joe biden afghanistan kabul talebani

“L’OCCIDENTE E’ FINITO, SAREMO TUTTI CINESI” – PIGI BATTISTA: "LA CATASTROFE AFGANA SEGNA LA FINE DI UN'EPOCA. IL MONDO NATO A PEARL HARBOR E’ MORTO ALL’AEROPORTO DI KABUL. L'ALLEANZA ATLANTICA NON ESISTE PIÙ E ANCHE L'EUROPA È UNO ZERO. PER I NOSTRI FIGLI SI PREPARA UN SECOLO DOMINATO DA PECHINO. E COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL SECOLO CINESE? CUPEZZA. APPANNAMENTO DEI VALORI DEMOCRATICI. SUBORDINAZIONE. CONTE, GRILLINI…”

Alessandro Rico per “La Verità”

 

joe biden 3

Pierluigi Battista, editorialista di Huffington Post, ha seguito con sgomento la crisi afgana. Su Twitter, ha parlato di «catastrofe assoluta», «orrore», «trionfo dell'oscurantismo più feroce».

 

È finita l'era dell'universalismo democratico, ovvero dell'esportazione della democrazia?

«È finito l'Occidente, inteso come alleanza internazionale nata dalla seconda guerra mondiale».

 

Si spieghi.

«Cominciamo con il ricordare che, negli Stati Uniti, la corrente isolazionista è stata sempre fortissima. La maggior parte degli americani - e della sinistra americana - la pensa così. Molti americani erano contrari persino a intervenire contro Adolf Hitler. Gli Usa non sarebbero entrati in guerra se i giapponesi non avessero attaccato Pearl Harbor».

 

La vera anomalia, dunque, è stato il periodo della pax americana?

un bambino vende le bandiere dei talebani a kabul

«Certo. E nella seconda guerra mondiale, lo sbarco in Normandia non fu altro che l'esportazione della democrazia. O meglio, il suo ripristino, visto che i Paesi europei già avevano un passato democratico, a differenza di quelli islamici. Comunque, è allora che nasce questo concetto di Occidente, inteso anche come rete di protezione dal totalitarismo comunista».

 

Lo scenario della guerra fredda.

«Quando Ronald Reagan introdusse lo scudo spaziale, non si servì di un intervento militare diretto, ma di un fortissimo strumento di pressione contro la dittatura comunista, in chiave di protezione di quest' alleanza occidentale. Il discorso di Joe Biden seppellisce completamente questa storia».

 

Non sarà stato un errore pensare che si potesse applicare lo schema del sistema di alleanze occidentali anche al Medio Oriente?

talebani con armi usa 7

«Non è che l'idea della cosiddetta esportazione della democrazia nasca dal nulla. Il ragionamento era: solo imponendo con le armi istituzioni democratiche, o comunque più libere, si sottrae un territorio ai terroristi islamici. Biden, invece, ha separato completamente il tema della lotta al terrorismo da quello del nation building».

 

Ha detto che gli americani erano andati lì solo per sconfiggere Al Qaeda.

«Se così fosse, perché sono rimasti 20 anni? Osama Bin Laden è stato ucciso nel 2011».

 

Quindi?

«La teoria, fallita in Iraq e in Afghanistan, è appunto che, introducendo elementi di democrazia in quei sistemi, si sarebbe tolto l'ossigeno al terrorismo. Il fatto è che i due aspetti erano strettamente correlati, mentre Biden li ha separati».

 

JOE BIDEN E LA PRESA DI KABUL DA PARTE DEI TALEBANI - MEME BY EMAN RUS

Peraltro, fino a pochi anni fa Biden auspicava proprio il nation building in Afghanistan.

«Non è solo un problema di Biden. Questa è la rivincita dell'isolazionismo, che fa parte del Dna americano».

 

Isolazionismo o sovranismo?

«Anche sovranismo, certo. Quello che ha fatto Biden è la più compiuta realizzazione dell'appello trumpiano all'"America first"».

 

Eppure, quando Biden vinse le elezioni, i commentatori celebrarono il funerale del sovranismo.

«Invece, ci dobbiamo abituare a un'America che non è più disposta a sobbarcarsi i costi dell'egemonia. La Cina, ad esempio, ragiona diversamente».

 

Come?

il discorso di joe biden dopo la caduta di kabul

«Ha interesse alla protezione, alla tutela e anche all'occupazione di interi territori. L'Africa, in primo luogo; l'Europa - e nell'Italia di Giuseppe Conte, Pechino aveva trovato una sponda: per fortuna, Mario Draghi ha rimediato - e, ora, pure l'Afghanistan, dove i cinesi cercheranno di comprarsi i talebani. L'Occidente democratico, dinanzi a questo, è totalmente privo di strumenti».

 

Siamo inermi?

«Be', di che parla l'Europa? Di profughi, mica di geopolitica».

 

Non è una visione apocalittica?

«Consideri che in ballo non c'è semplicemente la vittoria di una non democrazia. Pure il Venezuela o il Nicaragua sono non democrazie».

 

E allora?

talebani con armi usa

«Le non democrazie islamiche, dove la legge si mutua sulla sharia, sono la negazione di ogni diritto umano. Il punto vero è questo».

 

In che senso?

«L'impiccagione, la lapidazione, il taglio delle mani, la negazione di ogni più elementare diritto della donna sono il buio totalitario completo. Non stiamo uscendo dall'Afghanistan. Stiamo consegnando un'intera popolazione a dei banditi. Il tracollo sta qui: per l'Occidente i diritti umani non valgono più».

 

È anche vero che i diritti umani sono stati spesso usati come un pretesto per guerre di conquista

«Ma qui non c'è in ballo la Realpolitik. Questo è un grosso "chissenefrega". Chissenefrega se le donne vengono lapidate, massacrate, umiliate, mortificate».

la previsione sbagliata di biden sull afghanistan

 

Il primo discorso di Biden, nel suo cinismo, è stato abbastanza esplicito in questo senso.

«Biden ha tirato in ballo la democrazia. Ma qui siamo oltre la questione della democrazia, appunto».

 

C'entra l'islam?

«Ma certo. Insomma, è la differenza che passa tra una dittatura qualsiasi e il regime di Hitler. Noi ce ne fottiamo che ci sia Hitler. Perciò il paragone con Saigon è fuori luogo».

 

Come mai?

«Quella fu una guerra perduta. Questa è la cancellazione di una tradizione democratica».

 

È vero che l'accordo di Doha, che sanciva l'impegno degli americani a lasciare l'Afghanistan, lo siglò Donald Trump. Ma se questa fuga da Kabul l'avesse permessa lui, ci staremmo tutti a stracciare le vesti

«Questo è un topos della destra, però, sinceramente, non vedo una strenua difesa di Biden. Sì, non ci sono le manifestazioni di piazza. Ma nessun giornale internazionale lo giustifica».

joe biden riunione sull afghanistan

 

E l'opinione pubblica statunitense? Il calo nei sondaggi non sembra catastrofico.

«Perché l'opinione pubblica americana è isolazionista. Sono quasi gli stessi che non sarebbero voluti entrare nella seconda guerra mondiale. Certo, poi le immagini contano».

 

A che si riferisce?

«A queste persone disperate che fuggono, a chi lancia i bambini per cercare di salvarli, a chi s' aggrappa a un aereo, andando incontro a una morte certa. Queste immagini sono peggio di Saigon. Migliaia di persone che scappano con orrore. Ecco perché Biden ha parlato delle bare dei soldati avvolte con la bandiera americana».

 

Cioè?

«Noi non accettiamo più l'idea che la guerra è morte. Meglio i corridoi umanitari per far arrivare i profughi. Ma alla fine, chi si fiderà più dell'Occidente?».

elicottero usa a kabul per l evacuazione dell ambasciata

 

È questa una delle conseguenze geopolitiche potenzialmente più insidiose del flop in Afghanistan.

«Ma ve li ricordate i curdi, che ci hanno salvato il culo dall'Isis e sono stati abbandonati da Trump? E l'Arabia Saudita? Fanno a pezzi Jamal Kashoggi e Matteo Renzi va a dire che quello è il nuovo rinascimento. Andremo a giocare i Mondiali in Qatar: che penseranno i dissidenti del regime e le donne? A questo punto, sono sicuro che gli Usa si accorderanno pure con l'Iran».

 

Dice?

«Ma sì, che gli frega se questi si fanno l'atomica. Meno male che c'è Israele, che bombarda, ma non si fida più degli Usa. E secondo me si stanno facendo due domande anche in Ucraina e in Bielorussia».

 

La Nato?

«Non esiste più. Anche l'Europa è uno zero».

 

L'Europa non è parte lesa? Ci aspettavamo che, con Biden alla Casa Bianca, i rapporti tra Bruxelles e Washington sarebbero tornati idilliaci. Invece il presidente ha di nuovo scaricato l'Ue.

popolazione afghana festeggia i talebani

«Biden mantiene rapporti cordiali, perché è sempre meglio che l'Europa non gli metta i bastoni tra le ruote. Ma l'Europa non conta nulla nel quadro internazionale. Al centro ci sono Usa, Russia e Cina. È a questo mondo che si devono abituare i nostri figli. Al secolo cinese. Il mondo nato a Pearl Harbor è finito all'aeroporto di Kabul».

 

E che ci dobbiamo aspettare dal secolo cinese?

«Cupezza. Appannamento dei valori democratici. Subordinazione. Conte, grillini».

 

Ecco, Giuseppe Conte ne è uscito malissimo, con quella frase sui talebani «distensivi»

«Che je frega, poi recupera... Ma poi, è uscito male rispetto a cosa? Che gliene importa al mondo di quello che dice lui? Lui e i grillini, politicamente, sono dei morti viventi. È quella cultura, semmai, che si sta affermando».

 

E Luigi Di Maio in spiaggia?

la previsione sbagliata di biden sull afghanistan

«Ma che ci rimanga per sempre, con Michele Emiliano e Francesco Boccia. Teniamoli in vacanza, per evitare danni».

 

Le femministe?

«Sono delle ipocrite. Ma vorrei fare una proposta».

 

Che proposta?

«Freghiamocene di quello che dicono o non dicono. Chi sono? Chi rappresentano? Come possono aiutare le Saman, o le donne iraniane e saudite? La domanda non è perché le femministe non parlino, ma perché noi dovremmo porci il problema di quello che dicono. Lasciamole alla loro totale inutilità culturale».

afghanistan gruppo di talebani

 

La «proposta» vale anche per quelli che, 20 anni fa, difendevano i talebani e ora piangono per il ritiro degli Usa?

«Che dire: questa, oltre che la fine dell'Occidente, è anche la fine della logica».

pigi battista

IL DIALOGO DI CONTE CON I TALEBANI - BY OSHO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)