massimo cacciari green pass

“SI STA TRASFORMANDO IL LASCIAPASSARE IN UNA FORMA DI CONTROLLO PERMANENTE E SEMPRE PIÙ PERVASIVA” - MASSIMO CACCIARI NON SMETTE PIÙ DI STREPITARE CONTRO IL GREEN PASS: “SI PASSERÀ DA UNA SITUAZIONE EMERGENZIALE A UN CONTESTO IN CUI VERRÀ RISTRUTTURATO UN SISTEMA DI GOVERNO TECNICO POLITICO CHE USERÀ, VOLENTE O NOLENTE, LE CIRCOSTANZE PER NEUTRALIZZARE LE RAGIONI DI CONFLITTO” - L’INTERVENTO AL CONVEGNO NO-PASS CON AGAMBEN E MATTEI 

UGO MATTEI MASSIMO CACCIARI GIORGIO AGAMBEN

Tommaso Baronio per “La Verità”

 

Era dedicato alle «Politiche pandemiche» il convegno organizzato da Generazioni future e andato in streaming ieri sulla pagina facebook dell'associazione. All'evento hanno partecipato importanti intellettuali del calibro di Ugo Mattei, Giorgio Agamben e Massimo Cacciari. Quest' ultimo è intervenuto durante la mattinata, riflettendo sulla misura del green pass.

 

MASSIMO CACCIARI UGO MATTEI

Secondo il filosofo «l'idea sembra quella di trasformare il lasciapassare in una forma di controllo permanente e sempre più pervasiva, perché la pandemia non terminerà a breve. Il virus muterà, di conseguenza ci sarà bisogno di altre vaccinazioni e con ogni probabilità sarà prevista la richiesta di presentare una carta che renda conto delle inoculazioni fatte».

 

no green pass in piazza duomo a milano 2

Il punto fondamentale su cui si batte Cacciari è che si passerà «da una situazione emergenziale a un contesto in cui verrà ristrutturato un sistema di governo tecnico politico che userà, volente o nolente, le circostanze per neutralizzare le ragioni di conflitto. Il momento per il Paese è cruciale.

 

I soldi del Pnrr da investire e l'enorme debito pubblico da rinsaldare potrebbero creare gravi dissensi e ostilità all'interno della società, che verranno neutralizzati alla radice, in maniera tale» secondo l'intellettuale «che i soldi possano andare dritti nella direzione del prodotto interno lordo, acuendo maggiormente le differenze di classe».

 

 

massimo cacciari accordi e disaccordi

L'altro argomento su cui Cacciari insiste sia all'inizio che alla fine del suo intervento è che il convegno tenutosi ieri non sia semplicemente la bella parentesi di una giornata, ma che diventi un lavoro con una forma per combattere il pensiero mainstream attraverso informazioni, dati e riflessioni che emergano con continuità e non saltuariamente.

 

Anche il giurista e accademico Ugo Mattei ha prodotto un'attenta riflessione sulla carta verde, in particolare soffermandosi sulla parte relativa ai diritti individuali. Mattei asserisce che il passaporto verde sia il ritorno della logica di controllo priva del diritto, proprio come succede già nel Web; il meccanismo del «o tutto o niente», per cui si può accedere ai social o ai siti web solamente se si dà il via libera al controllo dei propri dati sensibili.

 

giorgio agamben green pass senato

«E siccome il diritto non esiste più online, si può vivere senza diritto anche offline» spiega Mattei. Il giurista inoltre vede la problematicità del green pass anche per la creazione di un precedente, per cui oggi è legato alla cura vaccinale, ma un domani potrebbe essere legato alla quantità di contante utilizzato o ai libri letti.

massimo cacciari (3)

 

Prospettiva preoccupante. L'intervento di Giorgio Agamben si è concentrato invece su cosa possiamo e dobbiamo fare in un contesto in cui la civiltà ha fatto bancarotta, a tutti i livelli: economico, politico, religioso, giuridico, intellettuale «Sul piano individuale bisogna continuare a fare bene ciò che si faceva bene prima, ma non credo che questo ci basti», dice il filosofo.

 

Giorgio Agamben

Poi, riprendendo una riflessione di Hannah Arendt in L'umanità in tempi bui , mette al centro del suo discorso la ricerca di una nuova politicizzazione. Se la Arendt indicava l'amicizia come fondamento di politica, Agamben la vede più come un minimum politico, nulla di meno di provare a costruire una comunità all'interno di una società. «Il vero punto di partenza» chiarisce il filosofo italiano «non è paragonare il governo buono con quello cattivo, ma mettere in questione l'idea stessa di governo. Solo così potrà nascere una rinnovata politicizzazione».

manifestazione no green pass milano 16trieste no green passno green pass a roma 1MASSIMO CACCIARI

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…