franceschini

LO “STRAORDI-DARIO” INTRIGO A 5 STELLE – MARIO GIORDANO: "RABDOMANTE DEL POTERE, IN PIENO DELIRIO TRAMANS (CON LA A, MI RACCOMANDO) FRANCESCHINI SI MUOVE DIETRO LE QUINTE PER REALIZZARE IL SOGNO DI UN'ALLEANZA PD-M5S. CON L'AIUTO DI SASSOLI, PRESIDENTE DELL' EUROPARLAMENTO, DEL GRILLINO CASTALDO E DI UNA LEGGE ELETTORALE A DOPPIO TURNO. ALLA RICERCA DI UNA POLTRONCINA PER SÉ…"

Mario Giordano per la Verità

 

dario franceschini

Come se l' Italia non avesse già abbastanza problemi, è ricomparso Dario Franceschini. Ci mancava solo lui, in effetti: fra troll russi, spioni, massoni, Carole arrembanti e i missili aria-aria dell' arsenale di Rivanazzano Terme, potevamo forse stare senza l' ex ministro dei Beni culturali, già noto per alcune suo proposte di alto livello come l' abolizione implicita del congiuntivo («Mi pare che si vadi in una direzione», disse in Tv) e la trasformazione delle case cantoniere in sedi di sagre del prosciutto e fiere della castagna? Ovviamente no.
 
Infatti da settimane ci stavamo chiedendo incessantemente: ma Franceschini, dov' è finito? Cosa starà studiando? Che cosa si starà inventando? La trasformazione dei caselli autostradali in piadinerie? L' abolizione del futuro anteriore? L' obbligatorietà del condizionale (che è sempre d' obbligo, in effetti)? Si erano creati veri forum, spazi di dibattito, appelli online. Lo giuro. Anche per strada ogni tanto capitava di incontrare qualcuno disperato che mormorava tra sé e sé: «Ma Franceschini, santo cielo, dove è finito? Dove si è nascosto?».

 

dario franceschini

Eccolo: siamo lieti di dare la buona novella. Franceschini è ricomparso. StupiDario è tornato da noi. E si è conquistato il suo minuto di gloria nel modo a lui più congeniale: tramando. Dietro le quinte. Com' è nel suo stile, da quando ha capito che davanti alle quinte, per uno come lui, è piuttosto rischioso. I retroscena più informati del Palazzo (?!) lo descrivono all' opera con la solerzia dei giorni migliori per realizzare il suo nuovo sogno: l' alleanza fra Pd e 5 stelle.

 

Lo straordiDario intrigo è già confezionato e si nutre, sempre a detta degli espertoni, dell' intelligenza di David Sassoli, neo presidente del Parlamento europeo, combinata con quella del grillino Massimo Castaldo (roba che al confronto Archimede e Einstein erano due beoti), senza contare l' indimenticabile mediazione espressa dal medesimo Franceschini all' interno del Pd sul caso Libia (a chi è mai sfuggita cotanta opera di genio?) con l' aggiunta di una spruzzata di immancabile legge elettorale a doppio turno. Ci mancano solo il Cynar, la figurina di Pizzaballa e Gig Robot d' acciaio e poi il quadro è completo. Tutto molto chiaro, ovviamente. A parte il Cynar.

dario franceschini salvo nastasi

 

D' altra parte che Franceschini sia uomo in preda a delirio tramans (con la a, mi raccomando) è noto a tutti, fin dai tempi in cui prendeva il biberon Dc. Figlio di un deputato democristiano tutto d' un pezzo, anticomunista convinto, ha subito cominciato a convivere con i comunisti emiliani.

 

Poi è stato con dc con De Mita (che lo infilò giovanissimo nel collegio sindacale Eni), poi Ppi con Franco Marini, poi ulivista con Prodi, antidalemiano contro D' Alema, poi dalemiano con D' Alema, poi veltroniano, poi enricolettiano, poi renziano, poi ovviamente zingarettiano. È una specie di rabdomante del potere: ne sente l' energia da lontano e ne viene fatalmente attratto. Appena vede che il potere scema, lui se ne distacca.

dario franceschini e la moglie michela di biase

 

Non è colpa sua: è un fatto chimico. Direi quasi elettromagnetico. Se ne accorse l' amico di gioventù Enrico Letta, che quando era presidente del Consiglio partì per un viaggio all' estero, lasciandolo a Roma a vigilare: «Occhio ai renziani», si raccomandò. Infatti.

Franceschini lo prese in parola: andò dai renziani e si alleò con loro. Quando Letta tornò si trovò defenestrato in un amen.

 

dario franceschini

«È un maniaco del comando», ha scritto di lui Giancarlo Perna, «dà il peggio di sé quando non lo ha perché comincia a intrigare». Ecco, appunto: sono passati troppi mesi, ormai, senza che AbbeceDario, detto anche Ciuffoletto, abbia potuto comandare alcunché. E per questo deve cominciare a intrigare, a modo suo, aumma aumma, una strizzata d' occhio di qui, un' apertura di là, un giretto a Bruxelles, Sassoli e Castaldo, uhm uhm, ehm ehm, Mattarella che dice?, la legge elettorale, le correnti del Pd, Minniti e la Libia, pissi pissi, bau bau, tanto poi lo sapete che, con quello ci parlo io, una cena, un caffè, tic tic, toc toc, di qua e di là.

 

Tipico e limpido modo di agire della migliore politica romana, di cui Franceschini è sempre stato un esemplare. Una volta dissero che, per malignità e velenosità, poteva assomigliare a Rosi Bindi. Forse fu allora che Dario, da sempre glabro, si fece crescere il barbone ispido che oggi lo contraddistingue.

 

franceschini

Da ministro dei Beni culturali, a parte l' attentato al congiuntivo e l'idea di riutilizzare le case cantoniere per esporre cipolle e peperoni, si distinse per aver proposto i caschi blu della cultura mondiale, squadra speciale dell' Onu incaricata di salvaguardare reperti archeologici e antichi manoscritti. Idea meravigliosa. Ma è un po' come se io oggi proponessi di stampare La Verità anche su Giove e Saturno: la stessa probabilità di essere ascoltato.

 

Del resto l' uomo ha sempre lavorato molto di fantasia, come dimostrano i suoi numerosi romanzi. Ora però la vena artistica sembra in crisi, quasi seccata: sono un paio d' anni, infatti, che non illumina le librerie con il suo talento. E così, in mancanza di valide trame narrative, non gli resta che dedicarsi alle trame politiche, che poi sono quelle che l' appassionano di più. Anche se, prima o poi, bisognerebbe pur fare il bilancio di quel che hanno prodotto tutti questo decenni di macchinazioni nell' ombra dell' ineffabile suDario. In sintesi: per sé qualche poltroncina di minor valore.

franceschini-2

 

Per l' Italia niente. Per i suoi amici solo guai. Per tutti noi la gioia di vederlo nell' ennesimo retroscena. Che, in ogni caso, è sempre meglio che vederlo sulla scena.

renzi franceschini by oshofranceschini giachetti lotti guerini boschifranceschini bloccato sul trenitalia per ferraraGIACHETTI - LOTTI - FRANCESCHINIbersani franceschinifranceschini zingaretti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…