giuseppe conte

“NON È COME A MARZO. È MOLTO PEGGIO” – CARLO VERDELLI: “NON CI CREDE PIÙ NESSUNO CHE ANDRÀ TUTTO BENE. QUALCUNO HA CHIESTO SCUSA? NON RISULTA. QUALCUNO HA AVUTO LA DIGNITÀ DI GUARDARE NEGLI OCCHI LA NAZIONE PER DIRE «ABBIAMO SBAGLIATO, NON DIFENDIAMO L' INDIFENDIBILE, RIPARTIAMO CONSAPEVOLI DEI NOSTRI ERRORI»? NIENTE. SOLTANTO UN PENOSO SCARICABARILE TRA OGNI SINGOLA PARTE DEL VARIEGATO MOSAICO DI CHI È CHIAMATO A GESTIRE LA COSA PUBBLICA. IL RISULTATO È LA CATASTROFE”

GIUSEPPE CONTE SBADIGLIA AL SENATO

Carlo Verdelli per il “Corriere della Sera”

 

Vero, non è come a marzo. È molto peggio. Allora c' era un Paese preso alla sprovvista che, pur pagando un prezzo alto, trovò una compattezza e una compostezza che ci valse la stima del mondo.

 

carlo verdelli

Adesso, a parte il premier Conte (forse), non ci crede più nessuno che andrà tutto bene. E questa perdita di fiducia collettiva è l' effetto collaterale più grave di un devastante ritorno di fiamma del virus, certamente, ma anche di una tragica impreparazione sia a prevederlo che a gestirlo .

 

coronavirus ospedale di varese

Un' anestesista racconta, ed è una voce tra mille e mille: «Quello stanzone così pieno, tutti questi malati proni di cui non puoi neanche vedere i volti, 7 mesi cancellati, tutto troppo triste». Qualcosa di più che triste.

 

BAMBINI ACCALCATI PER ENTRARE SULL AUTOBUS

Il virus ci sta usando per riprendere slancio, per moltiplicarsi. Ha bisogno che i nostri corpi entrino in contatto con altri corpi, più siamo e meglio è. Per lui. Trasporti pubblici affollati, con la calca per infilarsi in un vagone della metro o sul predellino di un bus? Magnifico. Sciatori in coda per il primo weekend sulle piste? Perfetto. Spostamenti sui treni locali di gruppi di pendolari, per esempio verso Monza, dove c' è un picco tra i più preoccupanti? Benissimo così.

 

DOMENICO ARCURI CON LA MASCHERINA CALATA SOTTO IL NASO

Limitandoci all' Europa, il Sars-Cov-2 è risorto, le Borse affondano, gli Stati arrancano, il nostro purtroppo più di altri. E pensare che avevamo quasi vinto, almeno noi. Il 2 agosto, contavamo 239 nuovi contagi e 8 morti. Eravamo in salvo.

 

La cura italiana aveva funzionato. E allora, invece di lavorare come matti per rafforzare le difese, ci siamo messi a cantare e ballare, abbiamo rimandato di applicare il tanto che la prima ondata ci aveva insegnato, di colmare le mancanze strutturali che avevano contribuito allo sconquasso.

GIUSEPPE CONTE MEME

 

Le gare per la fornitura di tamponi rapidi e per il potenziamento delle terapie intensive sono partite il 29 settembre e il 2 ottobre, quando i buoi erano già fuori dalla stalla, la burocrazia rallentava il rallentabile, e si lasciava che si spegnesse la già flebile sintonia tra governo centrale e Regioni.

 

Giuseppe Conte e Lucia Azzolina by Osho

Qualcuno ha chiesto scusa? Non risulta. Qualcuno ha avuto la dignità di guardare negli occhi la nazione per dire «abbiamo sbagliato, non difendiamo l' indifendibile, ripartiamo consapevoli dei nostri errori»? Niente. Soltanto un penoso scaricabarile tra ogni singola parte del variegato mosaico di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica. Il risultato è la catastrofe, non solo sanitaria, verso cui ci stiamo speditamente avviando. Le 10 ore di coda per un tampone a Roma sono l' emblema, uno a scelta, di un Paese allo sbando.

protesta contro le misure anti covid a firenze 9

Nelle ultime due settimane, il numero dei positivi si è moltiplicato per sei. Adesso i morti superano i 200 al giorno e i contagiati sono oltre 30 mila in più da una sera all' altra, con la curva in costante impennata, la curva peggiore d' Europa.

 

La pandemia è con tutta evidenza fuori controllo e anche il Paese, per la prima volta, rischia di diventarlo. Da Trieste a Palermo, si moltiplicano e incattiviscono le manifestazioni di tutte le categorie toccate dall' ultimo Dpcm del presidente del Consiglio, il suo dodicesimo dal 23 febbraio, ultimo soltanto in ordine di tempo, perché presto ce ne sarà un tredicesimo, e poi un quattordicesimo, alla disperata rincorsa di un virus che sembra però aver innestato un' altra marcia.

 

GIUSEPPE CONTE URSULA VON DER LEYEN

Sono proteste alle quali non eravamo più abituati e tantomeno pronti, figlie di un disorientamento generale e di preoccupazioni anche comprensibili (se adesso ci chiudete, come faremo a sopravvivere, con tutto quello che abbiamo già perso?), alle quali si mischiano la rabbia delle periferie e il calcolo destabilizzante di gruppi di destra fuorilegge e di agitatori manovrati anche da lontano, per esempio da capitali che hanno tutto l' interesse che l' Italia e l' Europa implodano. Italiani angosciati, estremisti di professione, mercenari al servizio di Paesi iena che fiutano l' occasione di addentare una preda indebolita e afflitta: uno scenario delicatissimo, con i primi feriti tra le Forze dell' Ordine chiamate a contenerlo e con il terrore che ci scappi, prima o poi, un incidente simbolo. Povera patria, se dovesse succedere.

 

protesta contro le misure anti covid a firenze 18 23

Ripartiti a difenderci in grave ritardo, adottando misure che per adesso non frenano il Coronavirus e inevitabilmente danneggiano parti del nostro tessuto economico, viviamo ore in precario equilibrio su un filo sottilissimo. Eppure la consapevolezza della gravità estrema del momento non sembra davvero compresa.

 

Prevale un tatticismo in ordine sparso, dove un governatore chiude le scuole della sua regione, un altro abolisce l' orario del coprifuoco salvo poi rimetterlo, un leader della maggioranza attacca le decisioni dell' esecutivo di cui fa parte, e dove il leader dell' opposizione va in Parlamento senza mascherina e annuncia che non ci sarà una seconda ondata, mentre la seconda ondata ci sta già travolgendo.

vaccino coronavirus

 

In attesa di un vaccino che non arriverà a dicembre (imperdonabile l' errore di Conte di continuare a promettere l' impossibile: su larga scala non ne disporremo prima dell' autunno 2021), avremmo bisogno come il pane, anzi come l' aria che proprio il virus ci fa mancare, di una strategia chiara e onesta, alla quale contribuiscano tutte le tribù di cui è composta l' Italia, finalmente disposte a disarmarsi per unirsi, almeno il tempo necessario, a scongiurare il peggio che avanza. Chiamatela come preferite: unità nazionale, regia condivisa, concertazione d' emergenza.

coronavirus ospedale di varese 4

 

La minaccia oscura, incompatibile con il nostro stile di vita, non si dissolverà da sola. E il tempo che ci siamo incoscientemente lasciati per fronteggiarla è molto più corto delle prossime due o tre settimane, che paiono essere diventate la nuova frontiera prima dell' ora x, quale che sia.

GIUSEPPE CONTE DPCM MODE BY CARLIcoronavirus ospedale di varese 3coronavirus ospedale di varese 2

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)