sergei guriev vladimir putin tetto gas prezzo

“SENZA LE ENTRATE DEL PETROLIO PUTIN NON POTREBBE PIÙ SFIDARCI” – L’ECONOMISTA RUSSO SERGEI GURIEV: “L’EUROPA PUNISCE GLI OLIGARCHI E AIUTA KIEV. BENE, MA C'È UNA IPOCRISIA. CONTINUANO A SPENDERE CENTINAIA DI MILIONI DI DOLLARI AL GIORNO PER COMPRARE IL PETROLIO E IL GAS RUSSO. DOVREBBERO SMETTERE AL PIÙ PRESTO. PUTIN PUÒ PERMETTERSI DI RICATTARE L'EUROPA CON IL GAS, ANCHE PER MOLTI MESI, ALMENO PER TUTTO L'INVERNO. SE COLPIAMO I RICAVI PETROLIFERI, LA SITUAZIONE SI FARÀ PIÙ DIFFICILE PERCHÉ…"

Marco Zatterin per “La Stampa”

 

sergei GURIEV 1

Sergei Guriev vede il nemico anche oltre le acque del lago di Como. Si chiede quale possa essere la villa, anzi le ville, sequestrate a Vladimir Soloviev, «uno dei più corrotti e fedeli sostenitori di Putin». Ha uno sguardo austero, l'economista nato in Ossezia settentrionale, classe 1971, esule politico dal 2013, ora docente alla parigina Sciences Po.

 

«Soloviev è considerato da molti russi il simbolo del decadenza del regime - concede -, ma è anche la prova del fatto che le sanzioni funzionano». Su questo, non ha proprio dubbi. «Qui al Forum di Cernobbio - assicura - l'ex segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha detto una cosa molto vera, "Putin non si fermerà, dobbiamo capirlo". Se evitiamo le sanzioni, renderemo solo le cose più difficili».

 

Davvero non c'è alternativa, professore?

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

«Certo! Se mitighiamo la stretta, avremo forse meno danni oggi e più domani, come con Monaco nel 1938. La nostra offensiva economica deve ridurre la quantità di risorse disponibili per la guerra di Putin. È una difesa, non un attacco. Non ci può essere alcuna equivalenza morale nel giudizio di Putin e l'Occidente».

 

Come valuta l'azione dei governi europei?

«Puniscono gli oligarchi, aiutano Kiev. Bene. Ma c'è una ipocrisia. Continuano a spendere centinaia di milioni di dollari al giorno per comprare il petrolio e il gas russo. Dovrebbero smettere al più presto. Ogni singolo euro che l'Europa paga alla Russia finanzia la guerra, distrugge l'Ucraina, uccide i suoi cittadini e, in ultima analisi, rende ancora più costosa la prospettiva di una ricostruzione».

 

Il G7 avanza col tetto a petrolio e gas. Buona nuova?

SERGEI GURIEV

«Si, lo è. È importante per l'Italia perché è stato Draghi il primo a parlarne. È un economista e, in genere, gli economisti non sono favorevoli a regolamentare i prezzi, ma si tratta di un approccio valido solo per i mercati sui quali vige la concorrenza e non è questo il caso. Petrolio e del gas sono terra di monopoli e cartelli. In tale contesto, pensare un tetto ai prezzi è completamente logico».

 

Anche l'Ue lavora a una misura analoga, limitata però al gas usato per l'elettricità. È sufficiente?

«No. Capisco però quanto sia difficile procedere sulla strada delle sanzioni, e allora anche un passo breve può essere utile. Ogni misura che riduce il flusso di liquidità verso Putin è benvenuta. Il principio è semplice: meno denaro arriva a Mosca, prima finirà la guerra».

 

LA STRETTA DI MANO TRA DRAGHI E ZELENSKY

La reazione del Cremlino al G7 e Ue è la minaccia di bloccare le forniture di gas. Dice sul serio?

«Non è una questione facile. Ha bisogno dei soldi, ricordiamolo. Ha intrapreso questo gioco in estate con Nord Stream. I dati ci dicono che in luglio la Russia si è ritrovata un enorme deficit di bilancio, 900 miliardi di rubli, il che equivale all'8 per cento del Pil mensile. Sono un sacco di soldi. È un disavanzo insostenibile nel lungo termine. È la ragione per cui ha fretta, il motivo che lo spinge ad alzare i toni delle minacce».

 

L'obiettivo?

«Vuole dividere l'Europa e costringerla a passare un inverno al freddo. In ogni modo. Anche magari sostenendo un nuovo governo in Italia che destabilizzi l'Unione, chi lo sa?».

 

TETTO LA QUALUNQUE - BY CARLI

Crede davvero che Putin stia puntellando la destra verso il voto del 25 settembre?

«Non lo so e preferisco non commentare questioni di politica italiana. Certo, Matteo Salvini è uno che ha un passato quanto a sostenitore di Putin».

 

La Lega preferisce sottolineare gli effetti delle sanzioni sull'Italia che quelli sulla Russia. L'estremista Wilders, a Cernobbio, ha fatto lo stesso.

«La narrativa della destra è che "la guerra è orrenda ma bisogna evitare le sanzioni perché danneggiano noi e non la Russia".

 

La realtà rivela l'esatto contrario, solo che a Mosca nessuno si lamenta perché non vuole finire dentro, mentre in Europa siamo fortunatamente liberi anche di lamentarci. I dati sul disavanzo russo di luglio dimostrano che le sanzioni funzionano e che Putin non se le può permettere».

SALVINI PUTIN

 

Quanto può resistere?

«Putin può permettersi di ricattare l'Europa con il gas, anche per molti mesi, almeno per tutto l'inverno. Se colpiamo i ricavi petroliferi, la situazione si farà più difficile perché il petrolio è più rilevante del gas. Senza entrate non potrebbe più sfidarci. Tutto dipende dalla forza dell'embargo, dalla possibilità che India e Cina seguano le grandi potenze. Meno materia prima compriamo da Putin e più difficilmente potrà ricattarci perché ha bisogno di soldi per pagare la guerra».

PUTIN E IL GAS - BY EDOARDOBARALDI

 

Andiamo sul campo. Chi sta vincendo la guerra?

«Guardiamo i fatti. Putin è andato nel Nord dell'Ucraina e si è ritirata: sconfitta. Ha stabilito un contatto di terra con la Crimea: vittoria. Ha cercato di conquistare la regione di Lugansk e il Donetsk: pareggio, anche perché non è chiaro cosa stia succedendo, si parla di una offensiva ucraina. L'11 settembre nella Federazione Russa andrà si vota per eleggere 15 governatori e altri rappresentanti parlamentari. Putin voleva i referendum nei territori occupati e non li avrà. Una sconfitta».

 

Il conteggio finale?

«Prima della guerra la Russia controllava il 7 per cento del territorio ucraino, ora è al 20.

Ha speso un capitale immenso. In definitiva, non credo che si possa parlare di vittoria».

 

E l'Ucraina?

«Per Kiev vincere sarebbe tornare a confini pre-bellici, ma non credo che succederà. Ci sarà un armistizio, non la Pace».

 

In attesa dell'esito finale, lei vive esule a Parigi. Prova un brivido quando vede che i dissidenti russi cadono dalle finestre?

vladimir putin ravil maganov

«Come molti altri, ero contro Putin già prima della guerra. La situazione non è cambiata. Il pericolo maggiore è per chi si è schierato dopo il 24 febbraio. Ravil Maganov della Lukoil era uno di loro e in effetti trovo strano che uno scelga di andare in ospedale per suicidarsi. L'intero consiglio della sua società ha protestato per l'attacco all'Ucraina dopo che questo era avvenuto. Per me invece non cambia nulla».

 

Possono ucciderla, ma non impedirle di vivere, al solito?

«A Parigi lo abbiamo visto dopo gli attacchi terroristi del 2015. Tutti abbiamo ripreso a condurre la vita di sempre. Le battaglie continuano, piangi per le vittime, difendi la memoria, aiuti i parenti, e a sera bevi un buon bicchiere. Se cambi la tua esistenza, vuol dire che hanno vinto. Perché il loro obiettivo è fermare la tua vita e impedirti di vivere in un mondo libero».

VIGNETTA DEL FOGLIO SULLA MORTE DI RAVIL MAGANOVil corpo di ravil maganov ospedale clinico centrale di mosca sergei guriev

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)