È ORA DI PROGETTARE GLI EUROBOND. LA STRADA E’ LUNGA MA DOBBIAMO COMINCIARE A INCAMMINARCI" - DRAGHI LANCIA UN SASSOLONE NELLO STAGNO DELL’EUROGRUPPO E NESSUNO FIATA, NEMMENO GLI EUROFALCHI: “È IMPORTANTE AVERE UN IMPEGNO POLITICO. DOVREMMO FARE COME GLI STATI UNITI. LÌ C'È UN SOLO MERCATO DEI CAPITALI, UN'UNIONE BANCARIA COMPLETA, UN SAFE ASSET COMUNE” - ANCHE LA MERKEL E’ D’ACCORDO MA LA CANCELLIERA E’ ORMAI A FINE CORSA…

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mario draghi consiglio europeo mario draghi consiglio europeo

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

Se l'Europa somigliasse un po' di più agli Stati Uniti, se fosse una vera federazione con un vero bilancio e un debito comune, forse la vicenda dei vaccini sarebbe andata diversamente. E invece la gestione della pandemia è stata un pasticcio, «e i cittadini si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche». Con il passare dei giorni Mario Draghi smette il guardaroba del banchiere centrale e si fa sempre più politico. La riunione a distanza dei capi di Stato dei Ventisette avrebbe dovuto avere in agenda molti temi, fra cui il delicato dossier russo.

 

mario draghi consiglio europeo 2 mario draghi consiglio europeo 2

Ma l'irrisolta emergenza Covid e la paura per le infiltrazioni informatiche hanno costretto i leader ad accorciare l'agenda e a dedicarla quasi esclusivamente ad uno dei grandi fallimenti della storia dell'Unione. Draghi davanti ai colleghi ripercorre l'ormai nota vicenda dei 29 milioni di dosi AstraZeneca stoccate nel deposito di uno stabilimento di infialamento ad Anagni. La segnalazione degli uffici della Commissione europea di Bruxelles, la telefonata al ministro della Salute Roberto Speranza, la lunga ispezione dei Nas dei Carabinieri.

 

mario draghi saluta biden consiglio europeo mario draghi saluta biden consiglio europeo

A quel punto Draghi, rivolto allo schermo, chiede a Ursula von der Leyen se quei vaccini poi spediti in parte in Belgio non possano restare almeno nell'Unione. «Le dosi prodotte nell'Unione saranno destinate alla Unione», risponde la tedesca. Le ispezioni hanno stabilito che si tratta di 16 milioni di dosi. Altri 13 milioni di fiale sono state prodotte invece in Cina e Corea del Sud.

 

«Quelle non possiamo bloccarle» e sono destinate al programma Covax per i paesi poveri. Durante la prima riunione dei Ventisette da premier, Draghi si era detto dubbioso sul fatto che i cittadini europei avrebbero capito l'importanza di quel programma. Quei dubbi non sembrano aver avuto la meglio. Il giudizio di Draghi sul lavoro di questi mesi di von der Leyen non è lusinghiero, ma fra partner occorre fair play.

MARIO DRAGHI AL CONSIGLIO EUROPEO MARIO DRAGHI AL CONSIGLIO EUROPEO

 

D'altra parte nemmeno Angela Merkel è soddisfatta del lavoro della sua ex ministra, ed entrambi sanno che governare istituzioni complesse non è facile. I due, nonostante l'incidente dello stop non concordato alle somministrazioni di AstraZeneca, si sentono molto spesso e sono in sintonia. Entrambi sono convinti che con l'aiuto di Joe Biden si possa risolvere il problema delle forniture dei vaccini.

 

Dall'altra parte dell'Atlantico sono custoditi milioni di dosi proprio del farmaco AstraZeneca, il cui utilizzo è bloccato dalla (finora) mancata autorizzazione dell'ente di controllo americano, l'Fda. La Casa Bianca ha deciso nel frattempo di inondare il mondo con un vaccino monodose simile per facilità d'uso a quello anglo-svedese, ovvero Johnson and Johnson.

 

mario draghi angela merkel mario draghi angela merkel

In Italia è già stato firmato un accordo per l'infialamento di quel prodotto in uno stabilimento laziale, i tedeschi hanno fatto un accordo simile allargato alla produzione. A Draghi e Merkel piacerebbe avere un'Unione capace di somigliare un po' di più agli Stati Uniti. «Lì c'è un solo mercato dei capitali, un'unione bancaria completa, un safe asset comune». Draghi per una volta usa il linguaggio tecnico, perché la traduzione è ancora un tabù verbale, nonostante il passo storico del Recovery Fund: il debito comune, gli eurobond. «Lo so che la strada è lunga, ma dobbiamo cominciare a incamminarci. È importante avere un impegno politico».

 

draghi merkel draghi merkel

Noi invece non riusciamo nemmeno a metterci d'accordo su un database che permetta di introdurre un passaporto vaccinale: né fra partner, né - come nel caso dell'Italia - dentro ai suoi stessi confini con le Regioni. Occorre fare un passo alla volta. Per Draghi il prossimo è «disegnare una cornice per la politica fiscale in grado di portarci fuori dalla crisi». Anche in questo caso il messaggio di Draghi è in toni diplomatici. Il senso lo si può tradurre così: cari colleghi nordici, dopo la pandemia è impensabile il ritorno alle vecchie regole del patto di Stabilità, ed è bene ragionare sin d'ora su quelle nuove.

 

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politica

“OCCORRONO DISCIPLINA E CONTINUITÀ NEL COLTIVARE L'ODIO” -  PAOLO GUZZANTI RANDELLA GLI ODIATORI CHE GIOISCONO PER I MALANNI DI BERLUSCONI: “GODONO A ESERCITARE LA LORO PERVERSIONE, TRATTANDO LA SUA SOFFERENZA E MALATTIA COME PRETESTI DI UN FURBO SCOLARO CHE CERCA SCUSE PER NON PRESENTARSI ALLA MILIONESIMA UDIENZA. NON SCRIVO CERTO PER BERLUSCONI, MA PER I MIEI COMPATRIOTI PIÙ GIOVANI CHE NON HANNO LA PIÙ PALLIDA IDEA DELLA TERRIBILE STORIA DI UN PAESE CRESCIUTO NELLA CULTURA DEL DISPREZZO…”

 

UN COMPENSO DA LECCARSI I BAFFI - ALDO GRASSO PERCULA D’ALEMA: “C'È UNA FRASE CHE MERITA ATTENZIONE: ‘SONO STATO PAGATO MENO DEL VALORE DELLE MIE PRESTAZIONI’. VISTO DA UNA PARTE, È IL GESTO DELL'ULTIMO COMUNISTA (VALGO DI PIÙ MA LO FACCIO PER IL BENE DELL'UMANITÀ). VISTO DALL'ALTRA, È IL GESTO DI UN NEO-LIBERISTA UN PO' INESPERTO (INCAPACE DI MONETIZZARE IL SUO VALORE DI SCAMBIO). VISTO DA NOI: D'ALEMA È UN NEO-IMPRENDITORE VITIVINICOLO, COME AL BANO E BRUNO VESPA…”

SPIE IN TILT: MANCINI BOMBARDATO DA CARLO BONINI – ‘’PIÙ IRRAGIONEVOLE DEL SOLITO, ANIMATO DA ROBUSTI PROPOSITI DI VENDETTA, LO 007 SI È MESSO PERSONALMENTE ALLA RICERCA DELLA FONTE DI "REPORT" CHE IL 23 DICEMBRE LO FILMÒ NEI SUOI CONVERSARI ALL'AUTOGRILL - IL METODO MANCINI È INFALLIBILE. PERCHÉ ANTICO QUANTO IL LAVORO DELLE SPIE. CREA UN PROBLEMA E CANDIDATI A RISOLVERLO – HA SEMPRE GODUTO DELL'AMICIZIA DI UN PESO MASSIMO COME IL PROCURATORE ANTIMAFIA DI CATANZARO NICOLA GRATTERI CHE, A QUALE TITOLO E PER RAGIONI CHE NON È TUTT'ORA DATO SAPERE, NON HA MAI SMESSO DI SPONSORIZZARNE LA NOMINA (“SOLTANTO NELL'AMBITO DI INTERLOCUZIONI E RAPPORTI ISTITUZIONALI”, HA DETTO IERI IL PROCURATORE AL ‘’FATTO’’)’’