vladimir putin olaf scholz mario draghi emmanuel macron

“PUTIN STA TENTANDO DI SPACCARE IL FRONTE EUROPEO” - MARIO DRAGHI È CONVINTO CHE LA MOSSA DI “MAD VLAD” SUL GAS SERVA A DIVIDERE L’UE. LO ZAR PUÒ DORMIRE SONNI TRANQUILLI: CI PENSIAMO GIÀ DA SOLI! - LA FRANCIA SOSTIENE LA LINEA DELLA FERMEZZA CONTRO IL “MACELLAIO” RUSSO. TE CREDO: NON DIPENDE DAL GAS DI MOSCA, COME INVECE L’ITALIA, E SOPRATTUTTO LA GERMANIA. BERLINO SEMBRA STRANAMENTE TRANQUILLA DOPO L’USCITA DI PUTIN. SANNO QUALCOSA CHE NOI NON SAPPIAMO?

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

mario draghi 5

Due giorni fa, appena chiuso il video-collegamento con il Cremlino, Draghi aveva preferito guardare il bicchiere mezzo pieno. E registrare i piccoli segnali di apertura colti nel colloquio con Putin. Il tutto, ovviamente, senza abbandonarsi a facili illusioni e con la consapevolezza che l'affidabilità dell'interlocutore resta tutta da verificare. Un'apertura di credito, insomma.

 

Anche nel tentativo di farsi parte attiva di una mediazione che ha come obiettivo un salto di qualità dei negoziati che fino ad oggi non si è visto.

 

draghi putin

Così, ancora ieri in tarda mattinata, incontrando la stampa estera accreditata in Italia, il premier aveva scelto un approccio sì realista («dobbiamo attenerci ai fatti») ma anche di speranza («le posizioni delle due parti si sono un po' avvicinate»).

 

Ribadendo che «non è accettabile» né «fattibile» pagare in rubli le forniture di gas dalla Russia perché «i contratti prevedono» il saldo «in euro o dollari». Tema, quest' ultimo, affrontato proprio nel colloquio con Putin. «Quello che ho capito - spiega l'ex Bce- è che la conversione in rubli è un fatto interno alla Federazione russa».

 

putin gas

Fino al primo pomeriggio, dunque, l'impressione è che sulla questione Mosca abbia deciso di fare un passo indietro. Poi il Cremlino fa sapere che Putin ha firmato il decreto che regola il commercio del gas con i cosiddetti «Paesi ostili».

 

Da oggi, spiega il presidente russo, i contratti esistenti «saranno sospesi se gli acquirenti non pagheranno in rubli». Il braccio di ferro sul gas, quindi, ricomincia. Con una precisazione: al decreto - scrive la Tass - potranno essere applicate eccezioni valutate da una apposita Commissione governativa.

 

GASDOTTI RUSSI

Non un dettaglio: potrebbe essere un modo per lasciare aperto uno spiraglio oppure una mossa per «ricattare» i singoli Paesi dell'Ue, autorizzando l'eccezione solo a chi si mostra più conciliante. Di certo, è la convinzione di Draghi, Putin sta «tentando di spaccare il fronte europeo».

 

Il quadro, insomma, si va complicando. Al punto che dopo una serie di contatti tra le diplomazie europee si decide di prendere tempo per studiare una strategia comune. A Bruxelles, infatti, itecnici della Commissione stanno valutando i vari aspetti giuridici.

Ma Parigi, Berlino e Roma non sono esattamente sulla stessa lunghezza d'onda.

 

La Francia sostiene una linea di estrema fermezza, mentre la Germania non sembra particolarmente preoccupata dall'uscita di Putin. Il governo italiano è invece su una via mediana, con Draghi sempre più convinto della necessità di «una risposta europea coordinata».

draghi scholz

 

Questo ha detto ieri nei colloqui con Macron prima e Scholz poi. E con entrambi è tornato sul cosiddetto price cap. D'altra parte, l'Italia - insieme alla Spagna è uno dei Paesi che in sede Ue (prima a Versailles e poi a Bruxelles) più ha spinto per l'introduzione di un tetto europeo alle tariffe. Un meccanismo di controllo dei prezzi che però non convince Berlino, oltre ovviamente al blocco dei nordici.

 

mario draghi emmanuel macron versailles

Il governo italiano, intanto, continua a lavorare sulla diversificazione dell'approvvigionamento energetico. Oggi, infatti, Di Maio sarà in Azerbaijan, dopo essere già stato in Algeria, Qatar, Congo, Angola e Mozambico, tutti paesi chiave nella produzione di energia.

 

E nelle prossime settimane proprio lo stesso Draghi potrebbe volare ad Algeri per rafforzare una partnership sull'energia che ci renda sempre meno dipendenti dalla Russia.

 

vladiimir putin dona un mazzo di fiori ad angela merkel

Per il momento, spiega il ministro della Transizione ecologica Cingolani, le riserve italiane di gas consentono comunque di «mandare avanti le attività del Paese» anche in caso di «brusche ed improbabili interruzioni delle forniture russe». Nonostante questo, però il protocollo impone di valutare se passare alla fase due del Piano di emergenza nazionale del gas.

MARIO DRAGHI ROBERTO CINGOLANI

 

Il 26 febbraio, infatti, Cingolani annunciò il livello uno (lo stato di early warning), un'allerta che entra in vigore anche in situazione non estreme, come accadde per esempio nel 2018 quando il freddo superò le medie stagionali. È evidente che la situazione oggi è ben diversa, ecco perché si ragiona sull'opportunità di passare al livello due (alert) dei tre (emergency) possibili.

VLADIMIR PUTIN

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!