draghi merkel sapelli

“LA NOMINA DI DRAGHI? SERVE A SALVARE L’INDUSTRIA TEDESCA” - L’ANALISI ECONOMICA DI GIULIO SAPELLI: “NON DEVE CROLLARE LA FORNITURA, LA SUPPLY CHAIN DEL VENETO, DELL'EMILIA, UNA CATENA INDUSTRIALE DI GRANDISSIMA QUALITÀ, RODATA DA 40 ANNI DI INTERCONNESSIONE CON I TEDESCHI, CHE NON SI PUÒ SOSTITUIRE - LA CINA NON PUÒ FORNIRE CIÒ CHE FORNIAMO NOI. È MENO STABILE E AFFIDABILE. LA NUOVA GUERRA FREDDA? LA CORSA ALLO SPAZIO, PERCHE’ CONQUISTARLO SIGNIFICA OTTENERE UN'ARMA MILITARE DI ROLLBACK. DI LÌ DERIVANO LE TECNOLOGIE PIÙ RIVOLUZIONARIE: INTERNET, GPS, SMARTPHONE...”

Alessandro Rico per “la Verità”

 

giulio sapelli

Giulio Sapelli è tornato in libreria con Nella storia mondiale. Stati, mercati, guerre (Guerini e associati). Una guida per interpretare questi tempi complicati.

Con una piccola profezia...

 

Professore, Mario Draghi è stato chiamato per salvare l' Italia, o per agganciarla definitivamente al treno europeo, con il piano di riforme legato al Recovery fund?

«La chiamata di Draghi non ha ragioni nella lotta politica europea, bensì nel processo di centralizzazione capitalistica».

 

Si spieghi.

«C'è un cambiamento che le élite economiche tedesche hanno imposto alla politica».

 

Cambiamento di che tipo?

«La conversione di Wolfgang Schäuble e soci alla mutualizzazione del debito, frutto delle pressioni della Confindustria tedesca».

 

mario draghi angela merkel

L'Europa è davvero cambiata?

«Rimangono in piedi tutti i trattati, ovviamente. Ma il Next generation Eu è un tentativo di passare dalla mutualizzazione del debito a un processo d'investimento diretto per la creazione di capitale fisso, occupazione e aumento del tasso di profitto».

 

L'operazione Draghi è interna a questo meccanismo?

«Mettiamola così: il processo di centralizzazione capitalistica se ne fa un baffo, della politica».

 

draghi merkel

Ma perché proprio Draghi?

«Lo spiega l'ex segretario al Tesoro, Timothy Geithner, nella sua autobiografia del 2014, Stress test, che purtroppo nessuno legge».

 

Che dice Geithner?

«Fu l'uomo inviato prima dal suo predecessore, Henry Paulson, poi direttamente da Barack Obama, a negoziare con i tedeschi la nomina di Draghi alla testa della Bce».

 

Perché?

«Perché Draghi si opponeva alla deflazione secolare in cui i tedeschi avrebbero voluto continuare a trascinare il continente».

GIULIO SAPELLI

 

Dunque, c'è sempre stato lo «zampino» di Washington?

«Chiariamoci: sono le culture a fare la storia economica».

 

E allora?

«La cultura della Federal reserve e del capitalismo nordamericano punta più alla crescita che alla stabilità dei prezzi. Altrimenti, dove andrebbe a finire Wall Street, che vive permanentemente a debito?».

STRESS TEST - LIBRO DI TIMOTHY GEITHNER

 

Collasserebbe?

«Ecco. Ancora una volta, la cultura del capitalismo nordamericano ha vinto sulla cultura dell'ordoliberalismo tedesco».

 

Grazie a Draghi?

«Si ricordi che Draghi, prima che un tecnico, è un fine politico».

 

Un fine politico?

«Certo. E gode di forte credibilità sia nei confronti dei nuovi Stati Uniti di Joe Biden, sia nei confronti dei tedeschi, che hanno imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo come negoziatore implacabile. E ormai si sono convinti a fare i conti con la realtà che lui rappresenta, spinti dalle necessità della loro stessa macchina produttiva».

 

In che senso?

industria tedesca

«Torniamo alla centralizzazione capitalistica: il punto è non far crollare la fornitura, la supply chain del Veneto, dell' Emilia...».

 

Bisogna salvare l'industria del Nord Italia?

(Sorride) «Non esattamente. Bisogna salvare l' industria tedesca».

 

Di cui quella italiana è fornitrice.

«Esatto. Bisogna salvare una catena industriale di grandissima qualità, rodata da 40 anni di interconnessione, che non si può sostituire».

 

merkel xi jinping

Non si può sostituire nemmeno con la Cina?

«I tedeschi ci hanno provato».

 

Ma?

«La Cina non può fornire ciò che forniamo noi. E il mercato cinese è meno stabile e affidabile».

 

Da che punto di vista?

«Il regime di Xi Jinping si è messo a giustiziare i capitalisti, i tycoon, di recente persino le loro mogli, accusate di adulterio».

 

Addirittura?

«E infatti, se legge i giornali tedeschi, si rende conto che pure loro iniziano ad aver paura dei cinesi. Molte imprese si stanno ritirando dalla Cina».

 

industria tedesca

Il quadro è più chiaro.

«Non a caso, del governo Draghi si è fatto interprete Sergio Mattarella. Rifletta sulle sue parole».

 

Quali?

«Il presidente aveva parlato di un governo che non deve avere una "formula politica"».

 

Allora?

«L'espressione "formula politica" è stata coniata da Gaetano Mosca, il fondatore della scienza politica. Che in Italia, cosa molto grave, abbiamo smesso di studiare».

GIULIO SAPELLI

 

E cos'è, per Mosca, la «formula politica»?

«La base morale delle classi dirigenti. Quindi, Mattarella ha fatto una dichiarazione disarmante: sostanzialmente ha detto che questo deve essere un governo politico, senza base politica».

 

Con dentro i politici, ma senza la politica?

«E difatti Draghi cos'ha fatto? Per distribuire i ministeri, ha applicato il manuale Cencelli».

 

Ma la politica tornerà?

«Sì, certo. Anzitutto, sul dossier per la transizione ecologica ed energetica».

 

Perché?

sergio mattarella e mario draghi

«Un ministro come Giancarlo Giorgetti e la Lega, unico partito ancora dotato di un insediamento territoriale, vogliono una transizione rispettosa dello sviluppo economico. Dall'altro lato, c'è la credenza magica nella decrescita infelice di 5 stelle e e Pd. Stabilire quale strada intraprendere sarà una decisione politica».

 

A proposito di transizione verde. Cito una frase tratta dal suo ultimo saggio: «L'economia mondiale [] è appesa al filo della follia. Uno di questi fili è la tendenza ormai incancrenitasi in progetti istituzionali mondiali, a risolvere i grandi problemi delle distorsioni prodotte dal tardo capitalismo a debito oggi imperante con regole transnazionali a direzione tecnocratica. Uno di questi esempi, il più preclaro, è la distruttrice utopia di poter risolvere i problemi energetici attraverso una "transizione" sovradeterminata tecnocraticamente».

BEPPE GRILLO E ROCCO CASALINO

 

Ha vaticinato il ministero verde, preteso da Beppe Grillo?

«I grillini credono che tutto debba scendere dall'alto. Ma Draghi sa benissimo che bisogna "mettere a terra" questa transizione ecologica. Bisognerebbe seguire l' esempio francese».

 

Cioè? Lì, in realtà, le vicende del ministero green sono state molto burrascose.

«Penso a un dettaglio preciso. Quando viene creato, i tecnocrati Ue e gli spagnoli, che sono al loro traino molto più di noi, chiedono che quel ministero sia chiuso».

 

Per quale motivo?

elon musk

«Perché volevano che tutto fosse in mano a Bruxelles. Insomma, questo ministero non è un favore all'Europa, bensì una sfida alla tecnocrazia europea».

 

Davvero?

«Certo, perché c' è la possibilità di lavorare dal basso, dal mercato, dall' auto organizzazione delle imprese e della società civile, per creare questa transizione. Dalle nebbie di Bruxelles si passa ai corridoi dei ministeri italiani. È già un passo avanti».

 

Insomma, lei è ottimista.

«Questo non è un governo Monti. Non è un governo di austerità, ma di spesa e rifondazione dello Stato. Unico appunto: loro pensano di poterci riuscire senza politica, invece la politica tornerà».

giorgio napolitano mario monti 1

 

Ma se c'è un rinnovato interesse degli Usa per Roma, perché tenere Luigi Di Maio alla Farnesina, dopo le sbandate filocinesi?

«La risposta è negli scritti di Antonio Gramsci sulla crisi organica dei partiti».

 

Oddio. Che sta per dire?

«Che i 5 stelle sono una "mucillagine peristaltica"».

 

Cosa significa?

«Non hanno base territoriale. Dunque, dipendono da chiunque eserciti una pressione su di loro. E su Di Maio, tramite Grillo, i cinesi hanno sempre esercitato una forte pressione. Perciò l' hanno tenuto alla Farnesina».

 

Cioè?

«L' unico modo per monitorare quelle pressioni è sottoporre Di Maio, come ministro, al controllo dell' opinione pubblica. Molto dipenderà, poi, dal soft power americano, affinché anche lui segua la strada di Lorenzo Guerini, che è un ottimo ministro della Difesa, filoatlantico».

 

GIULIO SAPELLI

In un suo recente articolo, lei ha notato che tra gli elementi che hanno contribuito a portare Draghi a Palazzo Chigi, c'è pure la «prossima nuova corsa allo spazio». A cosa si riferiva?

«Io penso che la chiave della transizione verso la crescita capitalista, la fuoriuscita dalla deflazione secolare, verrà solo da una nuova rivoluzione tecnologica».

 

Dunque?

«A differenza della tecnocrazia europea, credo che questa rivoluzione non possa venire dalle macchine elettriche. (Fragorosa risata). Verrà dalla corsa allo spazio».

 

Dice?

«Le grandi tecnologie che abbiamo a disposizione oggi derivano ancora dalla conquista della luna. Non a caso il capitalismo americano, ora, ha intrapreso la conquista di Marte. Mica è folklore».

 

un disegno del rover perseverance sul suolo di marte

No?

«È allo spazio che guardano americani e cinesi».

 

La corsa allo spazio è caratteristica di una guerra fredda, no?

«Verissimo. Perché conquistare lo spazio significa ottenere un'arma militare di rollback. E perché di lì derivano tutte le tecnologie più rivoluzionarie: Internet, Gps, smartphone... E noi qui parliamo di macchine elettriche? Di frigoriferi viaggianti?».

 

missione araba su marte

Magari: in realtà, qui s'è parlato dei monopattini...

«Ma che tecnologia vuole che ci sia lì sopra? Eppure, in Italia, abbia Avio spa:è l' unica azienda al mondo capace di produrre propellenti solidi per i razzi».

 

Addirittura?

«Abbiamo un' enorme potenzialità. Speriamo solo che Draghi e il buon Giorgetti trasformino la potenza in atto».

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