conte di maio

“SE AVESSE ACCETTATO DI FARE IL PEONE NEL PD, INVECE DI VOLER ESSERE IL LEADER IMPROBABILE DEL M5S, GIUSEPPI AVREBBE AVUTO PIÙ SUCCESSO” – ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI BOLOGNA CONTE, SEMPRE PIU’ ISOLATO NEL M5s TROVA UNA SPONDA NELLA BASE DEM – L'AVVOCATO CON LA POCHETTE NEGA DIVERBI CON DI MAIO, CHE PUNTA A SFILARGLI LA LEADERSHIP PENTASTELLATA. COME DAGO-RIVELATO GIUSEPPI E’ RASSEGNATO ALLA DISFATTA M5S ALLE AMMINISTRATIVE E PUNTA A VINCERE COME RUOTA DI SCORTA DEL PD A BOLOGNA, NAPOLI E ROMA CON GUALTIERI AL SECONDO TURNO...

MARIO AJELLO per il Messaggero

 

CONTE DI MAIO

Festa nazionale dell'Unità a Bologna, ieri sera, mentre Conte sta salendo sul palco: «Se avesse accettato di fare il peone nel Pd, invece di voler essere il leader improbabile di M5S, Giuseppi avrebbe avuto più successo». Lo dice un anziano militante dem al suo vicino di posto. Ma lo sa anche Conte il quale, arrivando a Bologna, confessa: «E' una faticaccia enorme guidare i 5Stelle. Non so se reggerò a lungo». E comunque in questa festa, al contrario delle altre che l'hanno preceduta, più che i complicati per il Pd scenari nazionali (quando si parla di questi gli spazi dibattito sono semi-vuoti) si pensa a quelli locali e si partecipa a questi ultimi.

 

C'è l'orgoglio di avere una vittoria sicura nelle comunali del 3 e 4 ottobre a Bologna. E questo sembra essere l'unico slancio vitale di una kermesse stanca in una città che questa volta come sempre - tranne la parentesi Guazzaloca - si accontenta di una stanca continuità amministrativa. «Tanto vince come al solito il candidato del Pd», si sente ripetere ovunque nella capitale emiliana. Matteo Lepore, ex assessore, sostenuto anche da M5S ma in posizione subalterna nonostante il grillismo sia nato qui («Ora se arrivano al 10% è un miracolo e comunque vinciamo anche senza di loro», si compiacciono i maggiorenti dem), può farcela al primo turno secondo gli ultimi sondaggi: con il 56-60 per cento contro Fabio Battistini (35-39 per cento) che è il candidato del centrodestra, unito ma anche no.

conte di maio

 

DISUNIONE Nei quartieri la coalizione di centrodestra non ha tenuto e ognuno andrà per sé e qualcuno maligna che ciò è dovuto al fatto che nell'unica circoscrizione dove l'alleanza poteva vincere il candidato sarebbe stato di FdI. Il partito meloniano ha lasciato alla Lega la scelta del candidato sindaco, e adesso anche a Bologna come dappertutto la gara tra Salvini e Meloni è a chi prende un voto più dell'alleato. E intanto dice Igor Iezzi, colonnello salvinista: «Mi auguro che non ci sia nessun esponente di FdI che voglia togliere voti al candidato sindaco unitario». I soliti sospetti tra amici-nemici. Anche sul fronte opposto - in questa città ormai rassegnata allo strapotere dem più, sopportato che amato, e arresa alla prosecuzione senza tempo del 900 in rosso o in rosa - esistono i problemi ma sono problemi di chi ha già la vittoria in tasca. Si tratta dell'epurazione di assessori uscenti non rimessi in lista perché filo-renziani.

 

conte di maio

Neppure l'arrivo ieri a Bologna del ministro Guerini, leader della corrente Base riformista, e il suo incontro con Lepore sono riusciti a portare la pace. Un pezzo di Pd potrebbe così sostenere la lista civica, e alleata, dell'esponente renziana Isabella Conti che fu battuta alle primarie da Lepore. Un parlamentare bolognese, Francesco Critelli, è particolarmente indignato: «Questa epurazione è una macchia indelebile per il Pd». Ma il segretario Letta non ha mosso un dito. Intanto ecco, alla festa dell'Unità allestita al parco Nord, che si aggira con i suoi riccioli velocemente incanutiti, Mattia Santori. Doveva inventare da leader carismatico delle Sardine una nuova politica giovane e fresca e invece s' è accontentato di un posto (forse) da consigliere comunale nel vecchio Pd. E fioccano le scommesse: «Sarà eletto o lo trombano?».

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

 

Nell'appassimento generale, quello di M5S è il più evidente. Se Grillo lanciò da piazza Maggiore il suo vaffa gridato da decine di migliaia di persone, ieri sera per l'incontro di Conte e Di Maio con i bolognesi a Piazza Verdi nessun bagno di folla. L'obiettivo di Conte, non solo a Napoli ma anche qui, è vincere come ruota di scorta del Pd visto che M5S non ha altro modo nello sfacelo generale - basti pensare che in Emilia Romagna su 40 comuni al voto il simbolo stellato è presente solo in 6 - per spuntarla.

 

CRISI STELLATA Il capolista Max Bugani, star ai tempi del grillismo emiliano trionfante e ora appena dimessosi da capo staff della Raggi, gonfia il petto portando a spasso Conte e Di Maio nel centro cittadino: «Il Pd governerà con noi e addio renziani». L'asse rossogiallo è quello su cui, in chiave anche nazionale, punta tutto Conte, e quando arriva in tarda serata alla festa dell'Unità - e cerca di rimediare populisticamente alla gaffe che ha gettato scompiglio in M5S e anche in Letta: «Non volevo dire che lascio, ma solo che per me la politica non sarà mai un mestiere» - viene accolto da un'ovazione da parte della base dem che sembra più affezionata all'ex premier che ai propri dirigenti. Qualcuno minimizza: «Conte si è portato la claque».

di maio conte

 

Ma vedendolo cantare Bella Ciao all'osteria dell'Anpi, insieme ai partigiani o presunti tali, sembra proprio che il popolo rosso gli voglia bene e che rimpianga la stagione in rossogiallo con frasi del tipo: «Il governo Draghi non è il nostro governo». Ma un po' il popolo dem teme l'ex premier. «Non avendo più un fuoriclasse nel Pd - è il ragionamento di diversi militanti - Conte potrebbe prendersi alle elezioni politiche un bel pezzo del nostro elettorato». Se non fosse che proprio Giuseppi non è sicuro di durare per altri due anni.

conte di maioconte di maioconte di maioluigi di maio giuseppe conte by osho

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...