marta cartabia cosimo ferri matteo renzi

“L’AZIONE DI BONAFEDE ERA DANNOSA, QUELLA DELLA CARTABIA È INUTILE” - MATTEO RENZI TOGLIE LA MASCHERA E SI SFILA DALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: IL LEADER DI “ITALIA VIVA” DEFINISCE IL RISULTATO DELL’ACCORDO DI MAGGIORANZA UN “PANNICELLO CALDO” E ANNUNCIA CHE IL SUO PARTITO NON VOTERÀ LA LEGA - LA STILETTATA DI CALENDA SU COSIMO FERRI, DEPUTATO RENZIANO CHE SIEDE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA E CHE FU CON LOTTI E PALAMARA ALL’HOTEL CHAMPAGNE: “PERSONA DI QUALITÀ MA NON PROPRIAMENTE ESTRANEA ALLE CORRENTI DEL CSM E AL SISTEMA PALAMARA…”

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

matteo renzi udienza preliminare del processo open a firenze 4

Si è andati avanti fino a mezzanotte a votare, in commissione Giustizia alla Camera, la riforma del Csm. Ma i magistrati non la vogliono, i Cinque Stelle e il centrosinistra si turano il naso, la Lega aspetta l'incontro con il premier Mario Draghi sul fisco per capire se continuare o no a sostenerla, gli ex M5S fanno melina e Matteo Renzi si è sfilato del tutto.

 

«L'azione di Bonafede era dannosa, quella della Cartabia è inutile», ha twittato il leader di Italia viva, definendo il risultato dell'accordo di maggioranza un «pannicello caldo». E ha concluso: «Meglio così. Ma non voteremo la riforma della giustizia».

MARTA CARTABIA 1

 

Una dissociazione che ha generato l'ironia dell'ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: «Credo che nemmeno sappia di cosa sta parlando visto che la riforma Bonafede fu condivisa con tutte le forze di maggioranza, quindi anche con Iv», ha detto all'AdnKronos .

 

Una posizione peraltro annunciata dall'opposizione in commissione del deputato renziano, Cosimo Ferri, al quale ieri Carlo Calenda ha alluso, evocando la sua presenza all'Hotel Champagne nella serata in cui si concordavano nomine costate a Luca Palamara la toga.

 

cosimo maria ferri

«Matteo, questa posizione è sbagliata e anche paradossale visto che a prenderla è Cosimo Ferri, persona di qualità ma non propriamente estranea alle correnti del Csm e al sistema Palamara», ha twittato il segretario di Azione. E ancora: «Siate seri.

La magistratura sta cercando di affossare la riforma».

 

Così la tela di un accordo, intessuto di giorno dalla ministra Marta Cartabia, ieri sera ha mostrato rischi di disfacimento in aula. Di «nodi irrisolti» ha parlato anche l'ufficio di presidenza, revocando la seduta a oltranza. Ma al di là della mancanza di una norma transitoria per la nuova disciplina dei fuori ruolo, e altri articoli da aggiustare, il vero nodo sarebbe politico.

 

calenda renzi

Nei giorni scorsi era già serpeggiato il sospetto che la Lega volesse aspettare l'incontro tra il leader Matteo Salvini e il premier Mario Draghi per sciogliere ogni nodo sulla giustizia. In modo da avere maggiore potere di trattativa nella richiesta di non sottoporre il testo sul fisco alla fiducia.

 

MATTEO RENZI

Domanda alla quale ieri si è unito anche il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani. Anche tra i renziani è risuonato lo stesso abbinamento: «Se si può evitare su argomenti controversi come giustizia e fisco di mettere la fiducia è meglio, sono questioni che richiedono una trasversalità alta», ha detto ieri la ministra Elena Bonetti. Per lei «non sarà certamente Italia viva a far cadere il governo».

 

salvini renzi

Ma a fare l'ago della bilancia, almeno sulla giustizia, sì. Resta l'opposizione dei magistrati a una riforma «punitiva» e per la quale Autonomia e Indipendenza paventa lo sciopero. Dopo la bocciatura dell'Anm, il coordinamento della corrente definisce la riforma «mortificante» e vi legge «la volontà di incidere unicamente sulle carriere dei magistrati». E non il «miglioramento della qualità e celerità della giurisdizione».

 

cosimo ferri al compleanno di ana betz anna bettozzi

Da lì l'idea dello sciopero «quale ultima possibilità di fermare una riforma che non danneggerà tanto i singoli magistrati, ai quali si dice di lavorare di meno e peggio, quanto piuttosto i cittadini». Anche Giancarlo Caselli parla di «logica sbagliata» riguardo al fascicolo che conterrà l'attività annuale svolta dal magistrato, la tempestività nell'adozione dei procedimenti e l'esito dei procedimenti nei gradi successivi: «Ci vedo una logica che considera come bulloni da produrre a cottimo anche i provvedimenti giudiziari».

matteo renzi interviene al senato 2luca palamara a passeggio con cosimo ferricosimo ferri 2cosimo ferri 3MATTEO RENZI MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)