meloni berlusconi salvini

“PRESIDENTE, DOVREMMO ESSERCI, VIENE A VEDERE?”, “GUARDATE VOI, INTANTO, IO POI ARRIVO” – BERLUSCONI HA PREFERITO NON ASSISTERE ALLA DIRETTA TV DI GIORGIA MELONI AL QUIRINALE: TROPPO FORTE LO SMACCO DI NON ESSERE PIU’ IL LEADER DELLA COALIZIONE – MA ATTENZIONE: I PROSSIMI MESI POTREBBERO ESSERE QUELLI IN CUI IL CAV DARA’ LE SUE “PICCONATE” (DA DRAGHIANO NON HA AVUTO ESITAZIONE A FARE CADERE IL GOVERNO DRAGHI) - A QUELLI CHE LO GUARDANO COME SE FOSSE AL TAPPETO, HA RICOMINCIATO A RACCONTARE LA VECCHIA STORIELLA SU…

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

berlusconi meloni salvini alle consultazioni

«Presidente, dovremmo esserci, viene a vedere?». «Guardate voi, intanto, io poi arrivo». Lo spettacolo d'arte varia, come lo avrebbe chiamato Paolo Conte, ha raggiunto un numero significativo di repliche. Per ora. E i numeri da trasformista navigato, disseminati in ogni dove per i lunghi decenni di una carriera da «numero uno», si sono visti anche adesso che nel campionato della politica quel gradino più alto del podio da secondo (dopo il sorpasso della Lega nel 2018) s' è fatto terzo (elezioni 2022).

 

Ma nel giorno della vera «destituzione», quello in cui la prima figura del centrodestra italiano che non è lui riceve nientemeno che l'incarico di guidare il governo del Paese, ecco, del Silvio Berlusconi «picconatore» degli ultimi giorni non c'è traccia.

meloni berlusconi salvini al quirinale

 

Niente «vaffa» come quello riferito in pubblico a Ignazio La Russa perché Giorgia Meloni intendesse, niente liti al chiuso delle stanze di Montecitorio, niente aggettivi messi in fila in un foglio in bella vista per i fotografi, niente fuori onda, audio più o meno rubati, niente «signora Meloni», nulla.

 

Più semplicemente, ma anche sorprendentemente, quando alle 16.30 sono iniziate in tv le dirette dal Quirinale, nella lunghissima attesa che separava l'ingresso della leader di Fratelli d'Italia nella stanza del presidente della Repubblica dall'uscita della stessa con la lista dei ministri, il Cavaliere ha preferito non vedere. «Guardate voi, io poi arrivo». Al pari di Salvini, aveva provato a mettersi in contatto Giorgia Meloni per scongiurare «qualche scherzo dell'ultimo secondo», poi rassegnandosi a un telefono muto.

berlusconi meloni salvini al quirinale

 

Qualche ora prima, attraversando i lunghi corridoi del Quirinale insieme alle delegazioni del centrodestra e alla designanda presidente del Consiglio, Berlusconi invece non era riuscito a frenare l'insopprimibile voglia di mostrarsi ancora una volta come il «primus» che relega gli altri al ruolo di «pares» (pari tra di loro, mica con lui), quello che le cose le conosce non per averle studiate ma per averle vissute, e prima e meglio e più volte degli altri.

 

E quando, passando dalla Sala degli Arazzi di Lille, aveva iniziato a dire rivolto a Meloni «sai, la prima volta che sono passato di qua...» - con implicito richiamo alla primavera inoltrata del 1994, il suo primo governo - all'altra, che evidentemente temeva interventi scomposti nel colloquio con Mattarella, erano venuti i sudori freddi.

silvio berlusconi matteo salvini giorgia meloni al quirinale

 

Poi qualcosa è successo, di significativo: il silenzio durante la consultazione collettiva, qualche secondo di rassicurazioni sulla politica estera appartato col solo capo dello Stato e infine quel sopracciglio inarcato, con diabolico scambio di sguardi con Matteo Salvini, mentre Meloni parlava ai giornalisti della «indicazione unanime sul mio nome».

 

È possibile che neanche Berlusconi sappia quale, delle tante volte che la vita gli si è presentata davanti con la scritta «the end», sia stata più dolorosa delle altre. Se la bruciante caduta per mano di Bossi del primo governo del '94, gli scandali del 2009, il «golpe» ( copyright suo) del 2011 col passaggio della campanella a Mario Monti, la condanna definitiva del 2013, il sorpasso della Lega nel 2018 o adesso che una donna cresciuta nel centrodestra da lui fondato per la prima volta prende il suo posto a capotavola, relegandolo lontano dalla tv nel momento dell'annuncio finale. Nel corso degli anni la scena nella sua testa era un'altra: «Io presidente della Repubblica che do l'incarico al miglior presidente del Consiglio possibile, e cioè Gianni Letta».

 

meloni lupi berlusconi e salvini al quirinale

Ecco, da questo sogno è passato talmente tanto tempo che ora è ingiallito come una vecchia fotografia. A colori, adesso, c'è quella televisione che Berlusconi ha raggiunto in tempo per assistere senza alcuna voglia, e con apparente distrazione, al momento clou del grande giorno di Meloni.

 

Per tornare a mettere in pratica lo stile delle «picconate» mutuato dal suo compianto amico Francesco Cossiga, stile che ha usato per apporre (insieme a Conte e Salvini) anche la sua firma sulla fine anticipata del governo di Mario Draghi, ci sarà spazio e tempo nei prossimi mesi. D'altronde, a quelli che lo guardano come se fosse al tappeto, ha ricominciato a raccontare la vecchia storiella sull'origine della sua fortuna, quando si sdraiava per terra su un terreno appena acquistato, per mostrare ai possibili acquirenti l'esatta metratura del soggiorno nella casa che gli avrebbe venduto. Fedele Confalonieri, accanto a lui, reggeva un metro.

berlusconi salvini meloni al quirinale per le consultazioni lupi meloni cattaneo berlusconi salvini al quirinale

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)