matteo salvini mario giordano

“UNO DEI RAPINATORI DI MIO FIGLIO ERA STATO ARRESTATO DUE MESI FA” - SALVINI TORNA A PARLARE DELLA RAPINA SUBITA DA SUO FIGLIO FEDERICO IL 23 DICEMBRE - A BERGAMO AD ASCOLTARE IL CAPITONE, CHE NON SEMBRA AVERE NOSTALGIA DEL VIMINALE, NELLA PROVINCIA PIÙ LEGHISTA D'ITALIA SOLO 500 PERSONE: “IL VIMINALE? QUANDO C’È UNA STORIA D’AMORE E POI CI RIPROVI, DIFFICILMENTE FUNZIONERÀ COME FUNZIONAVA PRIMA. IL MINISTERO DEI TRASPORTI TI CONSENTE DI FARE TANTE COSE CONCRETE...”

Marco Cremonesi per “il Corriere della Sera”

 

matteo salvini e suo figlio federico 3

In fondo, Matteo Salvini ieri non era poi così interessato a parlare di sicurezza. Non che il tema non lo appassioni, eppure nel giorno in cui il Comitato per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) approva misure per circa 4,5 miliardi, il suo interesse era soprattutto lì. Certo, sull’immigrazione promette novità: «Vi do la mia parola che entro la fine dell’anno venturo ci sarà una brusca frenata sugli ingressi illegali» ma sul tema non si addentra più che tanto.

 

Però, questa sera dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri un nuovo decreto sicurezza, nei giorni scorsi c’è stata la clamorosa evasione dal carcere minorile di Milano e, l’antivigilia di Natale, la rapina ai danni di suo figlio Federico. Il tema, come dire, si impone. E ruba la scena ai provvedimenti per le opere pubbliche. Sulla rapina al figlio, Salvini annuncia comunque novità: «Spero che li becchino e che oltre che a beccarli stiano in galera. Perché mi dicono dalla regia che uno dei due “non bergamaschi” che hanno rapinato mio figlio era stato già arrestato due mesi fa».

 

matteo salvini e suo figlio federico 1

In Consiglio dei ministri questa sera ci sarà una prima versione del decreto sicurezza. Non ancora quella che avrebbe voluto Salvini: «Il ministro dell’Interno Piantedosi — spiega alla festa leghista di Alzano lombardo — vuole ampliarlo, sta lavorando su quello». E così, nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi approderà una versione parziale del provvedimento, focalizzata sull’immigrazione. Mario Giordano, che lo intervista, gli chiede se non senta la mancanza del Viminale. E, a sorpresa, Salvini nega: «Rifare la stessa cosa... Quando c’è una storia d’amore e poi ci riprovi, difficilmente funzionerà come funzionava prima. il ministero dei Trasporti ti consente di fare tante cose concrete».

 

Certo è che il gioco di sponda tra Salvini e Silvio Berlusconi, anche rispetto ai temi di governo, non si interrompe. Proprio ieri il segretario leghista è andato a trovare il fondatore di Forza Italia nella villa di Arcore: «L’ho trovato in grande forma, ma ieri ci sono stati soprattutto gli auguri natalizi». Ma ieri, oltre ai sopralluoghi ai cantieri di Verdello e di Dalmine, era un giorno importante per un altro motivo. Salvini infatti è tornato a Bergamo, la meno allineata al nuovo corso delle province leghiste.

matteo salvini e suo figlio federico 2

 

«Tanto per cominciare, vedremo in quanti verranno a sentire Salvini» dice un militante nel tardo pomeriggio un militante non di primo pelo. La sua scommessa è che Matteo Salvini sia in affanno anche a Bergamo, la massima arcidiocesi leghista. In cui, al congresso provinciale, ha vinto il sindaco di Telgate Fabrizio Sala, Lega vecchio stile che ha prevalso su un avversario di più stretta osservanza salviniana.

 

Salvini inizia con un’ammissione: «Abbiamo passato anni difficili, sono felice dopo anni di mancata presenza, di essere ancora qui, la bergamasca ha dato il segno di come ci si rialza». In realtà, fare i conti con le presenze non è semplicissimo. Ad ascoltare Salvini ieri c’erano circa 500 persone. Forse non moltissimi per la provincia più leghista d’Italia.

attilio fontana matteo salvini 1

 

Ma erano anni che, causa Covid, non si svolgevano feste ad Alzano lombardo, in Val Seriana, da sempre centro emotivo della Lega storica e bossiana. Certo, anche qui tutto è cambiato. Il nome storico della festa, «Bèrghem frècc», c’è ancora ma passa inosservato. Quello in bella mostra è «Bergamo incontra l’Europa», con il vecchio verdone sostituito dal blu «repubblicano». In effetti, il main sponsor della festa leghista è Id, Identità e democrazia, l’eurogruppo della Lega.  

 

E poi, la festa non è più all’aperto ma si è spostata nei fascinosi spazi industrial di quella che fu la storica cartiera Pigna. Certo, a sentire i militanti, i malumori non sono pochi: «I congressi sono scomparsi dai radar». In realtà, si sono già svolti quelli di Bergamo, Brescia, Varese, Pavia, Cremona, Mantova. Mancano però all’appello la Brianza, la Valcamonica, Lecco, Sondrio, mentre a Milano il mese scorso Matteo Salvini ha nominato una nuova commissaria, l’eurodeputata Silvia Sardone. Ma Salvini taglia corto: «C’è la Lega e ci sarà la Lega. A Bergamo, in Lombardia e in Italia governa e lavora la Lega. Di altro non mi occupo. Sui giornali si leggono tante cose...».

giancarlo giorgetti attilio fontana matteo salvini 1matteo salvini a lampedusa 2massimiliano fedriga attilio fontana matteo salvini

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)