carlo nordio giustizia

“L’ABOLIZIONE DELLA SEVERINO NON È NEL PROGRAMMA DI CENTRODESTRA, E QUINDI NON LA ABOLIRÒ” – IL NEO-MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO SI È APPENA INSEDIATO E GIÀ CERCA DI NON FARSI TIRARE PER LA GIACCHETTA: “LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE? MAI E POI MAI L’HO PENSATA COME PRIMO PASSO PER UN CONTROLLO DEL GOVERNO SUL PM. MI FA INORRIDIRE SOLO L’IDEA” – LA CUSTODIA CAUTELARE, LE INTERCETTAZIONI E L’INCONTRO CON BERLUSCONI: “ERAVAMO IN GIARDINO. IL DOTTOR LETTA, CHE CONOSCEVA PERFETTAMENTE I MIEI LIBRI, HA RIASSUNTO A BERLUSCONI LE MIE POSIZIONI E…”

1 - «ABUSO D'UFFICIO E CSM COSA PENSO DEL PROCESSO»

Massimo Martinelli per “il Messaggero”

 

CARLO NORDIO STRINGE LA MANO A GIORGIA MELONI DOPO IL GIURAMENTO

[…] Ministro Nordio, tutti la definiscono un uomo libero. Anche Giorgia Meloni, quando lanciò la sua candidatura, disse che lei non aveva una storia politica alle spalle ma solo una grande preparazione giuridica, e questo bastava. Da dove comincerà al dicastero della Giustizia?

«L'emergenza del Paese riguarda i costi dell'energia. Io voglio cominciare dai costi della giustizia».

 

Costa molto?

«Quello che costa è la mancanza di affidabilità del nostro sistema giudiziario. Le aziende straniere non investono in Italia perché sono spaventate dalle lungaggini della giustizia. […] Io credo che debbano essere fortemente revisionati i reati che riguardano la pubblica amministrazione. Tra questi il reato di abuso d'ufficio e il traffico di influenze».

 

INTERCETTAZIONI IN ITALIA

[…] «Dobbiamo partire dalla piena applicazione del codice di procedura penale introdotto da Giuliano Vassalli nel 1989, che non è mai avvenuta. Quel codice introduce il rito accusatorio cosiddetto anglosassone, funziona con principi opposti a quelli attuali, a cominciare dalle carriere separate e dalla discrezionalità dell'azione penale».

 

[…] Che altri correttivi?

 «L'inappellabilità delle sentenze di assoluzione. La legge prevede che un uomo può essere condannato aldilà di ogni ragionevole dubbio. Allora mi chiedo come si possa condannare in appello qualcuno che è stato già assolto in primo grado, almeno con la procedura attuale».

 

[…] «Per le intercettazioni spendiamo 200 milioni di euro ogni anno. Sono uno strumento importante ma sono diventate quasi l'unico utilizzato dai pm. In Italia le procure intercettano i cittadini quattro volte in più rispetto alla media dei paesi Ue e 30 volte in più rispetto ai paesi anglosassoni. E poi c'è il problema della segretezza».

 

Come si risolve?

berlusconi assolto palpeggia la giustizia

«Semplice. Attribuendo la responsabilità sulla tutela del segreto al pm che le ha disposte. Se finiscono sui giornali ne risponde lui. Credo che potrebbe funzionare».

 

Sulla custodia cautelare cosa pensa?

«Che il diritto alla libertà personale merita una garanzia in più. Credo che la richiesta di arresto formulata da un pm dovrebbe essere vagliata da un collegio di giudici, meglio se di città diverse da quelle del pm, anche per evitare ogni tipo di contiguità. Oggi la richiesta di arresto fatta da un pm viene vagliata da un gip che magari lavora nell'ufficio accanto».

 

Un altro tema delicato: le correnti della magistratura. Servono?

«La libertà associativa è importante, ma non dovrebbe determinare gli equilibri nell'organo di autogoverno della magistratura. Penso che sia opportuno introdurre un meccanismo di sorteggio per i componenti del Csm, magari scegliendo in una rosa di nomi di persona autorevoli indicati dagli stessi magistrati». […]

 

2 - IL MINISTRO E LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

«Mai, mai e poi mai, ho pensato alla separazione delle carriere come primo passo verso un controllo del governo sul pubblico ministero. Mi fa inorridire solo l'idea». Carlo Nordio sta tornando in treno a Treviso dopo la nomina a ministro della Giustizia per fare una valigia adeguata al suo nuovo incarico.

 

La notizia che il braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni si era concluso giovedì sera in suo favore l'aveva avuta venerdì mattina dallo stesso Berlusconi che la mattina precedente aveva incontrato a Villa Grande, assieme con Gianni Letta. In quel faccia a faccia voluto da Meloni per convincere il leader di Forza Italia che il candidato giusto a quell'incarico era il suo Nordio, assicura che Berlusconi non aveva avanzato alcuna richiesta specifica di garanzie.

 

GIANNI LETTA SILVIO BERLUSCONI

Né sull'abolizione della legge Severino né su altro. «Non occorreva. Sono dieci anni che dico e scrivo che la legge Severino è un obbrobrio giuridico. Soprattutto se approvata retroattivamente. Ho presieduto il comitato del referendum per il "no" a quella legge e alla custodia cautelare per reiterazione del reato», spiega il neo Guardasigilli.

 

Racconta particolari inediti sul colloquio che ha poi convinto il leader di Forza Italia a rinunciare alla propria candidata Maria Elisabetta Alberti Casellati: «Eravamo in giardino. Il dottor Letta, che conosceva perfettamente i miei libri, ha riassunto a Berlusconi le mie posizioni. Peraltro che non coincidono in tutto con quelle di FdI, e fa onore a Giorgia Meloni avermi indicato come candidato presidente della Repubblica e alle elezioni, pur sapendolo», dice.

 

Sa però che «la politica è mediazione» e lui intende seguire il programma della coalizione di centrodestra: «L'abolizione della Severino non c'è. E quindi non la abolirò. Lo stesso vale per l'ergastolo, anche se penso che andrebbe abolito. Idem per l'immunità parlamentare e per le intercettazioni che, secondo me, andrebbero limitate. Alcune sono indispensabili e altre dannose perché limitano la libertà dei cittadini».

 

GIORGIA MELONI CON LA CAMPANELLA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

La separazione delle carriere nel programma c'è. E Nordio intende occuparsene. Anche se lui stesso è stato all'inizio giudice e poi pm. E dice di aver «potuto fare benissimo entrambe le funzioni».

 

Ma si pone il problema di come il passaggio appaia agli occhi del cittadino: «Potrebbe pensare che una mentalità accusatoria non sia tipica del giudice e viceversa». E si indigna se si pensa che la separazione sia solo un primo step per arrivare al controllo del governo sui pm: «L'indipendenza della magistratura per me è un idolo. Se non ne avessi un rispetto sacrale non avrei fatto il magistrato ma l'impiegato. Nei Paesi dove c'è la separazione delle carriere infatti non c'è il controllo dell'esecutivo sul pm. E chi lo paventa dice una balla colossale».

 

CARLO NORDIO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

In ogni caso non intende occuparsene subito. Prima vuole concentrarsi su misure che possano velocizzare la giustizia, favorendo così l'economia. Il primo provvedimento? «L'urgenza è accelerare i processi. Per far questo serve innanzitutto aumentare l'organico. E visto che per quello dei magistrati servono minimo quattro anni, dal momento in cui si bandisce un concorso a quello in cui i vincitori prendono servizio, mi occuperò subito del personale amministrativo: cancellieri, segretarie». Perché, assicura, «il magistrato è come il chirurgo.

 

Lui opera, ma il paziente deve arrivare in sala operatoria preparato e qualcuno se ne deve occupare anche dopo». Un provvedimento «semplice», spiega «per il quale, mi dicono ci sono anche i fondi per attuarlo». Contemporaneamente intende procedere all'ampliamento dell'organico anche con la definizione dello status dei giudici onorari. E partire da subito con una semplificazione normativa. A cominciare dalla depenalizzazione di alcuni reati. E qui sorgono gli altri timori.

 

carlo nordio al quirinale

C'è chi sta già accusando Nordio di volere abolire la legge sull'abuso d'ufficio. Lui spiega che non intende farlo. Ma vuole procedere a «una profonda revisione per mettere tranquillità ai pubblici amministratori che non se la sentono più di prendere decisioni». Il treno è quasi arrivato a Treviso. In due giorni ha fatto tre volte questa tratta. Appena avuta la notizia della nomina lo aveva preso al volo per poter andare a casa a prendere almeno l'abito scuro per il giuramento. Neanche il tempo di arrivare per salutare la moglie Maria Pia e gli amatissimi gatti Rufus e Romeo-Leonetto, aveva avuto però la comunicazione che il giuramento sarebbe avvenuto la mattina dopo alle 10. A quel punto insieme con la moglie ha fatto una corsa verso l'ultimo treno per Roma.

roberto calderoli carlo nordio carlo nordio al quirinale carlo nordio 4GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI carlo nordio giorgia meloni carlo nordio, adolfo urso e guido crosetto con famiglie al quirinale

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