni matteo salvini silvio berlusconi

“IL MATTARELLA BIS È UNA SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA” - GIORGIA MELONI SUONA IL DE PROFUNDIS ALLA COALIZIONE: “È PARADOSSALE CHE LE DEFEZIONI SULLA CASELLATI SIANO ARRIVATE PROPRIO DA FORZA ITALIA. DEVONO DECIDERE SE VOGLIONO ESSERE UN VALORE AGGIUNTO DEL CENTRODESTRA O AVERE UN RAPPORTO PRIVILEGIATO CON IL CENTROSINISTRA” - “LA PRINCIPALE SPINTA CHE HANNO AVUTO I PARLAMENTARI A CONFERMARE MATTARELLA È LA BLINDATURA DELLA LEGISLATURA”

Francesco Borgonovo per “La Verità”

giorgia meloni 2

 

Giorgia Meloni, dopo giorni di candidati bruciati e di dichiarazioni roboanti ci troviamo al punto di partenza: Sergio Mattarella al Colle e Mario Draghi a palazzo Chigi. Non sembra un ottimo risultato.

«No, non è un ottimo risultato per l'Italia. I partiti della maggioranza sono stati un'intera settimana a perdere tempo e a provare a inventarsi un presidente della Repubblica per poi ripiegare, come seconda scelta, su Mattarella.

 

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

In questa vicenda ne escono tutti malissimo, tranne Fratelli d'Italia che si rivela essere, ancora una volta, l'unico partito che ha mantenuto coerentemente la propria posizione dal primo all'ultimo giorno e ha perseguito un solo obiettivo: dare all'Italia un presidente patriota e super partes non targato Pci, Pds, Ds o Pd».

 

È una sconfitta di Matteo Salvini?

«Un vecchio adagio dice che la vittoria ha moltissimi padri, mentre la sconfitta è orfana. Credo che questa sia la sconfitta di molte persone. Sicuramente una sconfitta per il centrodestra che, ancora una volta, non ha voluto giocarsi le sue carte per indicare un proprio nome alla guida dell'Italia come già accaduto in altre circostanze».

 

MATTEO SALVINI MEME

Ma a questo punto il centrodestra esiste ancora?

«Il popolo di centrodestra continua a esistere ed è probabilmente più numeroso che in passato. Il problema è che alcuni dei partiti che dovrebbero rappresentarlo hanno rinunciato a farlo, preferendo seguire logiche tutte interne al Palazzo.

 

Il problema, oggi, non sta tanto nei rapporti tra Fratelli d'Italia e gli altri partiti di centrodestra ma riguarda il rapporto tra il popolo di centrodestra e quei partiti che hanno smesso di rappresentarli».

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI

 

Lei nella Casellati ci aveva creduto davvero?

«Era un passaggio che era giusto fare, anche per provare a compattare Forza Italia e i centristi che erano quelli più dubbiosi nel seguire una strategia di compattezza del centrodestra. Paradossale che alla fine le defezioni sul presidente del Senato Casellati siano arrivate proprio da Forza Italia e dai centristi».

 

A proposito. Come giudica il comportamento di Forza Italia in questa vicenda?

berlusconi tajani 8

«Forza Italia deve decidere se vuole essere un valore aggiunto del centrodestra, o se vuole avere un rapporto privilegiato con il centrosinistra. Perché non si possono fare contemporaneamente entrambe le cose.

 

Purtroppo, la debolezza dimostrata dal centrodestra in occasione dell'elezione del presidente della Repubblica nasce, in buona parte, proprio dalla poca convinzione di Forza Italia. Ed è paradossale anche questo, visto che la vicenda si è aperta con la nostra disponibilità a sostenere lealmente Silvio Berlusconi».

 

luca zaia giorgia meloni

Ci dobbiamo attendere qualche cambiamento a livello di governo?

«Non saprei e sinceramente la questione mi interessa ben poco. L'unica cosa certa è che, dopo questa ennesima dimostrazione di debolezza, i partiti della maggioranza conteranno ancora di meno rispetto a Draghi e al governo. Voglio vedere con quale credibilità qualcuno di loro sbatterà i pugni sul tavolo contro una decisione che non condivide.

 

matteo salvini licia ronzulli

Che fanno, minacciano di far cadere il governo e di andare a nuove elezioni? No, dovranno tacere. La verità è che i partiti della maggioranza hanno consegnato la nostra democrazia nelle mani di Draghi e Mattarella. E hanno fatto anche un'altra scelta fondamentale che si deve avere il coraggio di ammettere e di cui tutti mi auguro siano consapevoli: la nascita, attorno all'elezione del capo dello Stato, di una maggioranza politica».

 

giorgia meloni a natale

Fratelli d'Italia che atteggiamento assumerà d'ora in avanti?

«Lo stesso tenuto finora. Quello di opposizione patriottica a un governo che crediamo non stia facendo bene. Sosterremo ogni iniziativa che reputiamo utile e ben fatta e ci opporremo, da persone libere, a quelle che non condividiamo. Cosa che tutte le altre forze politiche non hanno la libertà di fare».

 

Questa situazione ha una ricaduta sulla vita di tutti noi. In pratica si è riconfermato l'assetto emergenziale. Viene da pensare che sarà più difficile ottenere un cambio di prospettiva sulla pandemia. E intanto stanno per entrare in vigore nuove restrizioni.

«Lo stato di perenne emergenza serve a una politica debole e a un Parlamento delegittimato a giustificare il fatto che sono ancora tutti incollati alle loro poltrone di governo e di parlamentari.

 

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI MEME

Credo che siano molto preoccupati dall'idea che la pandemia possa svanire velocemente. È una dinamica ben conosciuta nei rapporti umani, familiari, lavorativi: chi non ha le qualità per essere autorevole ha bisogno di atteggiamenti autoritari. È esattamente quello a cui stiamo assistendo in ambito di rapporto tra Palazzo e popolo italiano».

 

Si fanno molto lontane anche le elezioni...

«La penso purtroppo così anche io. Anche se al più tardi si deve comunque votare nel 2023, e qui non possono inventarsi niente. La principale spinta che hanno avuto i parlamentari a confermare Mattarella è la blindatura della legislatura.

 

Diventa sempre più difficile restituire la voce agli italiani, anche se noi continuiamo a non rassegnarci e continueremo a batterci per porre fine il prima possibile a questa legislatura che non rappresenta più il sentire diffuso dei cittadini.

 

mario draghi sergio mattarella

Fdi rilancerà anche la battaglia per il presidenzialismo. In questi giorni un po' tutti si sono riempiti la bocca con l'elezione diretta del capo dello Stato e hanno detto che lo spettacolo offerto dal palazzo portava ad una sola conclusione: spetta agli italiani scegliere il presidente. Noi saremo in prima linea: vedremo se gli altri manterranno la parola».

 

Secondo lei come la stanno prendendo i vostri elettori? Da tempo si sentono ripetere che il centrodestra è maggioranza nel Paese, vedono i numeri dei sondaggi. Poi però alla prova dei fatti resta l'amaro in bocca.

intervento di carlo nordio

«Il loro sentimento è anche il mio. Il centrodestra è maggioranza in Italia ma nonostante questo la sinistra riesce ogni volta, con intrighi e sotterfugi, a mantenere il potere. Loro sono presuntuosi, ma troppi nel centrodestra sono remissivi.

 

Fdi non vuole rassegnarsi a questo stato delle cose e continuerà a combattere per dare voce a tutti quegli italiani che vogliono un reale cambiamento della nazione. E per dare all'Italia una vera democrazia, basata sull'alternanza tra conservatori e progressisti e nel quale i cittadini non siano più prigionieri degli intrighi di palazzo».

MATTEO SALVINI MEME

 

Se ho contato bene ci sono stati diversi voti in più per Carlo Nordio rispetto a quelli dei grandi elettori di Fdi. Il primo passo di una nuova realtà?

«Già Crosetto aveva ottenuto 115 voti rispetto ai 63 grandi elettori di Fratelli d'Italia. L'ultima volta Nordio ne ha ottenuti 90. Risultati ottenuti con pochissimo sforzo, ogni volta senza avere il tempo per organizzarsi a raccogliere consensi.

 

Questo vuol dire che Fratelli d'Italia ha una capacità attrattiva anche all'interno del Parlamento molto superiore a quello che molti credono. E vuol dire soprattutto che sono moltissimi i parlamentari di centrodestra di altre forze politiche che avrebbero voluto seguire la stessa linea di coerenza che ha seguito Fratelli d'Italia».

 

Qualcuno dice che Fdi potrebbe diventare come il Pci di una volta, fuori dal governo...

«Le analogie tra Fratelli d'Italia e Partito comunista italiano sono ben poche. Quello era un partito finanziato e sostenuto da potenze estere contro l'interesse nazionale italiano. Oggi è vero esattamente l'opposto. Fdi è l'unica forza politica veramente libera, non ricattabile e che ha come primo obiettivo la difesa della sovranità nazionale.

 

È vero però che nei desideri del palazzo e dell'establishment c'è quello di non vedere mai Fdi al governo di questa nazione. E proprio per questo si parla con sempre maggiore insistenza dell'ipotesi di una nuova legge elettorale di stampo proporzionale per tornare alla prima Repubblica e provare a mettere fuori gioco Fdi.

RONZULLI SALVINI

 

Ma noi non abbiamo mai avuto l'intenzione di andare al governo con il benestare dell'attuale sistema di potere, al contrario vincendo le elezioni grazie al supporto degli italiani. Ci continueremo a battere per questo».

GIORGIA MELONI COME ALMIRANTE - NOI POSSIAMO GUARDARVI NEGLI OCCHIgiorgia meloni atreju 2021. meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…