matteo renzi giuseppe conte alfonso bonafede nicola zingaretti

“SE VOGLIONO CACCIARCI, CE LO DICANO” - MATTEO RENZI A “CIRCO MASSIMO” CONTINUA AD ALZARE LA TENSIONE SULLA PRESCRIZIONE: “IL PD CONTINUA A INSEGUIRE I 5 STELLE, SUL CITOFONO DEL NAZARENO C’È SCRITTO TRAVAGLIO” - ZINGARETTI È CONTENTO DI VOTARE IL FINE PROCESSO MAI: “SI È FATTO UN ENORME PASSO IN AVANTI” - SALVINI: “IL GOVERNO TIRA A CAMPARE NEL NOME DEL RINVIO…”

 

 

salvini bonafede

PRESCRIZIONE, SALVINI: GOVERNO TIRA A CAMPARE IN NOME DEL RINVIO

(LaPresse) - "Abbiamo un Governo che tira a campare nel nome del rinvio. Rinvia la tassa sulla plastica, quella sullo zucchero, rinvia il Mes, l'autonomia, la prescrizione. §Vogliono cancellare Quota cento e i decreti sicurezza. Noi daremo battaglia perché l'Italia non può permettersi di perdere tempo". Così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta Facebook da Reggio Calabria.

alfonso bonafede

 

PRESCRIZIONE, BONAFEDE: SU LODO CONTE BIS VALUTIAMO IPOTESI DECRETO LEGGE

(LaPresse) - E' ancora possibile un perfezionamento del lodo Conte bis sulla prescrizione? "No, poi per carità c'è il Parlamento che è sovrano e ci sono ancora i passaggi parlamentari; però diciamo che abbiamo fatto otto vertici, ora si va in Consiglio dei ministri su quel testo e poi chiaramente a seconda del veicolo su cui si deciderà di portare il Conte bis allora a quel punto il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi".

giuseppe conte alfonso bonafede

 

Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, parlando con i giornalisti a Firenze a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar della Toscana. E circa lo strumento legislativo da adottare, Bonafede ha osservato: "Stiamo riflettendo su diverse ipotesi, tra cui il decreto legge".

 

PRESCRIZIONE,BONAFEDE: STOP RICORSO A DIRITTO DI VETO,PD E LEU LEALI-2

ALFONSO BONAFEDE E FABIANA DADONE

(LaPresse) - "Io mi attengo alla realtà dei fatti e al fatto più importante - ha aggiunto Bonafede -, cioè che lunedì in Consiglio dei ministri andrà la riforma del processo penale per garantire ai cittadini italiani certezza e brevità dei tempi del processo, per quanto possibile, e chiaramente con l'eliminazione di ogni isola di impunità. Lunedì contemporaneamente verrà approvato probabilmente un decreto legge, stiamo verificando qual è il veicolo migliore, per concretizzare il cosiddetto lodo Conte bis su cui ho sentito varie versioni da parte dei giornalisti, e invece chiariamo semplicemente che si tratta di sospendere la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, in caso di condanna, e all'esito del giudizio di appello, in caso di assoluzione, la persona che era stata condannata in primo grado recupera i tempi di prescrizione. Dopodiché anche la nuova legge garantirà comunque che ci sarà il tempo necessario per fare il grado di giudizio successivo. Il punto per me è questo, è partire dal lavoro per i cittadini".

 

nicola zingaretti giuseppe conte

PRESCRIZIONE, ZINGARETTI: PASSO AVANTI ENORME, BONAFEDE HA CAMBIATO LEGGE

(LaPresse) - "Sulla prescrizione si è fatto un enorme passo in avanti, decisivo. Il ministro Bonafede ha stravolto la posizione di partenza". Così il segretario Pd Nicola Zingaretti aprendo la direzione nazionale Dem.

 

 

RENZI A CIRCO MASSIMO: "SE VOGLIONO CACCIARCI, CE LO DICANO. SU PRESCRIZIONE NON ARRETRIAMO, ACCORDO DI IERI NON HA I NUMERI. PD CONTINUA A INSEGUIRE 5 STELLE, SUL CITOFONO DEL NAZARENO C'È SCRITTO TRAVAGLIO. SE TRAMO CON DI MAIO? NON CI SIAMO MAI INCONTRATI DAL 2015"

 

Da “Circo Massimo - Radio Capital”

 

Sulla prescrizione si è trovato l'accordo a tre fra Pd, M5S e Leu; Italia Viva resta ferma sulle sue posizioni e dice no. "Se ne prenderanno la responsabilità", dice il ministro della Giustizia Bonafede. A Circo Massimo, su Radio Capital, la replica del leader di Iv Matteo Renzi: "Questo governo, che io stesso ho promosso, è nato per evitare l'Italexit di Salvini, ma non posso diventare giustizialista. Siamo una forza riformista, non cediamo al populismo nella giustizia. Non ce ne andiamo ma se ci vogliono cacciare, ce lo dicano".

MATTEO RENZI 1

 

"Premesso che il Paese in questo momento ha ben altri problemi, come le infrastrutture o il coronavirus - continua Renzi - sulla giustizia bisogna trovare un punto d'accordo. Il compromesso di ieri è un passo avanti, ma per noi non è sufficiente perché contiene ancora un principio giustizialista. Il Parlamento deve scegliere tra la legge di Bonafede e Salvini e quella di Gentiloni e Orlando. Io sto con questi ultimi due. La novità di ieri è che il Pd si è schierato con il M5s". Ed è proprio contro i democratici che si scaglia l'ex premier: "Non riesco a capire perché il Pd non utilizzi la forza del risultato in Emilia Romagna per dettare l'agenda, ma continui a inseguire quella dei cinquestelle. Se al citofono del Nazareno c'è scritto 'citofonare Travaglio' è un mutamento genetico, è il passaggio dal riformismo al giustizialismo. A me questo dispiace".

 

alfonso bonafede lorenzo fioramonti

Di fatto Renzi non ha intenzione di uscire dal governo e smentisce le indiscrezioni che parlano di un appoggio esterno del suo partito: "Un appoggio esterno significherebbe che dovremmo far dimettere i nostri ministri: Bellanova è la numero uno sull'agricoltura, Bonetti sta lavorando bene, il sottosegretario Scalfarotto è l'unico che capisce di export. Noi non vogliamo lasciare. Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d'ora", afferma ancora. "Sulla giustizia però noi non ci stiamo. Se qualcun'altro per mantenere una poltrona è disponibile a diventare socio della piattaforma Rousseau faccia pure, noi siamo un'altra roba".

ALFONSO BONAFEDE MATTEO SALVINI

 

MATTEO RENZI L'ARIA CHE TIRA

Secondo il senatore di Italia Viva "questo accordo a tre, a mio sommesso avviso, non ha la maggioranza in Parlamento". E sulla possibilità che Conte trovi 50 centristi pronti a sostenere il governo aggiunge: "Io non ho problemi su questo, se lui trova i voti nel mondo della destra io sono contento per loro, un po' meno per il Paese, ma noi non lo faremo. La mia impressione è che abbiano fatto male i conti, rischiano di fare un pasticcio". Renzi sconfessa, infine, i sospetti di una manovra architettata con Di Maio per sostituire Conte: "Il mio obiettivo non è cambiare il presidente del Consiglio ma vorrei che Conte cambi passo. Io non tramo con Di Maio, non ci siamo mai incontrati dal 2015, quando ci vedemmo io premier lui capo dell'opposizione per la legge elettorale. Spero che Di Maio abbia da occuparsi di politica estera".

MATTEO RENZI

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)