roberto speranza luigi di maio patrizio bianchi luciana lamorgese mario draghi

“SE DRAGHI RIESCE A GOVERNARE CON SIMILI MINISTRI DEVE ESSERE PER FORZA UN DRAGO” – BELPIETRO ELENCA I MINISTRI-ZAVORRA DELL’ESECUTIVO DI SUPER-MARIO: “SPERANZA NON È IL SOLO A ESSERE AL DI SOTTO DI UNA SOGLIA MINIMA DI DECENZA CHE LO RENDA CREDIBILE. ALTRI SUOI COLLEGHI STANNO FACENDO A GARA PER EGUAGLIARNE GLI INSUCCESSI. PRENDETE PER ESEMPIO PATRIZIO BIANCHI. O LUCIANA LAMORGESE, CHE IN QUESTI PRIMI MESI DI GOVERNO È USCITA CON LE OSSA ROTTE. L'ELENCO DEGLI IMPRESENTABILI DELL'ESECUTIVO PUÒ PROSEGUIRE CON LUIGI DI MAIO, MA DELL'ELENCO DI INCAPACI NON POSSONO NON FAR PARTE ANCHE…

Maurizio Belpietro per “La Verità”

 

MAURIZIO BELPIETRO

Di Mario Draghi abbiamo una grande stima e per questo, dal giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi, siamo un po' meno pessimisti sul futuro del nostro Paese.

 

Quando serve, l'ex governatore della Banca centrale europea sa tirare diritto senza piegarsi alle convenienze politiche, ma soprattutto senza lasciarsi trascinare nel gorgo delle ambiguità partitiche. In sei mesi di governo, ha già fornito diverse prove di capacità decisionale e una di queste fu quando a metà giugno, rientrando da un vertice internazionale, convocò in tutta fretta una conferenza stampa per correggere la linea del ministro della Salute.

 

Tuttavia, se possiamo dir bene del presidente del Consiglio, la stessa cosa non possiamo fare per alcuni dei suoi ministri, i quali si rivelano giorno dopo giorno al di sotto del ruolo loro assegnato. Il primo tra questi è senza dubbio Roberto Speranza, che da quando si occupa della Salute ha collezionato una serie di brutte figure.

 

mario draghi in conferenza stampa

Tralasciamo, ma solo perché i lettori ne sono a conoscenza, le gaffe di quando faceva parte del gabinetto guidato da Giuseppe Conte: alcune infatti sono passate alla storia.

 

E non consideriamo neppure il pasticcio su AstraZeneca, che costrinse il premier a dettare la linea del governo sul mix vaccinale rientrando in fretta dalla Spagna.

 

Ci limitiamo dunque alla stretta attualità, ovvero al green pass. Il certificato vaccinale avrebbe dovuto essere uno strumento per agevolare la vita degli italiani, consentendo loro di avere normali relazioni nonostante il Covid.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

Invece, da passaporto verso la libertà, si è trasformato in un problema. Prova ne siano le continue correzioni di rotta dell'esecutivo, che, lungi dal trasmettere una situazione di certezza, danno l'impressione di un caos incontrollato.

 

A noi erano da subito apparse chiare le incongruenze del provvedimento approvato dagli esperti nominati dal ministero. Ma per gli occhiuti funzionari, continuava a essere giusto imporre il lasciapassare nei ristoranti e non nelle mense, sui treni interregionali, ma non su quelli dei pendolari.

la ministra luciana lamorgese

 

Risultato: a dieci giorni dall'introduzione del green pass, Speranza e la sua corte sono costretti alla retromarcia, rendendo obbligatorio il certificato anche per accedere alla mensa. È evidente che si tratta solo dell'inizio, perché tra poco la stessa correzione di rotta riguarderà i luoghi di lavoro e poi i mezzi di trasporto, perché se il green pass è indispensabile sul treno, non si capisce perché non lo debba essere anche sull'autobus.

 

patrizio bianchi foto di bacco (5)

Ma Speranza non è il solo ministro a essere al di sotto di una soglia minima di decenza che lo renda credibile agli occhi degli italiani. Infatti, altri suoi colleghi stanno facendo a gara per eguagliarne gli insuccessi. Prendete per esempio Patrizio Bianchi. Da sei mesi si occupa dell'Istruzione, ma da quando è al ministero si è dato da fare per far rimpiangere Lucia Azzolina, l'indimenticabile responsabile della scuola a 5 stelle.

 

conte speranza

Arrivato con una solida fama di gregario prodiano, Bianchi è riuscito a scomparire dai radar per mesi, lasciando che le lezioni proseguissero in una specie di autogestione, poi è riemerso per annunciare un accordo con il sindacato che consentirà ai docenti non vaccinati di poter fare lezione. In pratica, il ministro ha annunciato tamponi gratis per tutti i No vax in cattedra. Neanche il tempo di gioire dell'intesa sindacale, che Bianchi è stato costretto alla marcia indietro.

 

Resosi conto che il patto non solo introduceva una disparità di trattamento con altre categorie di lavoratori, ma anche con gli studenti, il ministro ha annunciato che i tamponi gratis saranno messi a disposizione solo di chi non può vaccinarsi e non dei No vax. Un dietrofront che ovviamente non ha convinto nessuno, anche perché non risulta che in Italia ci siano oltre duecento mila insegnanti considerati «fragili».

 

CONTE LAMORGESE

Ma se Bianchi, forse a causa dell'inesperienza, si è dimostrato al di sotto delle aspettative, anche una donna delle istituzioni come Luciana Lamorgese in questi primi mesi di governo Draghi è uscita con le ossa rotte. Anche in questo caso, come per Speranza, trascuriamo l'anno al fianco di Giuseppe Conte, le migliaia di sbarchi di clandestini e gli annunci di intese per la distribuzione dei migranti in Europa poi mai divenute concrete.

 

LUIGI DI MAIO IN SPIAGGIA CON MICHELE EMILIANO E FRANCESCO BOCCIA

Ci concentriamo solo sulle notizie più recenti, quelle riguardanti i controlli del green pass. Le giravolte su chi avesse titolo per controllare il certificato vaccinale, confrontandolo con la carta d'identità, rimarranno negli annali della confusione al governo, perché di rado si riesce a dare una sensazione così netta di improvvisazione delle istituzioni. Dopo aver nominato carabinieri i camerieri, salvo degradarli il giorno seguente al loro ruolo iniziale per poi riattribuirgli un potere di verifica grazie a un intervento del Garante della privacy, il ministro ha annunciato feroci controlli, ma chiunque ha capito che non erano minacce da prendere in grande considerazione.

 

mario draghi luigi di maio 1

L'elenco degli impresentabili dell'esecutivo può proseguire con Luigi Di Maio, che con la caduta di Kabul ha dimostrato tutta la sua inconsistenza, spiaggiandosi in Puglia e rilasciando un'inutile intervista al Corriere della Sera invece di organizzare un ponte aereo per salvare chi negli anni era stato al fianco delle truppe italiane in Afghanistan.

 

fabiana dadone coi piedi sulla scrivania

Ma dell'elenco di incapaci non possono non far parte la ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, e quella per le politiche giovanili, Elena Bonetti, personaggi che meriterebbero una puntata di Chi l'ha visto? a loro interamente dedicata. Dubbi ne abbiamo anche su ministri come Dario Franceschini, Enrico Giovannini, Stefano Patuanelli e perfino sui cosiddetti esperti in innovazione e transizione ecologica, Vittorio Colao e Roberto Cingolani, i quali saranno competenti nelle loro materie, ma al ministero loro assegnato sembrano pesci fuori dall'acqua. Visto nel suo complesso, l'esecutivo ci induce a rinnovare la stima nei confronti di Mario Draghi, il quale se riesce a governare con simili ministri deve essere per forza un drago.

elena bonettiroberto cingolani 1

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...