veneziani meloni

“LA MELONI NON STA RISCRIVENDO LA STORIA: SI E’ ALLINEATA” –MARCELLO VENEZIANI MASSACRA DA DESTRA IL GOVERNO: IN POLITICA ESTERA È SUDDITO DELL’ATLANTISMO AMERICANO, IN POLITICA INTERNA CESELLA COL TEMPERINO LE MISURE SOCIALI ED È SEMPRE OSSEQUIOSO CON I POTERI FORTISSIMI" – POI SPIEGA IL MOTIVO PER CUI HA DETTO NO A GIORGIA: "NON HA SENSO FARSI MASSACRARE DAI MEDIA, ROVINARSI LA VITA E LA SALUTE PER PARTECIPARE A UN GOVERNO DAL TRATTO COSÌ CONTINUISTA. PERSINO ANDREOTTI E CRAXI, NEI CONFRONTI DI ISRAELE E SOPRATTUTTO DELLA PALESTINA, HANNO FATTO E DETTO DI PIÙ”

Antonello Caporale per il “Fatto quotidiano” - Estratti

 

marcello veneziani foto di bacco

Ha detto: se fossi al governo vorrei cambiare il mondo.

O almeno provarci

 

Giorgia Meloni vuole rifare la storia.

Questo governo vuole cambiare il mondo?

 

Scusi Marcello Veneziani, lei non sta con i piedi per terra.

L’ho detto agli amici, al momento, quando mi hanno chiesto una disponibilità di massima: scrivo e sono felice, ho i libri, ho poi il quotidiano che ospita i miei commenti. Faccio quello che mi garba di più.

 

GIORGIA MELONI A BEIRUT - FOTO LAPRESSE

Veneziani è l’unico intellettuale di destra che è rimasto sugli spalti a guardare la partita.

Non ha senso farsi massacrare dai media, rovinarsi la vita e la salute per partecipare a un governo dal tratto così continuista. Diciamocelo: in politica estera è suddito dell’atlantismo americano, in politica interna cesella col temperino le misure sociali ed è sempre piuttosto ossequioso con i grandi poteri.

 

Gli immarcescibili poteri forti.

Fortissimi!

 

Per accettare di essere coinvolto, che cosa avrebbe voluto?

Le ho spiegato: se non cambiamo la realtà delle cose, almeno tentare di cambiare il volto dell'Italia, che senso avrebbe stare lì? La destra avrebbe dovuto dare il segno della propria tradizione, dei suoi valori. Non rifugiarsi in cantina, non chinare il capo davanti a chi domina la scena internazionale.

 

marcello veneziani foto di bacco (2)

A Meloni, l’underdog, però non fa difetto l’ambizione.

Questo atlantismo così codino, questa voglia di allinearsi a tutti i costi. Devo essere io a ricordare che persino Andreotti e Craxi, nei confronti di Israele e soprattutto della Palestina, hanno fatto e detto di più?

 

Non pensavo fosse così scontento.

Sono convinti che, se alzano la testa, i poteri forti gli fanno la festa: in quattro e quattr’otto l'Italia va a gambe all'aria. .

 

Comunque dispiace: lei è l’unico intellettuale di destra a non essere convocato in campo.

Resto in tribuna.

 

Ci sarebbero, in tribuna, anche Franco Cardini e Marco Tarchi, pezzi da novanta: ma l’anagrafe avrebbe giocato a suo favore.

Dopo anni di astensione avevo ripreso a votare.

 

E aveva votato giusto, diamine.

Fratelli d’Italia!

 

Era il suo momento.

Ma sta vedendo quale sudditanza abbiamo espresso?

 

L’Italia antifascista.

Non mi parli di antifascismo!

marcello veneziani

 

Anche per Gianfranco Fini il fascismo è stato il male assoluto.

Ma per favore! Solo il diavolo è il male assoluto. Il fascismo è storia complessa: rileggersi De Felice, Del Noce e poi parlare.

 

Un governo di destra dovrebbe ordinare la lettura di De Felice.

Civiltà, tradizione, educazione e comunità. Un governo di destra poggia la sua esperienza politica su questi quattro pilastri (poi certo deve saper elaborare i temi).

 

marcello veneziani foto di bacco (2)

Meloni teme il complotto. Ha trascinato a Palazzo Chigi tutta la sua famiglia, e poi gli amici più stretti per difendersi.

Se fai vedere che ti senti accerchiata è perché sei debole.

 

Bruxelles è divenuta la seconda casa della premier.

Quindi io ho detto: vi voglio bene, ma lasciatemi in pace.

 

L'intellettuale è un mestiere ingrato.

Tenni una lezione sull'ingratitudine come elemento essenziale della nostra attività.

 

giorgia meloni - foto lapresse

La sua è solitudine volontaria.

Definizione di David Hume, grande filosofo.

 

Scusi ma non mi capacito: tutti in campo a darsi da fare e lei fuori. Quando c’è stato da sostituire Giuli al ministero della Cultura ho pensato: stai a vedere che sbuca Veneziani.

Non voglio infelicitarmi la vita.

 

(…)

 

Veneziani al governo.

marcello veneziani foto di bacco (1)

E basta, dai.

migranti in albania - vignetta by vukicmarcello veneziani gianni alemanno maurizio gasparri e ignazio la russaMARCELLO VENEZIANImarcello venezianigiorgia meloni - g7 siracusa - grana padanomarcello veneziani 4

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…