giuseppe conte angela merkel giulio sapelli

“IL MES È CONDIZIONATO, PUNTO” – GIULIO SAPELLI: “L’UNICO MODO PER EVITARE LE CONDIZIONALITÀ È CONVOCARE A BRUXELLES GLI AMBASCIATORI PRESSO L’UE E RISCRIVERE UN TRATTATO BREVE” – “I TEDESCHI STANNO CAMBIANDO ROTTA PER AMBIZIONE. LA MERKEL SARÀ SCELTA COME PROSSIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO. BASTA TASK FORCE, SERVE UN GOVERNO PLATONIANO: OTTIMATI E PROLETARI, COLTI E INGEGNERI. NON SIAMO A WEIMAR, SIAMO A SARAJEVO ALLA VIGILIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE”

 

 

Francesco Bechis per www.formiche.net

GIULIO SAPELLI

 

Bando alle facili esultanze, e anche ai fatalismi. Giulio Sapelli ha un suo bilancio personale di cosa è successo al Consiglio europeo di Bruxelles, e lo condivide con Formiche.net. Per l’Italia si apre una finestra di opportunità, spiega lo storico ed economista. Può realizzare che un’Europa confederale, a più velocità, è l’unica Europa possibile, e sfruttare le (non poche) carte che ha in mano. Per farlo però non ha bisogno di un governo tecnico, ma di “un governo di fisolosofi”.

 

RUTTE KURZ MERKEL

Professore, c’è chi esulta e chi grida all’alto tradimento. Un suo bilancio?

Sotto il profilo economico, c’è poco da esultare. Se la Germania si è spinta a costringere gli anseatici, cioè l’Olanda, i Paesi scandinavi e soprattutto la Danimarca, ma anche Visegrad a fare questo passo, vuol dire che la crisi è pesantissima. Berlino si è mossa, ma prenderà altro tempo. Come minimo i provvedimenti saranno varati in giugno, i soldi arriveranno nel 2021, e questo è di una gravità assoluta.

MARK RUTTE ANGELA MERKEL

 

E sotto il profilo politico?

Il Titanic tedesco si sta trasformando in una corazzata, sta lentamente cambiando rotta. La Merkel cerca di far digerire la virata al suo elettorato e di conservare intatta la GroKo.

 

Cosa ha determinato la svolta?

L’ambizione, in parte. A breve la Merkel sarà scelta come presidente del Consiglio europeo, la prossima è la volta dei tedeschi. Ma ha dato un contributo decisivo anche la spinta della grande area industriale che va dalla Baviera alla Lombardia, dall’Emilia-Romagna al Veneto.

 

L’Italia ha da festeggiare?

angela merkel emmanuel macron

Non tutto è da buttare. Finalmente si è fatto riferimento all’articolo 122 del Tfue: in caso di eventi catastrofici, come il coronavirus, la Commissione può proporre al Consiglio europeo un piano di mutualizzazione del debito e di sussidi straordinari. Un passo importante, che i leader europei, se non avessero creduto ai dati cinesi e dell’Oms, avrebbero potuto fare già a fine gennaio.

 

E il Recovery Fund?

CONTE MERKEL

Da quanto trapela, sembra destinato a diventare un fondo a sussidio, non a prestito. Perché vada in porto la Bce lo deve sostenere, i sussidi devono essere accompagnati dalle garanzie delle banche europee. Un’altra dichiarazione passata sottotraccia è arrivata dal Fondo monetario internazionale, che ragiona sull’istituzione di un fondo per la ricostruzione dopo il coronavirus. Anche qui non si tratterebbe di prestiti, ma di investimenti a sussidio.

 

Sapelli, veniamo a un punto dolente. Il Mes è o no senza condizionalità?

 

Il Mes è condizionato, punto. L’unico modo per evitare le condizionalità è convocare a Bruxelles gli ambasciatori presso l’Ue, riscrivere un trattato breve, e ancorare il ricorso alle spese sanitarie alla clausola dell’articolo 122 del Tfue.

GIULIO SAPELLI

 

Chi si è confermato un leader a Bruxelles e chi no?

Di leader neanche l’ombra. Macron è stato sconfessato, Michel sarà ricordato per le sue gaffes, von der Leyen non è all’altezza di suo padre. Anche di Merkel, ormai, non rimane che la sua formazione nella Repubblica democratica tedesca, e la tattica della Stasi che ha imparato all’epoca.

 

Europa a un bivio?

Lo diceva Braudel decenni fa, bisogna ripeterlo ora. Non esiste una sola Europa. Il coronavirus ha dimostrato che un’Europa federale non è possibile, e un’Europa funzionalista come questa provoca deflazione e incapacità di rispondere alle crisi. L’unica via è un’Europa confederale.

 

È una buona o una cattiva notizia per l’Italia?

christine lagarde mario draghi 1

Tanto il governo quanto le opposizioni dovrebbero capire che si è aperta una finestra di possibilità, forse l’ultima. Il governo deve trasformare in azione questa convinzione. Il prestito nazionale Bazoli-Tremonti, non tassabile e volontario, deve diventare il trampolino per un asse a tre in Europa: Italia-Spagna-Francia. L’obiettivo è ora cercare di far aderire gli altri sei Paesi che hanno firmato il documento per i coronabond.

 

Eppure c’è ancora chi parla di Italexit…

Stupidaggini, ma per favore. Sento anche chi dice che questo è tempo di Weimar, ovviamente senza conoscere la storia. Non siamo a Weimar, siamo a Sarajevo alla vigilia della Prima guerra mondiale: basta una pallottola e tutta l’architettura dell’euro viene giù. Sarebbe un disastro per le categorie più povere, e la crisi si estenderebbe in Africa, Medio Oriente e negli Usa.

 

La strada è allora un governo tecnico, magari con Mario Draghi?

GIULIO SAPELLI

Draghi non è un leader, è un apparato del meccanismo. Basta task force, bisogna ritornare alle origini della forza italiana: la cultura umanistica e le scienze sociali. Un governo platoniano, simile a quello che governava l’impero inglese. Ottimati e proletari, uomini colti, che sappiano cos’è la politica, e ingegneri pronti a realizzarla. Ha detto bene Calenda: servono manager, persone che, istruite, sappiano gestire la cosa pubblica.

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

 

E l’industria italiana, come riparte?

 

Molto semplice: liquidità alle imprese, modello svizzero e nordamericano per i crediti alle imprese, e per i lavoratori la cassa integrazione. Ma soprattutto lasciamo in pace gli industriali, che facciano da sé. Piccoli, medi e grandi imprenditori italiani non hanno bisogno di comitati tecnici.

 

E di cosa allora?

xi jinping

 

Diamogli liquidità, facciamo arrivare i soldi attraverso le banche, che bisogna sostenere con una garanzia statale. E poi creiamo una grande banca pubblica degli investimenti. La proposta del sottosegretario Villarosa è eccellente, ritorniamo alla Banca nazionale del lavoro. Per ultimo, prendiamo immediatamente i soldi già stanziati per le opere pubbliche, parliamo di 3-400 miliardi. E non dimentichiamoci dei porti, che in questo momento sono un asset strategico.

 

DONALD TRUMP XI JINPING

Perché?

 

L’Italia è un Paese proteso nel mare, e non c’è un provvedimento di sostegno ai porti e all’economia del mare. Siamo in mano a persone incredibilmente lontane dal Paese reale. Abbiamo visto cosa è stato fatto a Trieste: una borghesia vendedora ha consegnato il porto alla Cina, una potenza in declino.

 

A proposito di Cina, la crisi ha inasprito il confronto fra Washington e Pechino. L’Italia da che parte deve stare?

GIULIO SAPELLI

Se il governo vuole portare la nazione fuori dalla crisi, deve affiancarsi al fuoco di fila di Merkel e Macron contro la Cina. Se si è esposta anche la Germania, che è un braccio organico della Cina in Europa, significa che il progetto della Via della Seta è in pessima salute. Ci siamo fatti condizionare dai cinesi, dall’élite politica a quella medica, abbiamo creduto, sbagliando, a Pechino. Arriverà presto il momento per chiedere i danni.

 

Gli Stati Uniti ci sono?

Gli Usa si stanno risvegliando, e questo è un bene. Il gigante atlantico si sta muovendo, ha capito che non può consegnare l’Italia alla Cina. Tempo fa la Sicilia rischiò di finire nelle mani del bandito Giuliano. Non possiamo ricommettere lo stesso errore.

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”