draghi

“SALVINI DICE CHE E’ IMPENSABILE CHIUDERE FINO A MAGGIO? SE E' PENSABILE O MENO LO DICONO I DATI” –  DRAGHI GELA IL LEADER LEGHISTA SULLE RIAPERTURE – IL PREMIER MINACCIA SANZIONI PER GLI OPERATORI SANITARI NO VAX E SUL VACCINO DICE: “VORREI FARE ASTRAZENECA, HO FATTO LA PRENOTAZIONE, ASPETTO” – I DUBBI SU SPUTNIK - POI ANNUNCIA LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE FINO ALLA PRIMA MEDIA – VIDEO

 

Alessandro Sala per corriere.it

 

draghi

Si va verso la «riapertura della scuola fino alla prima media». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, aprendo la conferenza stampa da Palazzo Chigi convocata per fare il punto sulle misure anti-Covid e per chiarire i dubbi sugli orientamenti della cabina di regia, che oggi determineranno i nuovi colori delle regioni.

 

«Il ministro dell’Istruzione Bianchi — ha spiegato — sta lavorando affinché la riapertura avvenga in modo ordinato e in alcuni casi sarà possibile effettuare alcuni test». Nessuna «azione estensiva e globale», tuttavia: viene dunque smentito che il rientro nelle aule sarà condizionato all’effettuazione di test di massa settimanali sull’intera popolazione studentesca.

 

draghi

Scuole aperte, tutto il resto no

Draghi ha evidenziato che l’allentamento delle restrizioni per gli alunni è possibile grazie ad alcuni segnali incoraggianti arrivati sempre dalla cabina di regia, in sostanza i numeri sulle curve, che hanno mostrato un calo del tasso di contagio, ma anche per le evidenze scientifiche che mostrano come la scuola primaria non sia di per sè una fonte di contagio.

 

«Lo sono invece — ha puntualizzato — tutte le attività para e peri-scolastiche». Per questo, ha detto, è opportuno mantenere tutte le altre restrizioni. «Abbiamo deciso di spendere questo piccolo tesoretto di cui disponiamo — ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ripartendo dagli spiragli di miglioramento presentati dalla cabina di regia — per riaprire la scuola, per l’importante funzione sociale che ricopre».

 

matteo salvini 3

 

Il botta e risposta con Salvini

Mentre Draghi parlava a Palazzo Chigi, il leader della Lega Matteo Salvini faceva trapelare il proprio disappunto per le anticipazioni della linea del governo che ipotizzavano una situazione in cui nessuna regione potrà tornare in giallo almeno fino all’inizio di maggio. «È impensabile tenere chiusa l’Italia anche per tutto il mese di aprile — ha detto il leader del Carroccio —.

 

Nel nome del buonsenso che lo contraddistingue, e soprattutto dei dati medici e scientifici, chiediamo che dal 7 aprile, almeno nelle regioni e nelle città con situazione sanitaria sotto controllo, si riaprano, ovviamente in sicurezza, le attività chiuse e si ritorni alla vita a partire da ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori, negozi».

mario draghi

 

Poi una chiusa che sa di avvertimento: «Qualunque proposta in consiglio dei Ministri e in Parlamento avrà l’ok della Lega solo se prevederà un graduale e sicuro ritorno alla vita». «Le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo — ha replicato a stretto giro Draghi, sollecitato dai cronisti —. «Le misure hanno dimostrato nel corso di un anno e mezzo di non essere campate per arie. È desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati.»

 

Il nodo vaccini

Le prime domande arrivate dai giornalisti, in particolare dai corrispondenti da Bruxelles in videocollegamento, erano state sulle misure a livello europeo per evitare la penuria di vaccini. Draghi ha spiegato che il blocco dell’export delle dosi è stato posto dall’Italia nel corso del Consiglio europeo di ieri ma ha sottolineato che «ora è all’attenzione di tutti». «Siamo stati gli unici a bloccare l’export dei vaccini — ha sottolineato —.

roberto speranza

 

Ora la Commissione Ue allarga la rete e i criteri entro cui possono cadere le società che esportano». In pratica, ha precisato, vengono introdotti i concetti di «proporzionalità e reciprocità». Ovvero: «Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, se consente o meno le esportazioni.

 

La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati». «Non se ne esce però con i blocchi — ha poi aggiunto —, ma solo con una produzione costante dei vaccini».

 

vaccino astrazeneca

Produzione che nel giro di 3-4 mesi avverrà anche in Italia, a partire dall’accordo tra Pfizer-Biontech e Thermo Fisher di Monza, a cui — ha annunciato — ne seguiranno altri. E quanto al mancato rispetto degli impegni da parte di AstraZenica sul numero di dosi fornite ai Paesi Ue, Draghi ha spiegato che più che quella di un’azione legale la strada da percorrere è quella di un accordo. Di certo non ci sarà un cambio nel modello di distribuzione dei vaccini, «noi e la Germania abbiamo deciso di no».

 

I dubbi su Sputnik

VLADIMIR PUTIN COL VACCINO SPUTNIK

Il capo del governo ha risposto anche ad una domanda sul vaccino russo Sputnik: «Starei attento a fare contratti — ha spiegato — perché ieri la presidente della Commissione europea ha messo in luce come, da un’indagine fatta dalla stessa commissione, possono produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto all’estero. È un vaccino in due dosi, a differenza di Johnson & Johnson, e all’Ema non è stata ancora presentata formale domanda su questo ma sta facendo review delle varie componenti e non si prevede che l’Ema si pronunci prima di tre o quattro mesi. Se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno».

 

La norma sugli operatori no-vax

Draghi ha spiegato anche che il governo intende intervenire sugli operatori sanitari non vaccinati («non va bene che siano a contatto con cittadini malati»), con una norma ad hoc, un decreto per la precisione, a cui sta lavorando la ministra della Giustizia, Marta Cartabia. E sulla campagna vaccinale portata avanti dalle Regioni ha ribadito la preoccupazione per il fatto che alcune categorie professionali siano state vaccinate prima dei cittadini anziani o più fragili, ma — ha detto — «la risposta delle Regioni è stata positiva».

 

«Inutile mettere veti o minacciare — ha aggiunto — si sta lavorando bene». Ha poi espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere entro aprile l’obiettivo del mezzo milione di dosi al giorno. Quanto a se stesso, ha rivelato, «non sono ancora stato vaccinato». «Mi vaccinerò con AstraZeneca — ha fatto sapere —, spero la settimana prossima: ho fatto la prenotazione e sto aspettando che mi rispondano».

mario draghi al senato 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…