craxi

“STORIA DI GHINO, PREMIER AD HAMMAMET” - A VENT'ANNI DALLA MORTE, ARRIVA NELLE LIBRERIE LA SPY STORY GRIFFATA CRAXI: IL PROTAGONISTA GHINO, ALTER EGO DELL'AUTORE, È NEL MIRINO DI UN'ORGANIZZAZIONE SEGRETA CHE VUOLE UCCIDERLO - “IL PRESIDENTE È TROPPO INGOMBRANTE. E NON SOLO PERCHÉ SI È SEMPRE DIMOSTRATO FILO-ARABO” - TRA I TESTI RITROVATI, ANCHE LE POESIE INEDITE DI BETTINO

1 - BETTINO IL ROMANZIERE

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

CRAXI

Lui parlava di questo romanzo di suspense e d'intrigo internazionale senza dargli molta importanza ma un po' gliene dava: «È una spy story indegna di John Le Carré e di Ian Fleming. Si tratta soltanto di un passatempo, ma che contiene elementi di verità».

 

Ecco come Bettino Craxi recensiva con gli amici il suo giallo politico-spionistico, che scrisse al crepuscolo della sua vita. È stato ritrovato nella montagna di carte della villa tunisina e ora esce per la prima volta (ma ci fu con lo pseudonimo Ben Khaled un'edizione clandestina stampata nel 98 dal fratello del leader socialista, Antonio Craxi) e lo pubblica Mondadori: Parigi-Hammamet, s'intitola.

CRAXI COVER

 

Cento pagine. E un plot gonfio di trame, misteri, storie d'amore e di tradimenti, vendette e paure. C'è un ex premier italiano, scappato a Parigi, che è inseguito da una super-Spectre, da una terribilissima organizzazione che vuole controllare il mondo e assoggettare la politica che non le obbedisce. Koros, questo il nome che si sono dati gli oscuri manovratori, vuole uccidere Ghino perché così si chiama - e già da ciò si capisce che il protagonista del romanzo di Craxi è Craxi, il cui nomignolo affibbiato dai nemici fu Ghino di Tacco negli anni in cui aveva forza e potere - l'esule nascosto nella capitale francese.

 

Koros vuole far pagare a Ghino, il quale guarda caso nel romanzo fuma le sigarette al mentolo proprio come Bettino nella realtà, il suo passato politico e la sua determinazione a non rispettare i compromessi imposti dalla centrale affaristico-spionistica che vuole assoggettare tutti. E che non accetta i ribelli ma solo i subalterni.

 

LA SUSPENSE

Ghino - in questo racconto che nacque da un'idea di Craxi, sviluppata da Giancarlo Lehner e poi rivista e corretta dall'ex segretario del Psi - per sventare il complotto ai propri danni chiama a Parigi dalla Tunisia l'amico Karim, un poliziotto di 44 anni che vive ad Hammamet. Riuscirà Karim a battere Koros? Si arriva alla fine, attraverso una girandola di fughe, tradimenti, vendette, omicidi e tentativi di omicidi.

 

CRAXI

Karim è la voce narrante, e dice: «Dietro tutto questo c'è il delirio di onnipotenza. A volerci uccidere sono i gruppi della finanza internazionale. Sono loro i cervelli della destabilizzazione europea e mediterranea. Koros vuole scolpire popoli e nazioni come se fossero marmo grezzo. Il presidente è troppo ingombrante, ora più di prima, ha dato sempre fastidio a quella gente. E non solo perché si è sempre dimostrato filo-arabo». E questo è un romanzo? Sì. Ma le parole di Karim su Ghino sono esattamente quelle che pensava e che diceva Craxi, quello vero, alla fine della sua parabola esistenziale.

 

E allora sarà pure fiction questa, ma nel gioco letterario c'è il dramma politico e personale che stava vivendo Bettino. Il quale, più che tramite il romanzo, riusciva forse a distrarsi scrivendo poesie ermetiche. Il figlio Bobo tra le sue carte ne ha trovate 4, non ancora pubblicate, e anche se non sono di facile comprensione ne pubblichiamo due - Se tu morissi e Contabilità - in questa pagina. Ma da queste strane composizioni in versi, rieccoci al romanzo che sembra avere una sua forza. «Ghino - spiega Karim - appartiene alla categoria del tutto o niente: o lo si ama o lo si odia». E ancora: «Ghino considera la Tunisia la sua seconda patria. Anche questo disturba.

BETTINO CRAXI AD HAMMAMET

 

Anche questo è considerato un segnale. I documenti venuti per accidente in nostro possesso dimostrano che la super-centrale spionistica lo vuole morto per tre ordini di motivi. Ritengono che possa rivelare qualcosa sui membri italiani di Koros. Presumono un potere e relazioni forse superiori alla realtà attuale, specie con i Paesi Arabi e del Terzo mondo. Vogliono comunque spazzar via qualsiasi ombra che possa ostacolare le prospettive in atto e a medio termine in Italia e nella regione mediterranea». E al centro del mirino, oltre a Ghino, c'è anche Karim più una coppia di bodyguard francesi e una spia russa. I russi?

 

LO SCIUPAFEMMINE

1997. bettino craxi casa hammamet 1 con luca josi

Ci sono anche i russi, in mezzo agli americani cattivi - che di Ghino avevano detto tempo prima: «Gliela faremo pagare cara» - e all'insidiosissima Germania riunificata. «I dirigenti sovietici - così si legge ancora in questo racconto finora sconosciuto - avevano a carico la loro vecchia, stagionata ed esosa consorte, il Pci. Ghino le tradizionali fidanzate occidentali, egoiste e infedeli, senza possibilità di divorzio».

 

Tra fiction e realtà, il premier italiano braccato a Parigi con il suo fido poliziotto italo-tunisino è uno che ama le donne: «Ghino ha il carattere di un orso. Può sciogliersi clamorosamente solo in un caso. Quando è vicino a una donna affascinante che sembra inarrivabile, anche se lui è convinto che non lo sia». Ma Koros non ha pietà neppure per gli sciupafemmine.

 

2 - IL THRILLER INEDITO DI CRAXI: «STORIA DI GHINO, PREMIER AD HAMMAMET»

Dal “Corriere della Sera”

 

craxi

Pubblichiamo un brano del romanzo di Bettino Craxi «Parigi-Hammamet»: il narratore descrive «Ghino», primo ministro in vacanza in Tunisia. E Craxi firmava i suoi articoli proprio con lo pseudonimo «Ghino di Tacco», celebre bandito medievale

 

Conoscevo Ghino da almeno vent' anni. Ogni estate andava a trascorrere le vacanze ad Hammamet. Da tempo non era più un turista, ma uno di noi. Una persona semplice, disponibile, pronta a farsi carico dei problemi di tutti, delle questioni anche più banali e quotidiane, tanto diffidente e cauta nei confronti dei suoi pari, intendo dire i politici, i dirigenti, gli uomini di potere, quanto fiduciosa nelle persone qualsiasi, amica di tutti, pronta a sedersi nella più umile casa di pescatori per discutere, inframezzando francese, italiano e arabo, sulle cose di tutti i giorni.

 

Una volta s' era messo in testa di insegnare a un mio parente come conservare le alici sotto sale. E ci rimaneva male, perché quel giovane pescatore si dimostrava scettico e tradizionalista, sicuro che non ci fosse nulla di meglio che far essiccare le sardine al sole.

 

bettino craxi 2

E, mentre nella villa di Hammamet lo aspettavano ministri, industriali, magistrati e amici altolocati, lui rimaneva lì, accanto al pescatore, a perorare la causa del «sotto sale», senza spazientirsi, anche davanti all' impuntatura e alla testardaggine. Io ci avrei litigato. Lui, tranquillo, perorava e spiegava.

 

Dopo pochi giorni, a conferma che la strategia delle alici gli stava sinceramente a cuore, ne parlò a cena, a casa sua, dove aveva invitato me e Samira.

 

A tavola c' erano un giornalista americano, uno scultore dell' Est europeo, due ex ministri, un magistrato in cerca di favori, un suo amico francese, un regista carico di Oscar con la moglie e due collaboratori.

 

E, infine, due signore amiche della moglie di Ghino.

Di recente era diventato presidente del Consiglio, primo ministro d' Italia, mica poco. Trascorreva sempre una settimana di vacanza, anche se non di riposo, nel suo rifugio di Hammamet.

 

Gli ospiti avrebbero voluto ben figurare, parlare dei massimi sistemi del mondo. Alcuni di loro avevano ben studiato qualcosa ed erano pronti a recitarla davanti al presidente.

Non ho mai ben capito la ragione, ma Ghino stimola la voglia di apparire più di quello che si è anche se non c' è alcun interesse a farlo, perché o già ti stima oppure ti ritiene un cretino con le ali da cretino. Nei giudizi sugli uomini è un conservatore.

 

bettino craxi

Può passare, in casi eccezionali, dalla stima alla disistima, mai viceversa.

Credo di aver compreso il suo metro di classificazione, che non tiene affatto conto del ceto sociale, della nazionalità, dell' etnia, del livello culturale. Gli piacciono l' intelligenza e la fattività, con una marcata preferenza per l' homo faber , comunque giudicato più sapiente dell' homo sapiens.

 

Probabilmente in ciò v' è una punta di narcisismo, giacché lui per primo è un gran lavoratore. Al mondo esistono, per lui, persone utili a se stesse e agli altri, che danno un senso al loro esistere, e parassiti velleitari, non utili e, talora, anzi troppo spesso, dannosi. Questi ultimi non li sopporta neanche in fotografia.

 

E lo dà a vedere senza problemi, benché sia restio ad andare sino in fondo, a cancellarli del tutto dalla sua vista, una volta per sempre.

 

bettino craxi 1

La cena delle alici, dunque.

C' erano convitati pronti a cogliere al balzo un aggettivo, una frase, uno spunto qualsiasi, sul quale costruire il lifting di se stessi.

 

E lui, invece, senza alcuna ombra di perfidia, anzi con il candore di un bambino, li costrinse a restare terra terra sul problema delle sardine, una questione che ovviamente nessuno aveva studiato per tempo. A parte Michel, il suo amico nizzardo, che la sapeva lunga, almeno sul modo di cucinarle, pur con una punta di campanilismo - «Le alici delle mie parti sono le migliori», ripeteva, esaltando il mar Ligure ed umiliando tutti i restanti mari e oceani incapaci di far crescere saporiti i pesci -, tutti gli altri, me compreso, non andavano più in là della definizione di «pesce azzurro».

Craxi con Anna BETTINO CRAXI SILVIO BERLUSCONIBETTINO CRAXICraxi familyBOBO CRAXI BETTINOBETTINO CRAXI 2BETTINO CRAXI CON LA FAMIGLIA

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...