luigi di maio carlo calenda enrico letta beppe sala

“L’ALLEANZA CON IL M5S? NOT IN MY NAME!” – BEPPE SALA ANNUNCIA CHE NON SARÀ CANDIDATO ALLE POLITICHE: “IL PD NON HA BISOGNO DI ME, UNA MANO LA DO MA NON FARÒ PARTE DI NULLA. DI MAIO? PENSO CHE LA SUA INIZIATIVA POSSA RACCOGLIERE MOLTE PERSONE” – LA SINISTRA DEM INIZIA A RUMOREGGIARE PER LO SPOSTAMENTO AL CENTRO DEL PD: ORLANDO, BETTINI E PROVENZANO DUBITANO CHE CORRERE CON CALENDA SIA UNA BUONA IDEA. CERTO, PORTEREBBE UNA MANCIATA DI VOTI, MA SPACCHEREBBE IN DUE IL PARTITO, IMPEDENDO L’ALLEANZA CON FRATOIANNI (CHE NEI SONDAGGI, STA POCO SOTTO CARLETTO)

LUIGI DI MAIO E BEPPE SALA

1 - ELEZIONI: SALA, NIENTE VETI, SENZA CAMPO LARGO SI PERDE

(ANSA) - "Spero che nessuno ponga veti perché questo non è il momento dei veti". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della necessità di creare un campo largo del centrosinistra in vista delle elezioni, alla luce dell'incontro che ha avuto ieri a Roma con Luigi Di Maio ed Enrico Letta.

 

"L'unica cosa che ho chiesto a Letta è di lavorare in questo momento affinché si azzerino i veti - ha aggiunto -. Di Maio ha manifestato a Letta la disponibilità a fare parte del centrosinistra. Se qualcuno giudica negativo il fatto di allargare un campo che parte sfavorito lo dica, ma se non si prova ad allargare il campo si perde".

 

ENRICO LETTA BEPPE SALA

2 - ELEZIONI: SALA, NON SARÒ CANDIDATO, PD NON HA BISOGNO DI ME

(ANSA) - "Io non avrò nessun ruolo politico futuro, per me non cambia nulla. L'unico mio ruolo possibile é qui a Milano e questo lo dico con assoluta certezza". Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se si candiderà alle prossime elezioni, a margine della commemorazione della strage mafiosa di via Palestro.

 

vignetta beppe sala

"Escludo ogni mia candidatura ed escludo che il mio nome sarà su qualunque lista - ha aggiunto -. Ci sono tanti modi per dare una mano al centrosinistra e il Pd in questo momento non ha bisogno di me, sto cercando di aiutare chi sta facendo uno sforzo per fare parte della compagine di centrosinistra, che non è un passaggio automatico".

 

"Io una mano la do ma sono nelle condizioni di non chiedere nulla per me, io ho il mio ruolo perché prima di tutto faccio il sindaco di Milano - ha concluso -. Una mano però la voglio dare. Io non farò parte di nulla, non metterò il mio nome da nessuna parte".

 

3 - ELEZIONI:SALA,DI MAIO PUÒ RACCOGLIERE MOLTE PERSONE,LO AIUTERÒ

luigi di maio mario draghi meme

(ANSA) - "L'iniziativa di Di Maio penso che possa raccogliere molte persone". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del nuovo soggetto politico fondato da Luigi Di Maio, Insieme per il futuro, a margine della commemorazione delle vittime della strage mafiosa di via Palestro.

 

"Io non farò parte di nulla - ha ribadito - però una mano per raccogliere attorno a questa nuova lista, che come tutte quelle nate all'ultimo momento deve costruirsi un percorso, certamente la sto dando". Ai giornalisti che gli hanno chiesto come si fa a mettere d'accordo Di Maio e Calenda, il creatore del reddito di cittadinanza e colui che più lo contrasta, in un eventuale campo largo del centrosinistra, Sala ha risposto che "Di Maio ha più che riconosciuto che bisogna andare oltre il reddito di cittadinanza e trovare una nuova formula, non rincorre nostalgie su questo punto.

 

beppe sala 6

Il reddito per me è stata una buona intuizione ma con una cattiva gestione". "Voglio dare una mano per aiutare ad allargare il campo della mia parte politica - ha concluso Sala -. Non credo che le elezioni siano segnate come tanti dicono. A mio avviso l'unico modo che ha il centrosinistra per uscirne bene è cercare di allargare il campo. Quindi il mio contributo lo sto dando da questo punto di vista".

 

 

4 - LOMBARDIA: SALA, ALLEANZA CON M5S? NOT IN MY NAME

carlo calenda

(ANSA) - "Quando sento dire da Pizzul che in Lombardia dovremmo andare con i 5stelle la mia risposta è 'not in my name' io non ci sto". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato l'apertura del capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Fabio Pizzul, ad un'alleanza con il Movimento 5 stelle per le regionali in Lombardia.

 

"Lo dico in buona fede e sono stato uno di quelli che per primo anni fa diceva 'guardiamo ai 5 stelle, al loro elettorato e alle loro idee' - ha concluso il sindaco -, però dopo tutto quello che è successo e soprattutto col posizionamento che stanno avendo non credo".

 

fabio pizzul

5 - SALA AL FIANCO DI DI MAIO TRA I DEM DUBBI SU CALENDA "PUÒ ALLONTANARE LA SINISTRA"

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

[…]  Sala alla fine ha ceduto: ha confermato che non correrà per un seggio in Parlamento e men che mai metterà il suo nome su un simbolo di partito. Anche perché, è questa la novità, ci sarà quello di Di Maio: una scelta imposta dalla necessità di rendere più riconoscibile "Insieme per il futuro" che, secondo i sondaggi, è ancora poco noto.

 

Dopodiché, però, il sindaco meneghino si è impegnato a dare una mano e ad aiutare il capo della Farnesina ad assemblare il listone civico nazionale, cui sta lavorando pure Federico Pizzarotti, che ospiterà amministratori locali e liberi professionisti, piccoli imprenditori, dipendenti pubblici e partite Iva.

 

L'ETERNA ILLUSIONE DEL CENTRO - BY MACONDO

Chiara l'idea. Costruire «un argine all'estremismo nazionalista», che però al momento nessuno è in grado di dire se reggerà. E che tuttavia un effetto lo ha già prodotto: il malumore dell'ala sinistra del Pd.

 

Timorosi che il combinato disposto tra divorzio dai 5Stelle e intesa coi centristi possa sbilanciare lo schieramento progressista, fino a snaturarlo. Lo fa intendere Andrea Orlando in Direzione: «Ora noi dobbiamo costruire un sistema di alleanze che però non entri in contraddizione con il messaggio che vogliamo dare», avverte il ministro del Lavoro.

 

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE ARRIVANO ALLA CAMERA ARDENTE DI SASSOLI

«Il tema è come si sviluppa la campagna elettorale, perché se ci dobbiamo autocensurare per tenere in piedi un'alleanza tecnica, rischiamo di rinunciare a larga parte della potenza di fuoco della nostra proposta».

 

Come coniugare, per esempio, le spinte liberiste di Calenda, con l'esigenza di protezione dei ceti più deboli, del lavoro e dei servizi pubblici essenziali cara ai Dem? È l'assillo pure di Peppe Provenzano, che a Letta dice: «Hai fatto bene a togliere di mezzo il tormentone sull'agenda Draghi, che è frutto di un compromesso.

 

andrea orlando e giuseppe conte

Noi abbiamo l'agenda del Pd!» rivendica il vicesegretario, elencando alcuni punti chiave: «Salario minimo, lotta alla precarietà, giustizia sociale, difesa dell'ambiente. Noi - scandisce - dobbiamo essere i più preoccupati della fine del mondo e i più preoccupati della fine del mese».

 

La stessa inquietudine di Goffredo Bettini: «Ci sono differenze di fondo tra i programmi nostro e di Calenda, che ha fatto della demolizione degli altri la cifra fondante della sua politica», ragiona il dirigente.

 

«Rischia di portare fibrillazione, specie se impedisce l'alleanza con la sinistra di Fratoianni, che nei sondaggi sta poco sotto». È il fantasma del grande centro, che agita i Dem. E li divide.

carlo calenda. 2GIUSEPPE CONTE E GOFFREDO BETTINI ALLA CAMERA ARDENTE DI DAVID SASSOLI

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”