vladimir putin volodymyr zelensky ucraina

“SOLO DOPO IL CESSATE IL FUOCO SARÀ POSSIBILE LAVORARE AI TERMINI DELLA PACE” - IL MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINA, OLEKSII REZNIKOV: “DAI NEGOZIATI ANCORA NESSUN RISULTATO SODDISFACENTE”. C'È IL TIMORE CHE I COLLOQUI SERVANO A PUTIN PER RIORGANIZZARE LE TRUPPE E SFERRARE L'ATTACCO FINALE - LA BOZZA ANTICIPATA DAL “FINANCIAL TIMES”: KIEV RICONOSCEREBBE L’ANNESSIONE DELLA CRIMEA E L’INDIPENDENZA DI DONETSK E LUGANSK, MA PUTIN VUOLE PRIMA AVANZARE SUL CAMPO E PRENDERSI MARIUPOL - LA QUESTIONE DELLA NEUTRALITÀ E LA NON ADESIONE ALLA NATO

zelensky putin

1 - KIEV, ANCORA NESSUN RISULTATO SODDISFACENTE DAI NEGOZIATI

(ANSA) - "Noi prima di tutto nel corso dei negoziati affrontiamo la questione del cessate il fuoco e dei corridoi umanitari. E solo in un secondo momento sarà possibile forse lavorare ai termini della pace, ma il popolo ucraino non accetterà di capitolare.

 

Oggi i negoziati sono a livello tecnico, sono coinvolti giuristi, politici. Non voglio entrare in ulteriori dettagli ma vi posso assicurare che per il momento non c'è ancora nulla di cui ritenersi soddisfatti". Lo ha detto il ministro della Difesa ucraina, Oleksii Reznikov, in collegamento con le commissioni Esteri e Difesa del parlamento europeo.

 

2 - UCRAINA: ZELENSKY, NEGOZIATI CON MOSCA ABBASTANZA DIFFICILI

OLEKSII REZNIKOV VOLODYMYR ZELENSKY

(ANSA) - "I negoziati tra l'Ucraina e la Russia sono abbastanza difficili". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista con il canale televisivo americano Nbc.

 

"I negoziati sono ancora in corso e sono abbastanza difficili", ha sottolineato il presidente ucraino e ha osservato che "qualsiasi guerra potrebbe essere finita al tavolo dei negoziati". Allo stesso tempo, non ha commentato le informazioni apparse in precedenza nei media sulle presunte condizioni di un possibile accordo tra le parti.

 

 

Articoli correlati

DAGONEWS! - VANNO AVANTI LE TRATTATIVE INFORMALI CON TURCHIA E ISRAELE PER UN INCONTRO TRA...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 - UNA BOZZA IN 15 PUNTI PER DISCUTERE LA PACE

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

NEGOZIATI RUSSIA UCRAINA

 

Per la prima volta dall'inizio della guerra c'è un'ipotesi di accordo tra Russia e Ucraina. Un piano in 15 punti che si fonderebbe sulla neutralità dell'Ucraina e la sua già più volte ribadita rinuncia a entrare nella Nato, in cambio di garanzie sulla sua sicurezza affidata a Stati Uniti, Gran Bretagna o Turchia.

 

È una strada che potrebbe sembrare promettente, ma che si incrocia con i forti dubbi sulle reali intenzioni del Cremlino. Gli sforzi diplomatici, che da dicembre a oggi non sono mai cessati, hanno conosciuto un precedente pesante.

 

mykhailo podolyak

Nella notte del 21 febbraio il presidente francese Macron, in una delle sue tante telefonate con Putin, riuscì a strappare l'impegno del leader russo a incontrare il capo di Stato americano Biden in un estremo tentativo di salvare la pace: tre giorni dopo Putin scatenò l'invasione dell'Ucraina.

 

Putin Macron 7 febbraio 2022

Mentre la Russia continua a bombardare obiettivi militari e civili, come il teatro di Mariupol dove avevano trovato rifugio un migliaio di abitanti, i negoziati tra emissari ucraini e russi continuano e Mykhailo Podolyak, uno stretto consigliere del presidente ucraino Zelensky, ha svelato al Financial Times i termini di una possibile intesa: la Russia restituirebbe i territori ucraini conquistati a partire dal 24 febbraio, ovvero le regioni del Sud lungo il mare di Azov e il mar Nero e le zone settentrinali attorno a Kiev; l'Ucraina riconoscerebbe l'annessione della Crimea alla Russia e l'indipendenza delle due repubbliche del Donbass, continuerebbe ad avere un proprio esercito ma con l'obbligo di restare fuori da alleanze militari e di non ospitare basi straniere (cosa che peraltro già adesso è esclusa dalla legge ucraina).

dmitry peskov

 

La neutralità

ll portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha precisato ieri che la neutralità dell'Ucraina potrebbe seguire il modello dell'Austria o della Svezia. Sia Vienna che Stoccolma peraltro nel 1995 sono entrate a fare parte dell'Unione europea, e fanno parte del sistema europeo di difesa comune previsto dal trattato di Lisbona del 2009.

 

mariupol bombe su teatro 3

Il consigliere ucraino Podolyak ha però risposto indirettamente a Peskov dicendo di preferire un «modello ucraino» a quello austriaco o svedese: la Russia confina con l'Ucraina e dopo l'invasione del 2014 e la guerra totale scatenata in queste settimane servono garanzie di sicurezza più rigorose.

 

Parlando al Congresso americano il presidente Zelensky ha evocato la nascita di una nuova alleanza internazionale che potrebbe chiamarsi U24, un'«unione per la pace» composta da Paesi «che abbiano la forza e la coscienza per intervenire e fermare un conflitto immediatamente, entro 24 ore dal suo inizio».

 

L'incontro Ieri è stata anche la giornata del primo incontro ad alto livello tra Usa e Russia dallo scoppio della guerra: il consigliere di Biden per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha detto al segretario del consiglio di sicurezza russo, Nikolaï Patrushev che «se la Russia è seria quanto alla diplomazia, lo dimostri smettendo di attaccare le città ucraine». Ma, al contrario, i bombardamenti continuano.

kharkiv

 

La paura è che i negoziati servano alla Russia per prendere tempo e ri-organizzarsi, dopo le perdite sul campo dovute alla inaspettata resistenza ucraina. Salvo sorprese, è lecito aspettarsi nelle prossime settimane che le due strade continuino a scorrere parallele: da un lato gli sforzi diplomatici di Israele, Turchia e europei e i negoziati diretti per la pace ucraini-russi, dall'altro una guerra che non accenna a diminuire di intensità (come accadde del resto nei primi anni 70 per il Vietnam: lunghi negoziati tra Kissinger e Le Duc Tho mentre i combattimenti continuavano).

OLEKSII REZNIKOV

 

E i Paesi occidentale hanno chiesto per oggi la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Nonostante la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ieri abbia intimato a Putin di «sospendere immediatamente le operazioni militari», il leader del Cremlino sembra determinato ad andare avanti - «l'operazione si svolge con successo, secondo i piani stabiliti», ha detto in tv -, e anzi ha pronunciato un violento discorso sulla necessità di «purificare la società russa» dalla «quinta colonna» del nemico, frasi che lasciano presagire la determinazione di usare la guerra per ricompattare il fronte interno.

 

vladimir putin

Biden qualifica Putin di «criminale di guerra» e la bandiera russa viene ammainata davanti al Consiglio d'Europa di Strasburgo. I negoziati di pace fanno sperare ma resta il dubbio se la parola del Cremlino possa valere qualcosa.

 

IL DIAVOLO VESTE PRAVDA - MEME CARLI bombardamento su mariupolbombardamento su kiev kharkiv 2

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)