vladimir putin ucraina guerra

“PROTESTATE, LOTTATE, SCAPPATE. ORA È IL MOMENTO DI SCEGLIERE” – L’APPELLO DI ZELENSKY AI CIVILI RUSSI COOPTATI DA PUTIN PER COMBATTERE LA GUERRA IN UCRAINA – LA BATTAGLIA NON È PIÙ SOLO IN TV PER I TANTI UOMINI RUSSI (GIOVANI E MENO GIOVANI) CHE NON CAPISCONO IL PERCHÈ VENGANO FATTI SALIRE SUI PULLMAN DIREZIONE TRINCEA - QUANDO MOLTI DI LORO TORNERANNO IN UNA BARA COME FARÀ MAD-VLAD A SPIEGARE LA SUA FOLLIA?

Anna Zafesova per “la Stampa”

 

SOLDATI RUSSI

Donne che piangono senza nemmeno cercare di nascondere le lacrime ai figli che tengono in braccio. Ragazze che non riescono a staccarsi dall'ultimo abbraccio con i loro fidanzati. Bambini che fanno ciao con la manina gridando «torna presto», e i loro papà che salutano da dietro il vetro del pullman, con un sorriso appena accennato sul volto sgomento.

 

soldati russi in donbass

Nessuno sembra essere animato da spirito marziale o esaltato da orgoglio patriottico: più che gruppi di riservisti mobilitati, gli uomini caricati sui pullman sembrano condannati in attesa di partire per i lavori forzati, spaventati e rassegnati. Sono scene che arrivano da diverse regioni russe, dove i primi reclutati dalla "mobilitazione parziale" indetta per decreto del presidente russo vengono chiamati sul fronte ucraino.

 

Soldati russi morti

La guerra non è più soltanto in tv, e milioni di famiglie sono in ansia, non solo per i figli, ma anche per i padri: in numerosi filmati si vedono riservisti non giovanissimi, e da diverse regioni arrivano segnalazioni di convocazioni arrivate anche agli over 60, in quella che appare sempre più chiaramente una mobilitazione che di "parziale" non ha nulla.

 

I prigionieri russi 2

Il ministero della Difesa russo continua a rassicurare che la chiamata in guerra non riguarderà studenti, ma a Ulan-Ude gli studenti sono stati convocati in caserma direttamente dall'aula universitaria, e nelle periferie di Mosca ieri sera i poliziotti consegnavano le lettere di coscrizione ai ragazzi in uscita dalla metropolitana, a tappeto, studenti e non.

 

RUSSIA - MILITARI DURANTE LA PARATA

Gli avvisi di convocazione ai commissariati militari sono piovuti a migliaia, distribuiti porta a porta da messi comunali e portinai, insegnanti e capi ufficio, nelle scuole e nelle fabbriche. Il giornale Novaya Gazeta ha rivelato ieri che il punto segreto del decreto di Putin sulla mobilitazione - nel testo pubblicato dopo il punto 6 si passa direttamente all'8 - riguarderebbe i numeri della chiamata alle armi: non i 300 mila annunciati dal Cremlino, ma un milione, diviso in tre ondate fino al febbraio 2023, in altre parole un russo su 25 nella fascia di età 18-65.

soldati russi sparano a due civili disarmati

 

Un numero che viene confermato anche da Volodymyr Zelensky, che nel suo appello serale si è rivolto ai russi in russo: «Prenderanno tutti, dovete scegliere se vivere o morire, rimanere mutilati o restare sani».

 

soldati russi sparano a due civili disarmati

La fuga di notizie su un milione di riservisti è stata smentita dal portavoce presidenziale Dmitry Peskov, che però non gode di molta fiducia dopo aver negato risolutamente pochi giorni fa l'ipotesi di una mobilitazione. Intanto il figlio di Peskov è diventato oggetto di un clamoroso scherzo dei giornalisti dell'opposizione di Alexey Navalny, che gli hanno telefonato fingendosi dei militari che lo chiamavano alle armi: il giovanotto ha risposto sprezzante che non ha nessuna intenzione di presentarsi e che «risolverà la questione a un altro livello».

 

soldati russi sparano a due civili disarmati

L'esilarante video della telefonata ha alimentato la rabbia che molti russi stanno riversando anche sulle bacheche dei capi del regime putiniano, lamentandosi che a venire chiamati al fronte saranno i figli dei poveri e non quelli dei ricchi e potenti: «Non abbiamo presente, non abbiamo futuro», gridavano ieri i coscritti in un commissariato militare del Daghestan, una delle zone più povere del Caucaso. Più che una mobilitazione "parziale" e mirata, sembra una retata di dimensioni nazionali, e gli attivisti dalla Buriazia - la poverissima regione siberiana che ha uno dei tassi più alti di caduti in Ucraina - denunciano il reclutamento di interi villaggi, così come in Yakuzia, in Cecenia e in altre repubbliche di minoranze etniche non slave.

 

soldati russi sparano a due civili disarmati

Una autentica "pulizia etnica", denunciano le associazioni locali, e molti buriati stanno fuggendo in Mongolia, esattamente come gli abitanti della parte europea della Russia che stanno aspettando in code chilometriche di poter varcare il confine con la Finlandia e con la Georgia. I pochi voli aerei per l'estero registrano il tutto esaurito per i prossimi giorni, nonostante biglietti che costano ormai migliaia di euro. I passeggeri in attesa negli aeroporti sono prevalentemente uomini giovani: al confine vengono interrogati, ma per ora vengono lasciati partire, mentre in alcune regioni russe i commissariati militari hanno già proibito ai maschi di viaggiare anche all'interno della Russia, con gli addetti ferroviari e la polizia stradale che controllano i documenti.

corpi dei soldati russi morti nei vagoni frigo ucraini 7

 

La mobilitazione viene utilizzata anche come punizione: molti manifestanti arrestati nelle proteste a Mosca si sono visti consegnare la convocazione in caserma. Un modo per eliminare i giovani, i più critici del regime, usandoli come carne da cannone, che però potrebbe rivelarsi un boomerang per Putin, che così mette armi in mano a quelli che più lo odiano.

 

corpi dei soldati russi morti nei vagoni frigo ucraini 4

La maggioranza dei potenziali riservisti però per ora preferisce tentare la fuga, e le Ong offrono consigli e aiuto per evitare l'esercito. Chi non riesce a emigrare sta cercando medici o funzionari militari da corrompere, o almeno cambia casa per non farsi trovare. Nelle finestre dei commissariati militari cominciano a volare le prime bottiglie molotov, come chiesto anche da Navalny che dal carcere ha esortato i suoi sostenitori ad abbadonare la regola della non violenza.

 

SOLDATI RUSSI GIUSTIZIATI A TERRA DAGLI UCRAINI

Anche Volodymyr Zelensky ha chiesto ai russi di ribellarsi: «Protestate, lottate, scappate. Oppure consegnatevi prigionieri in Ucraina», ha detto, ricordando ai russi che se sono arrivati a questo dilemma tragico è perché «avete taciuto, ma ora è il momento di scegliere».

soldati ucraini uccidono militari russi 4PROTESTE E ARRESTI IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN 2Dmitrij Peskov e vladimir putinPROTESTE E ARRESTI IN RUSSIA CONTRO LA CHIAMATA ALLE ARMI DI PUTIN

Ultimi Dagoreport

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)