“NON POSSO STARE IN COMPAGNIA DI QUESTI QUI. NON CI STO” – CARLO CALENDA HA DECISO SABATO POMERIGGIO DI MOLLARE L’ALLEANZA CON IL PD, DOPO LA CONFERENZA STAMPA DI LETTA CON BONELLI E FRATOIANNI. ENRICHETTO CAMMINAVA SULLE UOVA E HA SPECIFICATO CHE QUELLO CON CARLETTO ERA UN “PATTO DI GOVERNO”, QUELLO CON LA SINISTRA UN “ACCORDO ELETTORALE”. DISTINZIONE CHE HA INDISPETTITO ANCORA DI PIÙ IL “CHURCHILL DEI PARIOLI”: “SIAMO ALLEATI PER CAZZEGGIARE”

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Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio e Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

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«Non posso stare in compagnia di questi qui. Non ci sto». Ieri, di buon mattino, Carlo Calenda segnala alle persone a lui più vicine la prima pagina di Repubblica sulla quale campeggiano le foto dei leader del centrosinistra: Letta, Bonino, Calenda, Di Maio, Bonelli, Fratoianni. Ed è il fatto di ritrovarsi in compagnia di questi ultimi tre che gli fa saltare la mosca al naso.

 

«Non posso immaginare di salire su un palco con loro», dice a un amico. Però già sabato pomeriggio - dopo la conferenza stampa di Enrico Letta con Bonelli e Fratoianni - aveva deciso di rompere il patto siglato appena martedì scorso col segretario del Pd. Lo aveva indispettito che il leader democratico si fosse presentato al Nazareno con i due capi dei piccoli partiti di sinistra. Quell'immagine - veicolata su tutti i media avrebbe finito per fargli perdere importanza e centralità. Era la conferma di essere finito in quella che chiama «l'ammucchiata».

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Cinque giorni dopo averlo solennemente firmato, Calenda straccia l'accordo che lo legava al centrosinistra, con una formula generosa: 70 per cento dei collegi al Pd, 30 al suo piccolo partito, Azione. Farà il Terzo Polo. Forse con Renzi. Un voltafaccia così repentino ha pochi eguali nella storia politica del Paese. E colpisce anche perché, nel frattempo, non c'è stata alcuna violazione dell'accordo. Semplicemente Calenda ha cambiato idea. Vuole ballare da solo. [...]

 

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Sabato sera Calenda ha informato Letta che avrebbe rotto. Nel presentare Bonelli e Fratoianni, Letta aveva specificato che quello con Calenda era «un patto di governo», e quello con la sinistra «un accordo elettorale».

 

La distinzione, invece che rassicurarlo, lo aveva indispettito. «Siamo alleati per cazzeggiare », aveva commentato sarcastico con i suoi. «Chissà cosa dirà Letta quando presenterà Di Maio e Tabacci: "Siamo alleati per andare in discoteca insieme"». Ieri mattina nel piccolo mondo romano era chiaro a tutti che in tv Calenda avrebbe annunciato la rottura. […]

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