giorgia meloni ue unione europea europa

“LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE UE È INSODDISFACENTE E INATTUABILE” – GIORGIA MELONI PARLA ALLA CAMERA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO E INVECE CHE FARSI VEDERE CONCILIANTE ALZA I TONI SUL PRICE CAP: “ANDARE IN ORDINE SPARSO, PENSANDO DI SALVARSI A SCAPITO DEGLI ALTRI, NON SOLO È UN ILLUSIONE MA TRADIREBBE UN'IDEA DI UN EUROPA DIVERSA DA QUELLA DECANTATA DI QUESTI ANNI" – “IL NOSTRO OBIETTIVO, PIUTTOSTO CHE PIÙ EUROPA IN ITALIA, È PIÙ ITALIA IN EUROPA” – LO SCAZZO CON GIACHETTI SUL RITARDO DI VENTI MINUTI: "NON AVEVO PREVISTO IL TRAFFICO"

 

 

 

GIORGIA MELONI

1. MELONI, MI SCUSO DEL RITARDO, NON AVEVO PREVISTO IL TRAFFICO

(ANSA) - "Mi scuso con Giachetti e con l'Aula per il ritardo, per un motivo di traffico che non avevo previsto. Non ho detto che è colpa di Gualtieri ma del traffico". Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo le sue comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, in ritardo di 20 minuti rispetto all'orario previsto. Roberto Giachetti ad inizio seduta aveva stigmatizzato il ritardo del premier che ha costretto a rinviare la seduta di 20 minuti. (ANSA).

 

BEPPE SALA - URSULA VON DER LEYEN - IGNAZIO LA RUSSA - GIORGIA MELONI - PALCO REALE DELLA SCALA 2022

2. MELONI ALLA CAMERA: 'PIÙ ITALIA IN EUROPA, NON VICEVERSA'

Da www.ansa.it

 

Al via nell'Aula della Camera le comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue. Meloni parla dai banchi del governo, dove c'è una nutrita presenza di ministri e sottosegretari, tra i ministri Lollobrigida e Casellati. All'inizio della seduta Roberto Giachetti si è lamentato per il ritardo dell'inizio della seduta.

 

"Sono qui da parecchi anni e non mi era mai capitato che senza alcuna motivazione l'Aula convocata alle 9.30 e poi, trattati un po' come da camerieri, ci si dice che il presidente arriva alle 9.50. Non è un problema normale ma di rapporti istituzionali. Vorrei sapere se ci sono precedenti di questo fatto negli ultimi 20 anni".

 

GIORGIA MELONI

Immediata la risposta del presidente Lorenzo Fontana: "li cercheremo e glieli faremo avere". "Mi scuso con Giachetti e con l'Aula per il ritardo - dice Meloni aprendo le sue comunicazioni - per un motivo di traffico che non avevo previsto. Non ho detto che è colpa di Gualtieri ma del traffico". Roberto Giachetti ad inizio seduta aveva stigmatizzato il ritardo del premier che ha costretto a rinviare la seduta di 20 minuti.

 

"Non è stato un caso che il primo viaggio all'estero da presidente del consiglio fosse presso le istituzioni dell'Ue. E' stata una scelta che muoveva dalla convinzione e dalla consapevolezza che alla prova dei fatti non sarebbe stato difficile dimostrare quanto la realtà del governo fosse distante da un certo racconto disfattista e interessato fatto all'estero e la convinzione che l'Italia possa e debba giocare un ruolo da protagonista in Europa avendo come stella polare la difesa dell'interesse nazionale".

giorgia meloni ursula von der leyen

 

"Noi abbiamo sempre dibattuto, a volte con decisione, veemenza, attorno all'ipotesi che in Italia dovesse esserci più o meno Europa. Quasi mai ci siamo chiesti se in Europa dovesse esserci più o meno Italia. Il nostro obiettivo, piuttosto che più Europa in Italia, è più Italia in Europa, come si conviene a una grande nazione fondatrice".

 

"In Europa - prosegue Meloni - non bisogna limitarsi a ratificare le scelte a valle, ma contribuire a determinarle a monte. Indirizzare l'integrazione europea verso un approccio più attento ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. E abbiamo tutte le carte in regola per dare un contributo autorevole".

 

gli appunti di giorgia meloni 12 dicembre 2022 4

"L'Italia, stato fondatore sia dell'Alleanza Atlantica sia dell'Europa, farà la sua parte: l'Europa deve essere unita contro l'aggressione russa, non abbiamo cambiato idea, le nostre convinzioni non cambiano se siamo al governo o all'opposizione". Quello del governo è "un impegno verso la causa ucraina che fino dall'inizio abbiamo sostenuto a 360 gradi, in coerenza con lo sforzo dell'Ue, della Nato e delle nazioni a noi vicine. Il governo ribadisce il pieno appoggio a Kiev in tutte queste dimensioni.

 

Piaccia o no a chi, per certi versi comprensibilmente, vorrebbe voltarsi dall'altra parte, il conflitto in Ucraina ci riguarda tutti, per questo con convinzione e a viso aperto continueremo a impegnarci per ogni sforzo diplomatico utile per la cessazione dell'aggressione russa". "Lo spazio di manovra per il cessate il fuoco appare oggi assai limitato ma l'Italia appoggerà in ogni caso gli sforzi in proposto. L'Unione europea deve assumere su questo fronte un ruolo più incisivo a beneficio dell'intero continente".

giorgia meloni volodymyr zelensky video collegamento g7

 

"Non dobbiamo consentire che Putin utilizzi la carenza di cibo come arma contro l'Europa, come già sta facendo con il gas e il petrolio". Per "perseguire l'obiettivo di assistere il popolo ucraino" è necessario "anche l'aiuto militare. Perchè, lo ripeto, al di là della facile propaganda, le condizioni possibili per far cessare le ostilità sono 2: che uno si arrenda (ma se fosse l'Ucraina non sarebbe pace, ma invasione), oppure che tra le forze in campo ci sia un sostanziale equilibrio, uno stallo", che costringerebbe "chi ha mosso l'invasione a desistere e venire a piu' miti consigli".

 

 "Il Consiglio Europeo torna ad occuparsi dell'impatto dei prezzi dell'energia. L'obiettivo è un percorso di sicurezza energetica" su cui "da mesi l'Italia è in prima fila per un tetto dinamico dei prezzi. Per ora la risposta della Commissione europea è insoddisfacente e inattuabile. E' fondamentale porre un argine alla speculazione: la posta in gioco sull'energia è molto alta perché definisce la capacità dell'Europa di difendere le sue famiglie e le sue imprese" evitando di avere "un'Ue a due velocità".

 

putin ursula von der leyen

"E' evidente a tutti come un meccanismo di tutele diverse di imprese in paesi diversi provocherebbe una distorsione del mercato unico che comprometterebbe l'intera Europa: ormai è la maggioranza degli stati a chiedere con noi un tetto dinamico al prezzo del gas. Andare in ordine sparso, pensando di salvarsi a scapito degli altri, non solo è un illusione ma tradirebbe un'idea di un Europa diversa da quella decantata di questi anni"."L'autonomia strategica dell'Ue deve essere interpretata come un'opportunità di rafforzare le proprie capacità di difesa, quale pilastro euorpeo in ambito Nato".

giorgia meloni

giorgia meloni alla camera video collegamento g7

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…