alessandro giuli giorgia meloni giovanbattista fazzolari

“IL MIO CADAVERE SARÀ PIENO DI IMPRONTE DIGITALI” – ALESSANDRO GIULI SI SFOGA CON UN AMICO E CONFERMA L’INTENZIONE DI DIMETTERSI DA MINISTRO, SE IL FUOCO AMICO SI FACESSE PIU’ INSISTENTE DOPO IL PASTICCIO SPANO: “STAVO COSÌ BENE AL MAXXI E L’ULTIMA COSA CHE PENSAVO ERA DI SOSTITUIRE SANGIULIANO. MICA PENSANO CHE MI DILEGUO CON LE TENEBRE, DI NOTTE?” – “IL FATTO”: “E GIORGIA MELONI? LA DESCRIVONO ‘FURIOSA’ PER NON RIUSCIRE A TENERE A BADA LA SUA CIURMA, SEMPRE PIÙ ANARCHICA. È VERO CHE FAZZOLARI, IL DRONE EX MISSINO CHE SORVEGLIA GLI AFFARI INTERNI DEI MINISTERI, HA SCOMUNICATO GIULI?” – “DAGOSPIA RIVELA GLI ANNI ‘LEGHISTI’ DI GIULI, QUANDO FU CHIAMATO A REDIGERE IL PROGRAMMA DELLA LEGA. ‘ROBA VECCHIA, EVIDENTEMENTE D’AGOSTINO CE L’HA CON ME’...”

Estratto dell’articolo di Antonello Caporale per “il Fatto Quotidiano”

 

alessandro giuli alla camera foto lapresse 4

“Il mio cadavere sarà pieno di impronte digitali. Questo lo si sa”, spiega all’amico mentre con una mano respinge infastidito il menu. Ma l’amico del ministro, col tono di chi conosce più della politica il quid di questo ristorante sull’Aurelia antica, periferia verde e silenziosa della Capitale, avanza la propria riflessione: “Cacio e pepe?”.

 

Tra le disgrazie che stanno capitando ad Alessandro Giuli, ministro della Cultura esposto al fuoco della destra di governo (e di opposizione), era rimasta colpevolmente esclusa quella che ci rammenta un principio costituente del passaparola: anche i muri ascoltano. […]

 

ALESSANDRO GIULI ANNUSA LA RIVISTA DELLA BIENNALE DI VENEZIA

“Le Iene sono venute sotto casa. Hanno spaventato la mia bimba che era alla finestra e mi ha chiesto: papà perché hai litigato con quel signore? Così no, così non è vita e non è giusto. Volete che prenda cappello e lasci la poltrona?”. L’amico, con tono compassionevole: “Ordiniamo e poi mi dici”. Lui: “Stavo così bene al Maxxi e l’ultima cosa che pensavo era di sostituire Sangiuliano al quale anzi tutte le volte che ho potuto ho dato una mano, ho offerto un consiglio che ritenevo utile, ho agevolato la soluzione di un problema”. L’amico: “Ti vogliono costringere alle dimissioni, è chiaro”. Lui “Mica andrei via di notte? Mica pensano che mi dileguo con le tenebre?”.

 

giorgia meloni e giovanbattista fazzolari

Avrebbe già deciso, a quel che si sa, il passo dell’addio anticipato qualora il fuoco amico si facesse più insistente, più cattivo, più indigesto. Giuli non avrebbe una telecamera del Tg1 ma l’emiciclo del Parlamento al quale riferire quel che è successo. E sarebbe il principio del terremoto!

 

Al solo evocare questa ipotesi, che pure oggi pare oggettivamente lontana, la preoccupazione di Sergio Mattarella si è infittita assai da metterlo in allarme. E Giorgia Meloni? Inquieta, stupìta, la descrivono “furiosa” per non riuscire a tenere a bada la sua ciurma, sempre più anarchica.

 

francesco spano - alessandro giuli - francesco gilioli - servizio di report

Quando Giuli ha lasciato il ristorante, l’amico l’ha salutato con un gesto di desolazione e con le parole di una resa imprevista e inimmaginabile fino a ieri, ma d’ora in avanti possibile, concreta, da mettere in conto: “Così frana tutto, cazzo!”.

 

Allerta, frana in arrivo. Non serve il servizio meteo perché in questo caso il cambiamento del clima interno al partito della destra italiana che si trova a dover gestire il 30 per cento dei voti e mille vite affamate di visibilità è un fatto certificato, ufficiale, definitivo.

 

VIGNETTA DI NATANGELO SUI CASI GIULI-SPANO E BOCCIA-SANGIULIANO

È vero o falso che Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura, aveva proposto di confermare Giovanna Melandri, cioè il nome del Pd, al Maxxi, il museo romano nel quale è invece sbarcato Giuli prima di approdare al Collegio Romano? Ed è vero che quella proposta Mollicone l’aveva avanzata col solo proposito di stoppare Giuli? Ed è vero che Giambattista Fazzolari, il drone ex missino che sorveglia gli affari interni dei ministeri, ha scomunicato Giuli, puntandolo al cuore?

 

Nel garbuglio di odi e rancorose antipatie (che diciamo di Giovanni Donzelli contro Arianna Meloni, per esempio?) Alfredo Mantovano è riuscito almeno nell’armistizio. Che pare – stando a quel che trapela da Palazzo Chigi – sia stato così definito: Giuli conserva il titolo a proporre un nuovo nome per la poltrona di capo di gabinetto, dopo che ben due in poco più di due settimane sono finiti in bocca ai pescecani, ma non ha più l’assoluta certezza che quel nome sarà il prescelto. Punto.

 

ARMATA BRANCA-MELONI - POSTER BY MACONDO

Il ministro si era già sfogato giorni fa: “Non hanno capito che sono un socialista liberale di radice gentiliana (Giovanni Gentile, il filosofo teorico dell’idealismo, fu una figura di spicco del fascismo italiano ndr). Conserverò la mia identità e la mia autonomia, costi quel che costi. Non sono così moderno da essere omosessuale, mi tocca specificare anche questo?

 

E non mi importa se tentano di ridicolizzarmi, di farmi divenire una presenza fissa nello show di Maurizio Crozza. Le mie parole che in Italia sembrano ora oscure oppure esoteriche, mi sono valse l’apprezzamento della Frankfurter Allgeimeine Zeitung (è un importante quotidiano tedesco, ndr) per il discorso fatto alla fiera del libro di Francoforte. Facciano pure ironia ma questa è la verità”.

 

La verità? È che non passa giorno che ci sia una nuova rivelazione, un colpo di teatro, una manciata di segreti da svelare, di cause da sostenere, di amicizie da conciliare. Dagospia rivela gli anni “leghisti” di Giuli, quando fu chiamato a redigere il programma politico della Lega. “Roba vecchia e soprattutto nulla di nuovo sotto il sole. Evidentemente D’Agostino ce l’ha con me”.

 

MEME SUL CASO GIULI-SPANO

Sulla natura del sole delle Alpi in effetti Giuli fu chiamato a intervenire. Il Fatto, ricostruendo la vicenda, è in grado di delineare le sue dimensioni. La proposta di scrivere il programma culturale della Lega nel 2018 fu avanzata a lui da Giancarlo Giorgetti. Alessandro andò da Giorgia a comunicare l’offerta ricevuta e lei diede il consenso. La dimensione dell’entusiasmo per la prova assai ardita lo coinvolse a tal punto da esondare un po’. Arrivò a scrivere: “I nemici della Nazione hanno le ore contate. Il sole delle Alpi è il sigillo che lega l’Italia dei popoli e la salverà dalla sconfitta”.

 

Il Giuli leghista piacque ai committenti padani e Matteo Salvini volle riceverlo e – immaginiamo – congratularsi per la bella prova. Gli venne addirittura proposta la candidatura in Parlamento. Troppo anche per chi, come Giuli, aveva sfidato il principio di gravità.

 

 

 

 

 

Articoli correlati

QUANDO GIULI ERA LEGHISTA: \'IL SOLE DELLE ALPI E IL SIGILLO CHE 'LEGA' L'ITALIA DEI POPOLI SOVRANI E

 

 

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…