michele ainis presidenza della repubblica presidente quirinale

“SE L'ELETTO SI ASTIENE, LEGITTIMA L'ELETTORE ALL'ASTENSIONE” – IL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS COMMENTA L’INDEGNO SPETTACOLO MESSO IN SCENA DAI PARTITI SUL QUIRINALE: “C'È STATA UNA RAPPRESENTAZIONE D'IMPOTENZA” – “SE DRAGHI HA INCONTRATO I SEGRETARI DI PARTITO PER DIRE ‘IO MI CANDIDO’, FORSE AVREBBE FATTO BENE A DIRLO PUBBLICAMENTE” – “IL PRESIDENZIALISMO? HO PAURA CHE IL NOSTRO SISTEMA NON ABBIA SUFFICIENTI ANTICORPI PER QUEL SISTEMA. SE LO FACESSIMO, DOVREMMO ESCOGITARE CON MOLTA ATTENZIONE I CONTRAPPESI…”

Francesco Boezi per “il Giornale”

 

michele ainis

Il professor Michele Ainis, noto ordinario di Diritto pubblico, spiega perché sarebbe meglio palesare le candidature in prossimità del giro di boa per il Quirinale.

 

Il sistema elettivo per il presidente della Repubblica è desueto?

«Non è soltanto questo capitolo ma più ambiti relativi ai meccanismi di funzionamento costituzionale dello Stato che richiederebbero interventi. Per quanto riguarda l'elezione del presidente della Repubblica, va specificato un dato: non è colpa della Costituzione.

CONTE SALVINI

 

A infastidire sono le modalità tramite cui avviene questa elezione. I cittadini sono spettatori di un gioco che non avviene nella scena pubblica ma con incontri più o meno riservati tra politici. Questo non dipende dalla Costituzione ma dalla prassi».

 

Può scaturire qualche paradosso?

LA CANDIDATA DONNA DI DRAGHI

«Beh, dovendo i parlamentari indicare un nome ed un cognome, chi vieterebbe di eleggere un omonimo? Giusto per fare un esempio: possono esistere due o tre "Sergio Mattarella" in Italia. A rigore di logica, dovremmo chiederci a chi si riferiscano le espressioni di voto dei parlamentari».

 

Vorrebbe il presidenzialismo e l'elezione diretta del capo dello Stato?

ENRICO LETTA VOTA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

«No. E questo non perché il presidenzialismo sia anti-democratico. All'interno della Costituente c'era Piero Calamandrei, che era un presidenzialista. Ho paura che il nostro sistema non abbia sufficienti anticorpi per quel sistema.

 

Se si dovesse decidere di procedere in quella direzione, dovremmo tutelarci attraverso la delle forti difese anticorpali. Le ragioni storiche sono decisive. Siamo in una contingenza storica in cui i personalismi hanno messo in crisi tutte le istituzioni: il consiglio comunale non conta più ma decide tutto il sindaco.

meme su sergio mattarella

 

Nelle Regioni contano i governatori. Il Parlamento è stato esautorato dal governo e quest' ultimo dal premier. Tutto questo non è salutare per la democrazia. Lo diceva anche Kelsen quando affermava che la democrazia non tollera un capo. È pericoloso procedere con un'elezione diretta del presidente della Repubblica. Se lo facessimo, dovremmo escogitare con molta attenzione i contrappesi».

 

Come se ne esce?

«Serve una razionalizzazione del sistema di governo, come con la sfiducia costruttiva. Sarebbe necessario legittimare il Parlamento attraverso una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti. Dobbiamo evitare le liste bloccate e le candidature blindate. Bisognerebbe riformare il bicameralismo perfetto: così potremmo ottenere qualcosa in termini di efficienza».

piero calamandrei

 

 Sul presidente della Repubblica: servirebbero candidature palesi?

«Quando ci si candida si dichiara in pubblico. Esistono dei candidati a loro insaputa. Penso al professor Sabino Cassese. Ce ne sarebbero molti altri. Sono candidati che vengono proposti da una coalizione.

Berlusconi, per dire, non è mai stato un vero e proprio candidato: ha sciolto la riserva ma non c'è mai stata una dichiarazione pubblica in cui ha detto che si sarebbe candidato».

 

Le tempistiche allontanano i cittadini dalla politica?

«Non avvicina il popolo. È uno spettacolo cui ci si può appassionare però, sin qui, c'è stata una rappresentazione d'impotenza da parte delle forze politiche. Mi lasci dire: non ho condiviso lo spettacolo messo in atto con l'astensione di centrodestra e centrosinistra.

 

MARIO DRAGHI

Se l'eletto si astiene, legittima l'elettore all'astensione. È un modo surrettizio per controllare il comportamento dei peones. Uno stratagemma che offende la libertà del voto che è garantita dalla segretezza del voto».

 

Si dice che Draghi abbia fatto delle consultazioni da Chigi...

«Se lui ha incontrato i segretari di partito per dire "io mi candido", allora forse avrebbe fatto bene a dirlo pubblicamente. Se invece ha incontrato i segretari di partito per ragionare del governo e della sua tenuta, allora Draghi è nella piena legittimità. Siamo sempre al discorso della candidatura: bisognerebbe esplicitare in pubblico la propria volontà».

GIULIANO AMATO SABINO CASSESE

 

Ci abitueremo ai bis?

«Staremo a vedere. La Costituzione non lo vieta. Per ora è stata un'eccezione ma potrebbe anche divenire la regola».

michele ainis SILVIO BERLUSCONIENRICO LETTA VOTA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA IN VERSIONE UMARELLSERGIO MATTARELLA - ILLUSTRAZIONE DI Aurora Ferretti - The SkillMARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI E ROBERTO FICO - VOTO PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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