ursula von der leyen

“IL RECOVERY FUND? PREVEDERÀ VERIFICHE RIGOROSE SU COME VERRANNO SPESI I SOLDI” - URSULA VON DER LEYEN: “I MECCANISMI DI CONTROLLO? IL POTERE FINALE DI DECIDERE SPETTA ALLA COMMISSIONE. ABBIAMO INTRODOTTO UN MECCANISMO D'EMERGENZA CHE DÀ A OGNI STATO MEMBRO LA POSSIBILITÀ DI FERMARE L'OROLOGIO PER TRE MESI PER UN CONFRONTO A LIVELLO DI CONSIGLIO EUROPEO. ALLA LUCE DELLA DISCUSSIONE, LA COMMISSIONE PRENDERÀ LE SUE DECISIONI - IL BILANCIO UE? SONO STATI TAGLIATI PROGRAMMI PER RICERCA, SALUTE E ISTRUZIONE…”

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

VERTICE EUROPEO CONTE MERKEL MACRON SANCHEZ VON DER LEYEN

È stanca, Ursula von der Leyen. Segnata dal duro negoziato al Consiglio europeo. Ma dal suo volto traspare la soddisfazione di chi sa di aver legato il proprio nome a una tappa storica nel processo di integrazione Ue. A pochi giorni dalle vacanze, la presidente della Commissione parla dell'accordo raggiunto all'alba di martedì dopo quattro lunghe giornate di trattative. Ma ci arriva facendo un salto indietro nel tempo. Ricorda le prime fasi della pandemia, quando l'Italia fu lasciata sola dagli altri Stati membri dell'Ue.

 

Una ferita che certamente ha giocato un ruolo anche nel negoziato sul "Next Generation EU", lo strumento che tutti ormai chiamano "Recovery Fund". Sono probabilmente le cicatrici di quella ferita ad aver spinto gli altri Paesi a riservare a Roma - di gran lunga il primo beneficiario del maxi-piano di aiuti Ue da 750 miliardi - un trattamento particolare. Per mostrare quella solidarietà mancata nei giorni più bui.

 

ursula von der leyen

Ora che l'accordo è firmato, però, la presidente ricorda che bisogna sfruttare al meglio questa occasione. È il momento della «responsabilità», una parola che ripete più volte seduta in una stanza del Berlaymont, il palazzo che ospita la sua scrivania ma anche il suo letto: durante la settimana continua a vivere a nel monolocale di 25 metri quadrati ricavato accanto al suo ufficio.

 

Torna dalla famiglia in Germania solo nel weekend, «quando è possibile». I soldi del Recovery, avverte, vanno spesi bene: non solo per favorire la ripresa, ma anche per "modernizzare" le economie in linea con le priorità europee: lotta ai cambiamenti climatici e transizione digitale.

 

URSULA VON DER LEYEN E MARK RUTTE

L'ex ministro tedesco non entra nel merito delle singole riforme che l'Italia dovrà fare: spetterà al governo presentare un piano in linea con le raccomandazioni Ue. A vigilare su questo processo ci sarà l'occhio attento della Commissione e von der Leyen assicura che lo farà attraverso continue «verifiche rigorose». Perché «questa è la nostra responsabilità verso la prossima generazione».

 

Il Parlamento europeo non è soddisfatto e chiede di modificare il bilancio Ue, altrimenti non lo voterà. Lei ha invitato gli eurodeputati a «ingoiare la pillola»: riuscirete a convincerli?

«Dopo l'esito positivo del Consiglio europeo, era importante fare il punto in Parlamento sul "Next Generation EU", un pacchetto con una potenza di fuoco enorme, un qualcosa che è necessario in questa crisi senza precedenti. Ma credo che sia anche importante ammettere che nel bilancio settennale sono stati tagliati programmi per la ricerca, la salute e l'istruzione. Per questo ora inizieranno i negoziati con il Parlamento».

 

LAGARDE - MERKEL - VON DER LEYEN

Si aspetta qualche modifica nel bilancio?

«Il Consiglio e il Parlamento negozieranno e arriveranno a un risultato. Può darsi che non sarà al 100% uguale a quello che c'è ora sul tavolo. Ora però dobbiamo focalizzarci per avere il "Next Generation EU" pronto, il che vuol dire andare nei Parlamenti nazionali per la ratifica. Ma anche garantire che i soldi siano usati nel modo più efficiente possibile: non solo per riprendersi dalla crisi, ma anche per modernizzare e rafforzare le nostre economie. Questo è il vero obiettivo».

 

All'inizio della pandemia, l'Italia ha denunciato una mancanza di solidarietà da parte dell'Ue. Ora c'è questo strumento che porterà molte risorse nel nostro Paese: crede che gli altri leader abbiano sentito la necessità di riservare un trattamento speciale all'Italia, anche per mostrare solidarietà?

ursula von der leyen sergio mattarella

«Credo che questo risultato sia un forte segnale di compattezza e solidarietà, unite alla necessità di investire in modo responsabile. All'inizio della crisi quasi tutti gli Stati hanno guardato innanzitutto ai loro problemi nazionali, con i risultati che abbiamo visto: disagi e divisioni».

 

Poi cosa è cambiato?

«Questa crisi profonda ci ha insegnato quanto deboli siamo se ognuno va per la sua strada. Per questo abbiamo iniziato a migliorare il coordinamento a livello Ue. A volte serve una crisi per ricordarsi quanto preziose siano le cose che si hanno, quanto preziosa l'Unione europea».

 

È per questo che gli altri Stati hanno accettato che l'Italia, storicamente un contributore netto del bilancio Ue, diventerà un beneficiario?

«L'Italia è stata colpita per prima e più forte degli altri. I nostri cuori hanno sanguinato nel vedere che non potevamo aiutarla all'inizio perché a livello europeo non avevamo i mezzi. Come per tutti gli altri Stati, la crisi economica non è stata colpa dell'Italia: le misure di lockdown erano necessarie.

ursula von der leyen

 

Per questo c'è una vasta consapevolezza che serve un aiuto per quei Pesi colpiti maggiormente. Ed è certamente naturale che oggi l'Italia ne tragga vantaggio. L'Italia ha un'economia molto forte, in particolare nel Nord, un'area che è stata duramente colpita. È nell'interesse del mercato unico che queste regioni con un'elevata produttività si riprendano rapidamente».

 

Le risorse del Recovery Fund, però, non arriveranno prima della primavera 2021: i Paesi come l'Italia riusciranno a superare l'autunno senza difficoltà?

«Prima di tutto abbiamo "Sure", il programma per aiutare la vostra cassa integrazione. Sta quasi arrivando è c'è una forte domanda, il che è buono: consente alla gente di non perdere il posto di lavoro anche se c'è un calo delle attività. Inoltre ci sono strumenti che consentono di usare i fondi Ue con maggiore flessibilità.

 

DAVID SASSOLI URSULA VON DER LEYEN

E poi abbiamo ciò che è stato approvato dall'Eurogruppo (i fondi Bei e il Mes, ndr). Ma il "Next Generation EU" include anche un'altra possibilità: le spese e gli investimenti fatti ora - se rispettano le priorità Ue su Clima e digitale, così come la "resilienza" - possono essere finanziati retroattivamente quando lo strumento sarà pronto. In pratica uno Stato potrà presentare il conto alla fine, a patto che queste spese rispondano ai principi Ue di modernizzazione».

 

Tornando alla fase di monitoraggio, ci sono diverse interpretazioni sul cosiddetto "freno d'emergenza" che potrà essere attivato in caso di dubbi sull'attuazione delle riforme. C'è chi lo vede come una sorta di veto e chi invece sostiene che non avrà alcun impatto. Qual è la sua versione?

«Il potere finale di decidere spetta alla Commissione, come previsto dai Trattati. Ma abbiamo introdotto un meccanismo d'emergenza che dà a ogni Stato membro la possibilità di fermare le lancette dell'orologio per tre mesi al fine di avere una discussione a livello di leader, vale a dire al Consiglio europeo. Alla luce della discussione, la Commissione prenderà le sue decisioni».

 

PETER PELLEGRINI URSULA VON DER LEYEN

Alcuni governi temono che la Commissione non sarà abbastanza rigida nella fase di monitoraggio: che garanzie si sente di dare per assicurare che i soldi dei contribuenti europei non saranno sprecati?

«Il risultato straordinariamente positivo del Consiglio europeo è che, di fronte a questa crisi, tutti ci siamo trovati d'accordo nel dire che il "Next Generation EU" dovrà essere usato in modo molto responsabile per modernizzare l'economia, non solo per la ripresa dalla crisi. Questa è la nostra responsabilità verso la prossima generazione.

 

ursula von der leyen

E questo significa lottare contro i cambiamenti climatici, migliorare la digitalizzazione e aumentare la resilienza. L'intero processo prevederà verifiche rigorose ed è nel mio interesse che ci sia trasparenza perché voglio dare ai cittadini europei la prova che possiamo uscire da questa crisi più forti. Sono contenta che in Consiglio tutti abbiano sostenuto questo principio».

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