beppe sala

“SE IL LOCKDOWN S'HA DA FARE, VOGLIO ESSERE COINVOLTO” - BEPPE SALA PUNTA I PIEDI CERCANDO DI ALLONTANARE OGNI IPOTESI DI CHIUSURA DI MILANO: “DA PADRE DI QUESTA COMUNITÀ VOGLIO ESSERE COINVOLTO, VOGLIO VEDERE I DATI. NON VOGLIO VEDERE L'IPOTESI SUI GIORNALI, FATTA FILTRARE, COMUNICATA DA UN CONSULENTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE. ABBIAMO MESSO IN ATTO DELLE MISURE CHE SONO GIÀ DOLOROSE, VOGLIAMO VEDERE CHE EFFETTO DANNO QUESTE AZIONI? VOGLIAMO DARCI QUALCHE GIORNO PER VEDERNE L'EFFETTO?"

BEPPE SALA

SALA, SE LOCKDOWN VOGLIO ESSERE PARTECIPE DECISIONE

 (ANSA) - Se il lockdown "s'ha da fare io, sindaco del Comune di Milano, da padre di questa comunità voglio essere coinvolto, voglio vedere i dati e voglio essere partecipe della decisione". Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un video sulle sue pagine social. "Non voglio vedere l'ipotesi sui giornali, fatta filtrare, comunicata da un consulente del ministero della Salute, chiedo di essere partecipe. E così il sindaco di Napoli", ha concluso.

 

SALA, LOCKDOWN? SE CI SARÀ BISOGNO MILANO FARÀ SUA PARTE

 (ANSA) - "Se ci dovesse essere bisogno Milano farà la sua parte, eccome". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato dell'eventualità di un lockdown in città intervenendo ad un incontro online promosso dalla Cgil. "Dobbiamo essere il più possibile razionali perché stiamo parlando di sei mesi presumibilmente di sofferenza che ci aspettano, per cui al momento non c'è in programma un lockdown più generale - ha aggiunto -. Credo che nel weekend ci incontreremo ancora con il governatore Fontana", per un aggiornamento della situazione.

 

BEPPE SALA

"Mentre all'inizio aveva senso parlare di focolai, oggi è il mondo che è un focolaio. Per questo sono tra quelli che ritengono che le misure devono essere il più possibile unitarie e univoche a livello di Paese - ha aggiunto ancora Sala -. Milano in questo momento è molto toccata ma sono molto toccate anche le vicinanze geografiche, Monza e Brianza e Varese, o altre città come Napoli ed è evidente che se tutto questo arrivasse al sud, farebbe più fatica a reggere".

 

SALA, FASTIDIOSO CHE CHI LAVORA PER MINISTERO DICA LOCKDOWN

 (ANSA) - "Mi dà da fastidio che qualcuno che lavora per il ministero della Salute dice che bisognerebbe fare il lockdown a Napoli o a Milano, se bisogna farlo lo facciamo ma queste cose vanno preparate e più rendi esplicito prima le possibilità più diventa tutto difficile". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo al confronto online sul "Piano per la Ripresa, l'Innovazione e lo sviluppo di Milano e dell'Area Metropolitana", redatto da Cgil Milano. "Io ieri ho passato quasi la giornata al telefono a rispondere ai tanti che mi chiedevano, ' allora chiudete'?", ha concluso.

beppe sala legge se stesso

 

SALA, NON ESISTONO PARTITI DEL SÌ E DEL NO AL LOCKDOWN

 (ANSA) - "La cosa che mi preoccupa è che è come se si volesse creare l'idea che c'è un partito del no lockdown, rappresentato da me e dal sindaco di Napoli de Magistris ad esempio, e un partito del lockdown rappresentato dal ministero della Salute, non è così". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo video sul social.

 

SALA: LOCKDOWN? VEDIAMO PRIMA EFFETTI DI MISURE PRESE

 (ANSA) - "Non è che noi non rischiamo di andare verso un lockdown ma abbiamo messo in atto delle misure che sono già dolorose, vogliamo vedere che effetto danno queste azioni? Vogliamo darci qualche giorno per vederne l'effetto?". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato dell'eventualità di un lockdown in città e delle misure anti contagio da poco varate dal governo in un video sulle sue pagine social. "Penso ai ristoratori, ai bar, a tutti quelli che fanno parte della comunità dello spettacolo, ai tassisti, allo sport. Perché il giorno dopo queste misure si esce già dicendo 'ma forse poi si fa il lockdown'. Allora perché le abbiamo fatte?", ha concluso.

le borracce di beppe sala 1

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