raphaël glucksmann macron bardella le pen

“QUELLA DI MACRON E’ UNA FOLLIA. LE ELEZIONI ANTICIPATE SONO UN AZZARDO” – IL LEADER DEI SOCIALISTI FRANCESI GLUCKSMANN SI DICE “DISGUSTATO” PER LA SCELTA DEL TOY BOY DELL’ELISEO: “HA ACCONTENTATO BARDELLA. COSI’ APRE LA STRADA ALL’ESTREMA DESTRA” – MA POI CHIAMA AL FRONTE ANTI-LE PEN: “DA DOMANI CI RIMETTIAMO AL LAVORO, SUBITO, PER FERMARE LA DESTRA”

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«È inaccettabile, è una follia», dice Raphaël Glucksmann scuotendo la testa.

 

Raphael Glucksmann 49

 

Siamo sulla collina di Ménilmontant, dietro le quinte della Bellevilloise, la prima cooperativa parigina fondata nel 1877 per «permettere alle persone di estrazione modesta di accedere all’educazione politica e alla cultura», e il capolista socialista non ha neanche il tempo di festeggiare l’ottimo risultato (14%) che rompe il bipolarismo Macron-Le Pen.

 

«La lotta è appena iniziata: da domani ci rimettiamo al lavoro, subito, per fermare l’estrema destra», ha appena detto ai suoi militanti che esultano. Passano pochi minuti, e l’annuncio delle elezioni anticipate accorcia spaventosamente i tempi: mancano 20 giorni, poi Bardella potrebbe diventare premier. Glucksmann non riesce a crederci.

 

Che cosa pensa della decisione di Macron?

MACRON SCIOGLIE IL PARLAMENTO

«Sono disgustato. Macron ha ubbidito all’ingiunzione di Bardella, che invocava lo scioglimento dell’Assemblea. Lo ha accontentato».

 

Non è un modo per prendere atto della sconfitta?

«No, è la dimostrazione che la maggioranza presidenziale e lo stesso presidente della Repubblica si sono dimostrati incapaci di fare fronte alla loro responsabilità storica, cioè fermare l’avanzata dell’estrema destra, che oggi in Francia arriva al 40% (se si somma il risultato del Rassemblement national con quello del partito di Eric Zemmour e Marion Maréchal, ndr ). Le elezioni anticipate adesso sono un gioco pericoloso, un azzardo che resterà come una macchia, una di più, nel quinquennio di Emmanuel Macron».

Raphael Glucksmann 49

 

Quali saranno le conseguenze a livello europeo?

«La nostra linea non cambia. Da settimane abbiamo proclamato che i socialisti faranno sempre sbarramento all’estrema destra e non consentiranno maggioranze o collaborazioni con i partiti come quello di Giorgia Meloni in Italia, Viktor Orban in Ungheria o Marine Le Pen in Francia. Se Ursula Von der Leyen e qualcuno nel Partito popolare europeo è tentato da questa ipotesi, sappia che perderà il nostro appoggio.

bardella marine le pen

 

Con l’ex vicepresidente della Commmissione, l’olandese Frans Timmermans, abbiamo stilato l’appello di Parigi, firmato anche dall’italiana Elly Schlein, che ci impegna a nessun compromesso con l’estrema destra europea».

 

Che però avanza in tutta Europa. Al di là del caso francese, qual è la sua reazione a questo 9 giugno?

«Non dobbiamo rassegnarci all’inesorabilità della loro presa del potere, possono essere fermati, se li combattiamo con fermezza, decisione, sincerità, senza compromissioni e esitazioni, come ha fatto Macron votando assieme a loro la legge sull’immigrazione. È un momento drammatico per l’Europa, un momento che ci chiama alla lotta. La condurremo in modo pacifico, senza eccessi, senza attacchi personali, senza odio, solo con la forza delle nostre convinzioni. Sono convinto che ce la faremo.

Raphael Glucksmann 45

 

Stando alle percentuali, il suo successo è forse l’unica sorpresa di queste elezioni, in Francia. Come lo spiega?

«Ai miei comizi ho incontrato tante persone che alle presidenziali avevano votato Macron, o Mélenchon, o l’ecologista Jadot, ma sono attratte dalla nostra proposta perché non devono più scegliere tra le diverse parti che compongono la loro identità politica. Il nostro programma è europeista, solidale e ambientalista. Con noi nasce un nuovo spazio politico che concilia ecologia, democrazia, solidarietà sociale, parità tra i sessi, e che rifiuta gli estremismi».

 

IL DISCORSO ALLA NAZIONE DI EMMANUEL MACRON DOPO LE EUROPEEIL DISCORSO ALLA NAZIONE DI EMMANUEL MACRON DOPO LE EUROPEE

(…)

Marine Le Pen Jordan Bardellamarine le pen jordan bardella

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…