giuseppe conte palazzo chigi

“TORNO A VESTIRE I PANNI DI SEMPLICE CITTADINO” - CONTE SI CONGEDA DA PALAZZO CHIGI MA NESSUNO CREDE ALL’IDEA CHE VOGLIA FARSI DA PARTE: “ADESSO DEVE SMALTIRE LA BOTTA” - LA SUA AMBIZIONE DI PRENDERSI IL M5S DEVE FARE I CONTI CON UN MOVIMENTO BALCANIZZATO. E SENZA PIÙ NEANCHE LA FIGURA DEL CAPO POLITICO, MA CON QUELLA DELL’ORGANO COLLEGIALE, SARÀ PIÙ DURA FARSI AVANTI - IL SUO POST DI ADDIO RACCOGLIE 758MILA MI PIACE IN QUATTRO ORE, 89MILA CONDIVISIONI, OLTRE 200MILA COMMENTI: MA TUTTO QUESTO SI PUO’ TRADURRE IN VOTI?

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI CON OLIVIA PALADINO

Giuseppe Conte esce dal portone principale di Palazzo Chigi stringendo forte una scatola di velluto rossa. Dentro, c'è la copia di quella campanella che aveva pensato di passare ancora una volta a se stesso, come tra il Conte 1 e il Conte 2, e invece. Sale in auto, l'ex presidente del Consiglio, mentre sulla soglia il portavoce Rocco Casalino lo guarda andar via con gli occhi di chi non ha trattenuto le lacrime. Subito prima, davanti al picchetto d'onore, l'avvocato ha cercato a lungo la mano della compagna.

 

Che gliel'ha stretta, alla fine, accompagnandolo al centro del cortile, gli occhi in su a ringraziare chi applaudiva dalle finestre. Le dita dell'ex premier puntano in alto, come allo stadio, come per dire: «Voi, siete voi che devo applaudire». Olivia Paladino tenta di restare un passo indietro, la mascherina di raso nera intonata al cappotto scuro, lo sguardo che sfugge gli obiettivi. Non è solo commosso, Conte, è anche indeciso.

 

L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI CON OLIVIA PALADINO

Quasi perso. «Nessuno ha capito cosa farà», dice chi ha lavorato al suo fianco tutti i giorni. Ha fatto il passaggio di consegne col sorriso, con la leggerezza di chi non vuole lasciare ombre, ma ci sono state cose che lo hanno fatto star male anche in queste ultime due settimane. Quando tutto era ormai consumato.

 

Ad esempio, la reazione di un pezzo di Pd davanti all'idea - più di altri che sua, per la verità - di una candidatura alle elezioni suppletive di Siena, nel collegio dove era stato eletto Pier Carlo Padoan, ora presidente di Unicredit. Gli altolà arrivati dal territorio, come non fosse mai successo che i candidati vengano catapultati da Roma per i motivi più diversi, lo hanno colpito. In questo caso, la ragione era semplice: fornire al premier uscente un'agibilità politica all'interno del Parlamento.

 

LE LACRIME DI ROCCO CASALINO PER L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI

Permettergli di essere, alla Camera, quel collante che i vertici del Pd e del Movimento ritengono fondamentale per non soccombere - come alleanza - dopo la nascita del governo Draghi. Il Parlamento conta, e non è un caso che dopo le consultazioni il segretario dem Nicola Zingaretti abbia fatto pesare i numeri dell'intero centrosinistra, sommando deputati e senatori di Pd, M5S, Leu. È l'unica strada che - secondo molti - può consentire all'ex maggioranza di governo di non disperdere quanto fatto fin qui. Ma è una strada impervia, per le divisioni che attraversano tanto i democratici che i 5 stelle.

 

«Torno a vestire i panni di semplice cittadino - ha scritto Conte sulla sua pagina Facebook - Insieme a tanti preziosi compagni di viaggio abbiamo contribuito a delineare un percorso a misura d'uomo, volto a rafforzare l'equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale. Il mio impegno e la mia determinazione saranno votati a proseguire questo percorso.

 

L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI

La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere». Il post ottiene 758mila mi piace in quattro ore. 89mila condivisioni, oltre 200mila commenti. Scrive anche Alessandro Di Battista: «Sei stato anche troppo Signore. Buon vento Presidente», subito seguito da chi gli ribatte: «Fate un partito insieme, ripartiamo con Conte».

 

Ma il Movimento 5 Stelle, supposto che l'ex deputato ne faccia ancora parte (Dibba ha detto «Non parlo più a suo nome», non ha mai detto «Addio»), non sa più né da chi né da cosa ripartire. L'ex premier lo ha capito quando la proposta di rinviare la nascita dell'organo collegiale prevista per la prossima settimana è stata respinta con sdegno. Beppe Grillo ha chiamato.

L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI

 

Ha detto: «Ci vedremo, parleremo», ma non è ancora chiaro quale possa essere il ruolo dell'avvocato in un M5S balcanizzato, confuso, senza più neanche la figura del capo politico, che poteva avere un senso proprio per lui. Deciderà, Conte, cercherà di capire, ma non adesso, non subito. «Adesso deve smaltire la botta», dice chi gli ha parlato. Adesso deve capire se quelle centinaia di migliaia di like significano davvero qualcosa di più.

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