grillo casaleggio di maio fico di battista m5s

“QUESTI MI COSTRINGONO A RIPRENDERMI IL M5S…” - BEPPE GRILLO HA CAPITO CHE LA SCISSIONE GRILLINA E’ VICINA E, A 71 ANNI, E’ COSTRETTO A TORNARE IN PISTA - SE NON RIMETTE ORDINE NEL MOVIMENTO IL GOVERNO VA IN TILT: CON DI BATTISTA SCHEGGIA IMPAZZITA, E’ NECESSARIO METTERE PACE TRA DI MAIO E FICO, TAVERNA E PATUANELLI - IL RUOLO DI CASALEGGIO, L’IMMOBILISMO DI VITO CRIMI, I CASI RAGGI E APPENDINO…

Simone Canettieri per “il Messaggero”

 

fico grillo di maio

A chi domenica, dopo il tweet che ha incenerito Alessandro Di Battista, gli ha mandato messaggi ed emoticon con mille cuoricini Beppe Grillo ha risposto così: «Presto starò a Roma, voglio starvi vicino». E se nel 2017, con l'elezione a capo politico di Luigi Di Maio il fondatore annunciò un «passo di lato», adesso è pronto a farne un altro, ma «in avanti».

Di fatto, registra chi parla spesso con lui in queste ore convulse, «Beppe è tornato». La linea del Garante, confessata agli amici con una battuta delle sue, è questa: «Sono pronto a ritornare e a indicare la via!». Ergo: un accordo organico nell'alveo del centrosinistra con la destra sovranista.

 

grillo di maio

Grillo, a 71 anni, sa che non potrà essere presente su tutti i temi come prima. Ma allo stesso tempo è consapevole che «se non scende adesso in campo, il governo potrebbe cadere nel caos, in una fase storica in cui gli italiani chiedono altro».

 

Ecco perché la prima preoccupazione dell'«Elevato», intenzionato a calarsi per un po' tra i comuni mortali, è la tenuta dell'esecutivo Conte. E la consapevolezza che altrimenti il caos sarebbe più di uno scenario giornalistica. Dalla scissione parlamentare di chi sostiene Di Battista su una linea identitaria, ai giochi di Palazzo di qualche enfant prodige.

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

 

E proprio Luigi Di Maio, abile a fiutare l'aria che tira, a cercare in queste ore una posizione mediana che tenga dentro tutti: da Dibba a Beppe. «Io ci sarò», dice infatti il ministro degli Esteri. Pronto subito ad allinearsi con il Garante e contro Dibba sul congresso del Movimento: «Non è una priorità per l'Italia».

 

Intanto nelle segrete stanze del Movimento, tra gli uffici notarili di Milano e Roma, il grosso dei ragionamenti gira sullo Statuto. Che al momento prevede un capo politico (Vito Crimi), ma che in futuro dovrebbe essere cambiato - previa voto sulla rete, cioè su Rousseau - per arrivare alla famosa «gestione collegiale». «Un direttorio 2.0», lo chiama Roberta Lombardi, volto storico dei pentastellati e membro del comitato di garanzia.

 

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

LE IPOTESI

In questo scenario Grillo potrebbe fare due cose: candidarsi pro-tempore «ma per plebiscito sapendo che nessuno lo sfiderebbe», raccontano i suoi amici; oppure accompagnare, ma questa volta in prima fila, tutte le anime tumultuose che, in maniera diversa, si riconoscono in questo esecutivo. Da Di Maio a Fico, passando appunto per Paola Taverna e Stefano Patuanelli. Il problema in questa fase rimane proprio Di Battista, una mina vagante.

 

Che sembra comunque intenzionato ad andare avanti, a cercare la guida del Movimento soprattutto in ottica futura. Quando cioè ci saranno le elezioni e solo lui, tra i big, potrà correre senza andare in deroga alla regola del secondo mandato. Un pallino in questo momento di Davide Casaleggio, «sempre di più sotto attacco».

GRILLO DI MAIO DI BATTISTA

 

Tanto che quando ieri mattina alle 7, prima che la notizia arrivasse sui rulli delle agenzie di stampa italiane, è stato avvisato dello scoop del quotidano Abc, ha messo in fila gli ultimi fatti: le inchieste tv su Rousseau, la rivolta dei parlamentari, spalleggiati dai big, contro l'obolo mensile di 300 euro da donare alla piattaforma, la tentazione di estrometterlo dalla gestione del Movimento relegandolo a puro «service esterno».

 

Una serie di fatti in vorticosa sequenza - per ultima, appunto, c'è la vicenda dei presunti fondi dati dal regime venezuelano al padre Gianroberto nel 2010 - che fa pensare ai suoi collaboratori a «un dossieraggio interno». «Anche perché si tratta di una vicenda già uscita», ammettono fonti governative del Movimento ostili a Davide, ma comunque oggettive.

GRILLO DI MAIO E DI BATTISTA A GIULIANOVA

 

LE MOSSE

In questa fase l'attuale capo politico Vito Crimi è comunque in stand by. Non prende decisioni sugli Stati Generali (se ne riparla in autunno) né sui dossier più caldi. A partire dalle ricandidature di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino. La sindaca della Capitale, volto forte e popolare del Movimento ma fuori dai giochi di potere, aspetta che la sua situazione si sblocchi (Appendino non sembra intenzionata a ripresentarsi).

APPENDINO RAGGI

Ma che sa che in questa situazione tutto diventa complicato perché è in corso una guerra di veti. L'ennesimo capitolo del Todo Modo grillino, per gli amanti del genere. E chi potrebbe sbloccare l'impasse se non Grillo? D'altronde è tornato, anche se chissà per quanto.

VITO CRIMI GIUSEPPE CONTE

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...