luigi di maio silvio berlusconi

“QUEL RAGAZZO È PROPRIO BRAVO” – SILVIO BERLUSCONI NON HA MAI NASCOSTO LA SUA SIMPATIA PER DI MAIO E IN QUESTE ORE FREME: CERTO, FORZA ITALIA RESTA VINCOLATA ALL’ALLEANZA CON SALVINI E MELONI, MA IL CAV GUARDA CON INTERESSE ALLA NASCITA DI UN POLO MODERATO. I PONTIERI PER IL CENTRINO CI SONO GIÀ: BRUGNARO, TOTI, TABACCI. MA TAJANI PRENDE LE DISTANZE: “MOLTI GENERALI E POCHI SOLDATI"

Emanuele Lauria e Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

 

BERLUSCONI DI MAIO

"Quel ragazzo è proprio bravo". Silvio Berlusconi ha una vecchia simpatia per Luigi Di Maio, narrata dallo stesso ministro degli Esteri nel suo libro: il Cavaliere, nella primavera del 2019, lo inseguì nei corridoi di Mediaset per fargli i complimenti.

 

E con soddisfazione, racconta chi l'ha sentito, l'ex premier ha commentato in queste ore la scissione dei 5S voluta dal suo "pupillo": l'idea di Berlusconi, al di là del giudizio personale su Di Maio, è che comunque sia positivo il fatto che la parte più moderata del Movimento si sia messa in proprio, staccandosi dai colleghi radicali che in passato l'hanno demonizzato.

DEPUTATI E SENATORI PASSATI CON INSIEME PER IL FUTURO

 

Possibilità di dialogo fra il tycoon di Arcore e il giovane scalatore di Pomigliano? Solo una suggestione, al momento, anche perché Forza Italia resta vincolata all'alleanza di centrodestra con Lega e Fdi.

 

I primi a fare da pontieri verso Di Maio, in ogni caso, sono i centristi della coalizione di Berlusconi, i fondatori di Coraggio Italia Giovanni Toti e Luigi Brugnaro che proprio ieri hanno dovuto registrare il fallimento della loro creatura nata poco più di un anno fa: il gruppo alla Camera è destinato a sciogliersi dopo gli ultimi due addii che ne hanno ridotto la consistenza a 18 deputati.

 

coraggio italia di giovanni toti e luigi brugnaro

Il Centro che si riorganizza è il vero punto di approdo di Insieme per il futuro: interlocutori naturali sono Sala, Pizzarotti, un po' più difficile il rapporto con Calenda e Renzi. Un deciso sostegno, a Di Maio, lo dà Bruno Tabacci, grande orditore di manovre centriste e da diversi mesi consigliere del ministro, con cui i contatti e gli incontri sono stati frequenti anche nel periodo della corsa al Quirinale.

 

bruno tabacci

Proprio Tabacci potrebbe mettere a disposizione il suo simbolo per far decollare un gruppo dei dimaiani anche al Senato. Molto dipenderà dalla legge elettorale: una riforma in senso proporzionale accrescerebbe il peso di un'operazione del genere. Ci crede poco Antonio Tajani, coordinatore di Fi: "Il polo di Centro? Un luogo dove ci sono molti generali e pochi soldati".

 

Definita è l'area politico-culturale in cui si muove Di Maio: le linee guida sono quelle dell'atlantismo, che lo avvicinano al ministro leghista Giancarlo Giorgetti, già compagno di pizza durante le trattative per il Quirinale (comune predilezione per il Mattarella bis e per Giuliano Amato).

 

Giorgetti martedì ha ribadito la sua collocazione parlando all'assemblea di AmCham Italy, affiliata alla Confindustria statunitense: "Abbiamo due punti di forza, i nostri imprenditori e l'alleanza con gli Usa. Quest'ultimo è un elemento di grande importanza".

 

giancarlo giorgetti luigi di maio 1

In questo scenario prende forma la Cosa di Di Maio. Il primo passo fondativo di un nuovo gruppo parlamentare, formalità burocratiche a parte, è rappresentato dall'apertura di una nuova chat. Se nel M5S una delle lamentele più frequenti era l'idiosincrasia di Giuseppe Conte per il telefono e per whatsapp ("non risponde mai!"), in Insieme per il futuro è Di Maio stesso - attentissimo nel dare un po' di corda a tutti - ad aprire il gruppo social.

 

Uno per il Senato e uno per la Camera, con un messaggio di saluto e un caldo invito: ora cominciamo ad organizzarci, qui dentro il palazzo ma non solo. "Non cadiamo nelle provocazioni - ha detto il ministro ai suoi - manteniamo la calma e guardiamo avanti per aggregare e costruire qualcosa di nuovo".

 

antonio tajani silvio berlusconi convention di forza italia

Per oggi è prevista la prima assemblea dei parlamentari, ci sarà da individuare i nuovi capigruppo e in pole position ci sono Vincenzo Spadafora a Montecitorio e Primo Di Nicola a Palazzo Madama. Anche se l'ex capo politico vuole una discussione vera su questo punto: "Devono decidere i parlamentari, altrimenti ripetiamo gli errori di Conte". Quotato l'arrivo dell'ex ministra Lucia Azzolina.

 

In missione in Serbia, Di Maio ha tenuto comunque un filo diretto con Roma, ricatapultato nel ruolo di capo politico, o qualcosa del genere. E va bene che il ministro ha spergiurato di non voler fare un partito personale, ma intanto questi 61 parlamentari strappati al Movimento sono davvero "suoi", lui ha scelto il percorso, lui ha dettato i tempi, lui ha spiegato i motivi pubblicamente martedì sera. Lui si intesta onori e oneri di questa scommessa.

SALVINI DI MAIO BERLUSCONI giancarlo giorgetti luigi di maio GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO salvini berlusconi di maio

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...